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Lavoro

SINDACATI E POLITICA/ La Renxit che cambia i rapporti tra Governo, Cgil, Cisl e Uil

Camusso, Furlan e Barbagallo (Infophoto)Camusso, Furlan e Barbagallo (Infophoto)

Lo scontro ha lasciato il posto per sempre al confronto? In politica il per sempre non esiste, ma certo quella che si apre sembra una stagione destinata a essere caratterizzata più dalle parole che dalle slides, più dall'analisi tecnica che non dagli slogan e dai sondaggi usati come clave ferrate. Ha vinto il sindacato allora? Per certi versi sì, perché ora le slides servono per discutere non per comunicare, ma è chiaro che il governo ha ottenuto quel che voleva, il definitivo seppellimento della stagione della concertazione, delle decisioni prese a più mani (o mai prese per il potere di veto che derivava proprio dal metodo stesso): l'interlocuzione a tutto campo sindacale non comporta, alla fine, che le scelte maturino insieme, ma che il Governo faccia le sue valutazioni, si assuma in ultima analisi la responsabilità della decisioni e ciò sia pur solo dopo il confronto con le controparti sociali.

Cgil Cisl e Uil, quindi, stanno decisamente spostando il baricentro della loro azione verso il polo contrattualistico più che non sul versante politico. I prossimi mesi ci diranno quanto la svolta sia epocale, e se dopo la Brexit e la Renxit, assisteremo anche alla Cgilexit: di certo il filone contrattualistico è quello sul quale punta da sempre la Cisl, ma se la conversione dell'associazione guidata da Susanna Camusso dovesse trovare una conferma, allora è chiaro che si potrebbero riaprire anche dossier decisamente più corposi, come quelli sulle forme di compartecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese.

Tutto dipenderà dai risultati che le attuali trattative sapranno portare, dai benefici che ne deriveranno per i lavoratori e le loro famiglie, benefici che potrebbero anche risistemare i rispettivi indici di gradimento, tanto del premier come dei sindacati.

L'impostazione dell'agenda dei lavori su temi prettamente sindacali, infine, oltre ad avere aperto un vero confronto col governo anche su temi delicati come quello delle pensioni, ha anche consentito ai tre sindacati di inaugurare una nuova stagione con le controparti imprenditoriali: se ciò si tradurrà nel rinnovo di contratti fermi da troppi anni sarà poi il futuro a dirlo, ma certo c'è in atto qualcosa, circola nei palazzi del potere italiani un'aria di cambiamento che potrebbe perfino portare del buono alla nostra travagliata economia.

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