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Lavoro

SPY FINANZA/ "L'assist" della Brexit per le banche italiane

Pier Carlo Padoan (Infophoto)Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Signori, siamo al superamento della Bri come Banca centrale delle Banche centrali, siamo alla spectre globale del monetarismo. Il tutto, va ripetuto, sulla scorta del fatto che 46 milioni di britannici sono andati alle urne e abbiamo democraticamente deciso di voler uscire dall'Ue, come previsto dall'articolo 50 del Trattato di Lisbona. La puzza di alibi del secolo si sente anche indossando la maschera anti-gas. D'altronde, ha proseguito il numero uno dell'Eurotower, è risaputo come «le svalutazioni competitive siano un gioco a perdere per l'economia globale in quanto non fanno altro che provocare una maggiore volatilità sui mercati, con le altre Banche centrali che sono costrette a difendere i loro mandati nazionali». Alla fine, «l'interesse comune di tutti è chiudere il più velocemente possibile il divario produttivo globale, avere un'inflazione più stabile, una crescita globale più alta nel lungo termine e una maggiore stabilità finanziaria». 

Cosa significa questo? Si sta preparando il terreno al Qe perenne coordinato tra le varie Banche centrali per evitare gli effetti di dumping svalutativo sulle varie monete e questo per un'unica ragione e con un unico scopo: tutto il mondo sta annegando nel debito e nel leverage grazie proprio all'operato delle Banche centrali, quindi occorre normalizzare le distorsioni maggiori per arrivare all'epilogo, l'helicopter money, ovvero il trionfo del keynesianesimo faustiano. E non pensiate che sia una mia azzardata previsione, perché il 17 giugno scorso, prima del voto sul Brexit e dei crolli azionari, il Financial Times dava conto di una lettera aperta di 18 europarlamentari socialdemocratici, di sinistra e dei Verdi proprio a Mario Draghi, nella quale si raccomandava alla Bce di tenere conto dell'ipotesi dihelicopter money e di acquisto di bond dalla European Investment Bank «come possibili soluzioni per spingere lo sviluppo economico attraverso spesa diretta nell'economia reale». Il capogruppo dei Verdi all'Europarlamento, Philippe Lamberts, ha dichiarato che «scegliere l'ipotesi di helicopter money avrebbe più senso che continuare con le politiche di acquisto legato al Quantitative easing». 

Insomma, uno tsunami di liquidità a costo zero, un diluvio di nuovo debito per risanare il sistema finanziario europeo e tentare di risollevare l'economia reale, l'inflazione e l'occupazione. La Fed ci prova dal 2009, il risultato sono stati due anni di crescita e il ritorno ormai imminente in recessione, distruggendo nel contempo il concetto stesso di classe media negli Usa: ha guadagnato solo Wall Street. Vogliamo arrivare all'estremo? Prego, tanto ormai non c'è più da stupirsi di nulla. Ma, per favore, caro ministro Padoan o chi per lei, la smetta di dire che il sistema bancario italiano è sano e robusto. Non è affatto così. E si goda l'assist straordinario che il referendum britannico ha fornito a lei e a tutti i suoi colleghi europei per calciare ancora per un po' in avanti il barattolo. 

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