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Riforma pensioni 2016/ Oggi 7 maggio. Damiano contro l'Ape: è del tutto insufficiente (ultime notizie live e news)

Riforma pensioni, al posto di flessibilità e quota 41, il Governo propone l'Ape. Le ultime notizie sui principali temi previdenziali e le news che arrivano dal dibattito

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Se in un primo momento Cesare Damiano sembrava aver accolto positivamente l’annuncio di una riforma delle pensioni da parte del Governo nella prossima Legge di stabilità, ora l’ex ministro del Lavoro appare più critico sull’Ape. Il Presidente della commissione Lavoro della Camera ritiene infatti che la proposta annunciata appare “del tutto insufficiente”. Questo perché “la misura di flessibilità deve essere strutturale e non limitata ad alcune platee anagrafiche di lavoratori (i nati dal ’51 al ’53, come ha detto Renzi); deve essere l’anticipo (noi diciamo fino a 4 anni), con una penalizzazione accettabile, dell’assegno pensionistico e non un prestito; l’ente erogatore deve essere dunque l’INPS e non una banca”. Per Damiano, poi, “non vanno dimenticati gli altri problemi previdenziali, alcuni dei quali causati da veri e propri errori della politica: lavoratori precoci, ottava salvaguardia, opzione donna, ricongiunzioni, lavori usuranti e indicizzazione”.

L’Ape proposto da Renzi non convince Carmelo Barbagallo, che vorrebbe poter verificare e discutere nel merito la riforma delle pensioni ipotizzata dal Premier, con un confronto anche con la piattaforma unitaria presentata in merito dai sindacati. Per il Segretario generale della Uil c’è in ogni caso un punto fermo. “Noi riteniamo che non ci debba essere un'ulteriore penalizzazione per i lavoratori che vogliono fruire della flessibilità in uscita dal lavoro”, ha detto, sottolineando i vantaggi che la pensione anticipata avrebbe per le imprese e l’occupazione giovanile.

Ieri a Roma si è tenuta l’assemblea nazionale di Federmanager e tra i diversi temi affrontati dal Presidente Stefano Cuzzilla c’è stato anche quello delle pensioni. In particolare con una stoccata nei confronti di Tito Boeri. A quanto riferisce Formiche.net, infatti, Cuzzilla ha detto che le sue esternazioni non giovano certamente e “generano conflitto tra generazioni”. E ha quindi chiesto “una politica chiara, unica e condivisa che sostenga l’aspettativa dei cittadini nei confronti del proprio futuro pensionistico”. Non è la prima volta che il Presidente dell’Inps viene criticato da Federmanager. A finire nel mirino nei mesi scorsi erano state le sue dichiarazioni sulla necessità di tagliare le pensioni più alte.

Dopo l’intervista a Il Corriere della Sera, Susanna Camusso torna a parlare della riforma delle pensioni proposta da Renzi con parole non proprio lusinghiere. "Non siamo di fronte a un testo che si possa valutare, ci sono logo e titolo prima ancora della proposta", ha detto il Segretario generale della Cgil, che ha anche fatto notare che si sarebbe aspettata una convocazione per un confronto con il Governo. Considerazione del tutto legittima se si pensa che da dicembre sul tavolo dell’esecutivo c’è la piattaforma unitaria presentata dai sindacati.  "Non capiamo le ragioni per cui si debba far intervenire nel sistema previdenziale le banche e le assicurazioni. Suona molto come un modo per finanziarle", ha poi aggiunto.

Hanno decisamente fatto scalpore le dichiarazioni del Presidente dell’Inps, Tito Boeri sul’eccessiva generosità dei vitalizi politici con relativa necessità di ricalcolare il tutto secondo il metodo contributivo. Sulla questione è ritornata l’ex Ministro Elsa Fornero che durante un’intervista rilasciata all’Huffington Post ha evidenziato una possibile soluzione: “Rifare tutti i calcoli non è possibile e non lo faranno: la soluzione realistica è che chi ha avuto di più ora deve dare un contributo maggiore. Dieci giorni dopo che sono stata nominata Ministro ho chiesto io un appuntamento al presidente Fini che ho incontrato insieme al Presidente Schifani per sollevare il tema della partecipazione dei parlamentari ai sacrifici chiesti ai cittadini. Credevo allora e ne sono ancora convinta oggi che la classe politica debba dare l’esempio”.

Mentre il Governo Renzi ha riacceso la speranza per i lavoratori nati tra il 1951 ed il 1953 di poter aver accesso alla pensione anticipata a 63 anni con il cosiddetto strumento dell’Ape in luogo di penalizzazioni che vanno dal 4% al 12% in proporzione al reddito del lavoratori e agli anni di anticipo, in Commissione Lavoro alla Camera si è discusso di problematiche relative alla liquidazione delle prestazioni pensionistiche dei lavoratori appartenenti all’Ex Enpals. L’argomento è stato affrontato dal sottosegretario al Welfare Massimo Cassano, che ha voluto rassicurare tutti evidenziando come della cosa se ne stia occupando l’Inps: “Per quanto concerne la problematica legata alla tempistica di liquidazione delle prestazioni pensionistiche in convezione Inps/Enpals, causate dalla macchinosa procedura di individuazione della gestione competente a liquidare la prestazione l’Inps ha disposto con messaggio del 18 aprile scorso, l’utilizzazione della procedura pensionistica Unicarpe. Con tale procedura viene stabilita la prevalenza contributiva e viene individuata automaticamente la competenza, eliminando così la necessità di dover inviare le domande pensionistiche di soggetti con contribuzione Enpals al Polo specialistico di Roma per la valutazione della Gestione competente a liquidare la prestazione”.

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