BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ La "rappresentanza" che aiuta i disoccupati

Infophoto Infophoto

Gli stessi operatori promotori del Patto Lombardo ritengono che per quanto riguarda gli obblighi amministrativi legati ai fornitori dell'assegno di ricollocazione è bene che siano i Cpi a svolgere un ruolo centrale. Ma, sia in questo caso, sia soprattutto per i servizi al lavoro generalisti, la rete deve rispettare la libertà di scelta della persona e quindi permettere a tutti gli operatori accreditati, nazionali e regionali, di operare su tutta la gamma di servizi.

Serve una cultura dei servizi pubblici che siano programmatori e valutatori e non invece controllori centralistici degli aspetti formali. Inoltre, le esperienze nate in questi anni confermano che dove i Cpi hanno svolto questi ruoli in competizione con gli operatori privati è stato il sistema nel suo complesso a funzionare meglio e a fornire risultati di ricollocazione in linea con le migliori realtà europee.

L'importanza per questi operatori di darsi una rappresentanza è perciò fondamentale, perché punta a migliorare ulteriormente il sistema lombardo, che resta un'eccellenza nazionale, ma punta anche a essere interlocutore con la nuova Agenzia nazionale per il lavoro affinché si sviluppino procedure capaci di promuovere le reti di servizi più efficaci stralciando le parti che invece proporrebbero un nuovo centralino burocratico. Vi è bisogno di un nuovo sistema condiviso, basato su principi comuni di accreditamento se vogliamo che si generalizzino le esperienze positive esistenti e tutte le regioni siano chiamate a competere sull'efficacia dei servizi e non solo sul rispetto burocratico delle norme.  

© Riproduzione Riservata.