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JOBS ACT/ Le domande per dare i voti alla riforma

Un giudizio sul Jobs Act, spiegano MASSIMO FERLINI e STEFANO LOCATELLI, dovrebbe valutare più se sono realmente entrati in funzione i nuovi servizi per il lavoro

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Sui siti di informazione che riguardano i “movimenti finanziari” è apparsa una notizia: “Randstad Holding, colosso olandese del lavoro temporaneo quotato ad Amsterdam, comprerà l’italiana Obiettivo lavoro valutandola 102,5 milioni di euro. Grazie all’acquisizione, Ranstad diventerà il secondo player del settore in Italia, risalendo la classifica dal quarto posto”. La vendita di Ol non è dovuta a parametri negativi della società, ma è stata la scelta dei soci di controllo che hanno ceduto una partecipazione “sana” per far cassa al fine di incentivare altre iniziative che richiedevano finanziamenti di sostegno.

Come da manuali di economia, il secondo gruppo sul mercato dei servizi al lavoro si afferma per acquisizioni esterne e non per crescita propria. Ciò pone alcuni temi di riflessione. In primo luogo, le Agenzie per il lavoro sono enti, società, che in base al Decreto legislativo 276/03, sono autorizzate e accreditate per collaborare a quanto esplicitato nel comma 1 art. 3: “Le disposizioni contenute nel presente titolo hanno lo scopo di realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza del mercato del lavoro e migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riferimento alle fasce deboli del mercato del lavoro”.

La discussione sull’andamento del mercato del lavoro mette al centro dell’analisi i dati su disoccupazione, occupazione e inoccupazione, due tesi ideologiche riferite al giudizio politico sul Jobs Act. Come noto, però, la crescita dei posti di lavoro verrà solo con una ripresa dello sviluppo economico. Un giudizio sulla nuova legislazione dovrebbe invece valutare di più se sono realmente entrati in funzione i nuovi servizi per il lavoro che devono essere assicurati dalla rete formata dei Centri per l’impiego e dalle Agenzie per il lavoro.

“La capacità di inserimento professionale dei disoccupati e quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riferimento alle fasce deboli del mercato del lavoro” esiste? La persona ha quindi dei luoghi dove rivolgersi per non sentirsi abbandonata nella ricerca pur difficile del lavoro? Entrando nella filiale dell’Agenzia per il lavoro trovo una proposta per me? Trovo chi mi prende in carico, cioè mi offre strumenti, modalità per trovare un lavoro? Esattamente, quanto tempo mi dedicano? Questo servizio pubblico, di pubblica utilità come viene misurato e valutato?

Le Agenzie per il lavoro stanno diventando anche in Italia i principali datori di lavoro. Valutare quindi se partecipano al sistema di servizi nazionali per il lavoro, con quale modalità, con quale attenzione alla persona sono le domande fondamentali per valutare la nuova conformazione dei servizi e quanto i nuovi players sono disposti a spendersi per partecipare alla riorganizzazione del settore.

In secondo luogo, va ricordato che Obiettivo lavoro ha una storia particolare. È nata come agenzia per rispondere al bisogno di lavoro promossa da un insieme di forze sindacali, sociali e associative del mondo cattolico, laico e socialista. Con la sua acquisizione questo tratto storico è superato e prevarrà la tradizione olandese.