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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Airaudo: altro che Ape, bisogna cambiare (davvero) la Legge Fornero

Riforma pensioni 2016. Per GIORGIO AIRAUDO, il governo, attraverso l'Ape, prende atto che la legge Fornero non funziona, ma interviene con i denari dei lavoratori

Giorgio AiraudoGiorgio Airaudo

Nel corso dell’incontro governo-sindacati di martedì 14 giugno sono state illustrate le misure dell’Anticipo pensionistico noto come “Ape”. La sperimentazione riguarderà i nati tra il 1951 e il 1953 e saranno previste penalizzazioni fino al 15% per chi va in pensione anticipata. Ci saranno però detrazioni sulla penalizzazione a seconda della condizione delle persone, in base cioè al fatto che siano disoccupate, esodate o abbiano un lavoro stabile, nonché sulla base del reddito che percepirà il futuro pensionato. All’indomani dell’incontro i sindacati non hanno alzato la voce, ma nella nuova misura del governo mancano la flessibilità a 62 anni e qualsiasi provvedimento per i lavoratori precoci. Ne abbiamo parlato con Giorgio Airaudo, deputato di Sel, membro della commissione Lavoro ed ex sindacalista Fiom.

È soddisfatto per l’Ape presentato dal governo nell’incontro con i sindacati?

Il governo prende atto che la riforma Monti-Fornero non funziona, altrimenti non interverrebbe. Il problema è che interviene usando i denari dei lavoratori, con il risultato che chi va in pensione deve rinunciare a un pezzo connaturato del suo assegno. In questo modo si mette in atto una penalizzazione, anche nell’ipotesi in cui si finisse per pagare meno Irpef.

E quindi?

Quindi trovo curioso che invece di mettere mano alla legge Monti-Fornero si chieda a chi ne ha già subito gli effetti di riparare attraverso una rinuncia a ciò che gli spetta. Comunque un taglio c’è, tanto o poco che sia. In questo modo il governo fa dipendere da un prestito una cosa che era data per certa come la flessibilità, rendendola costosa. Non condivido quindi la strada seguita dal governo, perché ritengo che si dovesse piuttosto rimettere mano alla riforma Monti-Fornero.

Come valuta il fatto che la penalizzazione dipenda comunque dalle condizioni del lavoratore e dal reddito che percepirà una volta andato in pensione?

Si gioca sulla ricattabilità delle persone. È evidente che chi non ha alternative rischia di essere costretto ad accettare soluzioni di questo tipo. È come se queste persone si “auto-esodassero”: siamo passati dagli esodati che non avevamo previsto agli “auto-esodati”.

Intanto la flessibilità a 62 anni salta…

Tutti i progetti di legge di cui si è discusso in commissione Lavoro, a partire da quello che porta la firma di Cesare Damiano, sono saltati da questo provvedimento noto come “Ape”. Quindi è evidente che bisogna rinunciare a tutti quei tentativi, peraltro compromissori, che erano stati pensati per ridurre i danni fatti dalla Monti-Fornero.

Eppure il ddl Damiano era stato votato all’unanimità in commissione…


COMMENTI
18/06/2016 - Flessibilità pensionistica (Lorenzo Marchi)

Bene che Airaudo se ne sia accorto! Speriamo che anche quelli che si dicono dalla parte di salariati e stipendiati penalizzati dalla Fornero si accorgano della truffa. Un miliardo per esempio è stato buttato per l'eliporto di Sassari, inutilizzato. E poi dicono che non ci sono soldi! Buffoni!