BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma pensioni 2016 / La finta flessibilità dell'Ape

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

Facciamo un semplice ragionamento parametrando due situazioni. Con il riscatto volontario od obbligato degli anni mancanti tra l'età di uscita permessa e quella di traguardo per la pensione (la vecchiaia) si versano i contributi, calcolati dall'Inps secondo il metodo contributivo (meglio ripeterlo a scanso di equivoci), per quegli anni dandone la conseguente titolarità. Insomma, apri il sito Inps, sai quanto devi versare, provvedi tu o il tuo datore di lavoro o lo Stato, come terzo generoso, e vai in pensione. Età con aggancio speranza di vita, no problem. Va bene anche la soglia anagrafica obbligatoria minima. Se poi lo Stato vuol fare di più, ti permetterà di usare più di un canale per far confluire quanto necessario per pagare i tuoi contributi, sia che si chiami Rita o Tfr, sia che si chiami prestito se i soldi non li hai. 

Con l'Ape si esce solo con il prestito. E qui i 10 miliardi di costo risparmiato non c'entrano nulla. Infatti, di chi sono i soldi che "ritornano dal futuro"? Sono dei futuri pensionati che se li sono anticipati facendoseli intermediare dalle banche a pagamento. Resta sempre in piedi in questo quadro e senza una risposta adeguata allo status degli interlocutori il vero "perché" di questa scelta. Una scelta senz'altro particolare se si scende nella futura casistica applicativa.

Faccio un esempio. Quando si dovranno estromettere dalle sole banche circa 10/15mila addetti cosa succederà? Le banche cancelleranno lo strumento del fondo esodo e concederanno prestiti agevolati ai dipendenti per uscire? E se avvenisse, speriamo di no, un'altra crisi (leggasi anche solo politiche di riduzione dei costi a seguito di flessione di utili) in grado di tagliare trasversalmente più settori tipo l'automobilistico, l'assicurativo e parte del manifatturiero, cosa accadrebbe con sindacati di settore con diverso potere di negoziazione, con la presenza o meno di strumenti di sostegno diversi dai Fondi? 

Al 23 giugno, prossima "data di tavolo", forse risposte arriveranno.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
16/06/2016 - ANTICIPO PENSIONE (ernesto sciortini)

Più che un provvedimento per agevolare l'uscita mi sembra una presa per i fondelli con la complicità dei sindacati. Riguarda una ristretta platea (30-40 mila) di futuri pensionati (stima in eccesso perché non tutti se lo possono permetter) che attualmente hanno 63 anni e sarà limitata fino al 2019 quando gli attuali sessantenni avranno la stessa età. Dicono che senza il prestito costerebbe 10 miliardi....come, la flessibilità auspicata da tutti e per tutti, quota 41, anticipo di 3 anni con penalizzazione del 2%, accompagnamento alla pensione dei disoccupati anziani ecc. ecc. dicevano che non era sostenibile perché sarebbe costata 6-7 miliardi !!! E ci si mette pure quel personaggio di Cazzola che sembra prendere in giro chi è in difficoltà mentre lui oltre a prendere la pensione si gode il suo vitalizio parlamentare. Ma se ne stia zitto almeno, piuttosto che dire "non c'è trippa ....." Si riposi e non si faccia più vedere nei talk show almeno dimostrerebbe più dignità di quel poco che ha.