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RIFORMA PA/ Quei dubbi sul decreto contro i "furbetti del cartellino"

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Inoltre, la limitazione del diritto alla difesa insita nella non vincolatività dei termini procedimentali presenta rischi di incostituzionalità. Altrettanto vale per la responsabilità sostanzialmente oggettiva posta a carico dei dirigenti e responsabili degli uffici dei procedimenti disciplinari che non avviino le iniziative contro gli assenteisti. Il decreto, nel testo finale, ha espunto la qualificazione di ciò come reato di omissione d'atti d'ufficio, stabilendo, in cambio, l'obbligo di segnalare le omissioni ala Procura della Repubblica, accogliendo così alcune osservazioni del Consiglio di stato e delle Camere. Tra tali osservazioni è stata anche accolta quella di assicurare agli incolpati, nel periodo di sospensione cautelare, l'assegno alimentare, un trattamento economico di poco inferiore al 50% dello stipendio fondamentale.

I fatti diranno se la riforma avrà un effetto deterrente o comunque la capacità di produrre davvero licenziamenti definitivi, sperando, ovviamente, che casi di assenteismo non si presentino più.

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