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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Oggi 9 maggio. Ape e busta arancione Inps in primo piano a Quinta colonna (ultime notizie live e news)

Novità riforma pensioni e Ape, l'anticipo che il Governo ha promesso di introdurre. Le news sui princpali temi previdenziali e le notizie che arrivano dal dibattito

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Il tema delle pensioni resta sempre di primo piano nei talk show televisivi e questa sera su Rete 4 andrà in onda una puntata di Quinta Colonna focalizzata proprio sulla riforma che il Governo ha annunciato, attraverso l’Ape, che non sembra raccogliere tanti consensi. L’attenzione sarà rivolta anche alla busta arancione dell’Inps che diversi italiani stanno ricevendo a casa in questi giorni. Anche qui le polemiche non sono mancate, visto che la simulazione della propria pensione non sempre porta buone notizie o corrisponde alle proprie aspettative.

Domani a Napoli si terrà l’assemblea nazionale dell’Usb e si parlerà anche di pensioni. L’Unione sindacale di base ha infatti promosso una petizione su cui intende raccogliere firme e uno dei punti chiede la cancellazione della Riforma Fornero, con l’abolizione del sistema contributivo, la pensione di anzianità con quota 96 (almeno 60 anni di età) o dopo 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, pensione di vecchiaia a 60 anni per le donne e 65 per gli uomini, ricongiunzione dei contributi non onerosa e pensioni minime a 800 euro netti. Clicca qui per il testo della petizione.

Giorgio Ambrogioni non si sbilancia nel dare un giudizio sull’Ape che Renzi ha annunciato come riforma delle pensioni nella prossima Legge di stabilità. Il Presidente della Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità vuole prima che tutte le informazioni in merito siano disponibili, e auspica “che la flessibilità sia o diventi una opzione strutturale e che le penalizzazioni crescenti, correlate agli importi pensionistici, non siano tali da impedire a un lavoratore di livello medio-alto di usufruire di tale possibilità”.

Luigi Marattin, consigliere economico del Presidente del Consiglio, oggi è stato ospite di Studio 24, in onda su Rainews24, e ha parlato di riforma delle pensioni. Il Professore di Macroeconomia ha evidenziato come la Legge Fornero abbia portato ordine in un sistema “sfasciato”, anche perché ci sono pensionati che hanno versato pochissimi contributi. Marattin ha anche ricordato che sono stati fatti dei correttivi alle distorsioni più grandi della riforma, come quella degli esodati. Incalzato però da Francesco Flore, portavoce della Rete dei comitati degli esodati, ha detto che il loro problema deve essere risolto, visto che ci sono ancora 24.000 di loro senza tutele. Infine, a proposito dell’Ape, ha detto che non si tratta di un regalo alle banche.

Il Governo, come noto, intende varare una riforma delle pensioni attraverso l’Ape annunciata dal Premier Renzi. Si tratta di una soluzione che sembra parecchio diversa da quella ipotizzata da Damiano e Baretta. Proprio quest’ultimo fa anche parte della compagine governativa e c’è quindi da chiedersi se potrà fare in modo che si arrivi a una sorta di “soluzione di compromesso” tra l’Ape e la proposta di legge Damiano-Baretta. Il sottosegretario all’Economia per il momento ha solamente detto, in un’intervista al QN, che occorrerà un confronto con le Parti sociali per capire nel merito come dovrà strutturarsi l’Ape.

Cesare Damiano è tornato a commentare la proposta di riforma delle pensioni avanzata dal Governo Renzi. Intervento a Parlamento 24, la videorubrica del Sole 24 Ore dedicata all’attività parlamentare, l’ex ministro ha ricordato come sia positivo il fatto che l’esecutivo abbia promesso un intervento nella prossima Legge di stabilità, dato che è dal 2013 che insieme ad altri parlamentare chiede di introdurre la flessibilità pensionistica. L’importante è che l’Ape sia strutturale e per tutti e non abbia la forma di un prestito pensionistico, cosa diversa da un anticipo di pensione.

Dal Governo arrivano nuove dichiarazioni riguardanti la riforma delle pensioni che Matteo Renzi ha promesso di inserire nella prossima Legge di stabilità. Stavolta a parlare è Pier Carlo Padoan, attraverso un’intervista a Il Corriere della Sera. Il ministro dell’Economia, oltre ad annunciare novità riguardo gli investimenti nelle Pmi, con la possibilità in particolare di forti vantaggi fiscali, ha parlato di flessibilità pensionistica, spiegando che potrà essere perseguita soltanto mantenendo i conti in equilibrio. Da tempo, però, su cosa questo concretamente significhi ci sono diverse interpretazioni, dato che per Cesare Damiano sul lungo periodo si avrebbero dei risparmi per le casse pubbliche. Padoan ha in ogni caso detto che “il governo sta esaminando ipotesi per consentire l'uscita anticipata dal lavoro proprio tenendo conto delle esigenze di chi svolge attività più usuranti”. Da queste parole sembrerebbe quindi delinearsi il quadro di una possibile pensione anticipata solo per alcune categorie di lavoratori. Di certo sono dichiarazioni che faranno storcere il naso a molti, dato che il Governo nel decreto banche incentiva il prepensionamento dei bancari, che non sembrano rientrare in una categoria di lavoro usurante.

Questa sera Matteo Renzi sarà ospite della trasmissione Che tempo che fa. Il Premier parlerà certamente di argomenti caldi e sensibili, come i migranti, la Libia, la “questione morale” che riguarda il suo partito, il referendum costituzionale, le elezioni amministrative e, forse, anche la riforma delle pensioni. Del resto dopo l’annuncio dato in settimana relativo all’Ape, non ha dato altre indicazioni e quindi potrebbe approfittare dell’occasione per informare gli italiani delle intenzioni del Governo. Si è capito che vuol intervenire in Legge di stabilità, ma non è ancora chiaro in cosa consista concretamente il piano. Vedremo se stasera si saprà qualcosa in più.

Numeri importanti arrivano sulla riforma delle pensioni a cui sta lavorando il Governo. La Uil, infatti, ha simulato gli effetti che potrebbe avere l’Ape, che consentirebbe il pensionamento anticipato massimo di tre anni grazie a un prestito bancario. Ebbene, un lavoratore che andasse in pensione con un anno di anticipo con un trattamento di 1.000 euro lordi perderebbe il 6,9% della pensione, ovvero una mensilità netta ogni anno. Il sindacato segnala quindi alcune criticità del progetto del Governo, almeno da quel che se ne deduce dalle indiscrezioni filtrate in questi giorni, tra cui il fatto che non è chiaro se gli interessi sul prestito sarebbero a carico del lavoratore o dello Stato.

Anche per queste ragioni, la Uil, attraverso il Segretario confederale Domenico Proietti, chiede al Governo di lavorare sulla flessibilità pensionistica a partire da 62 anni. “Il sindacato è pronto a discuterne le modalità, ma bisogna evitare soluzioni pasticciate”. Finora, però, come noto, l’esecutivo non ha incontrato i sindacati.

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