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CONTRATTI/ Le tre "leve" per aumentare i salari

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Da sottolineare, poi, la possibilità di valorizzare il personale aziendale nel suo complesso, senza necessariamente attendere la manna caduta dall’alto: l’importo agevolato può essere elevato a 1.500 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, mediante, ad esempio, la costituzione di gruppi di responsabili aziendali e di lavoratori finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o di sistemi di produzione.

Un terzo aspetto è la possibilità di convertire il premio nella fruizione, da parte del nucleo familiare, di servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, servizi integrativi di mensa, frequenza di ludoteche, centri estivi invernali, borse di studio, o dedicati all’assistenza di familiari anziani o non autosufficienti. In base a una specifica disposizione tributaria inserita nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi, tale alternativa non concorre alla formazione del reddito, unitamente all’uso di opere e servizi riconosciuti dal datore di lavoro, volontariamente o in conformità ad accordi aziendali, per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale, sanitaria o di culto. In caso di scelta di questa modalità, viene sostanzialmente istituito a favore del lavoratore una specie di “conto sociale”, dal quale attingere per sostenere le più comuni spese familiari, dall’educazione dei figli all’assistenza di disabili e anziani.

Si tratta certamente ancora di una fase iniziale, verosimilmente per ora limitata alla grande impresa, incentivata anche fiscalmente sul versante della deducibilità delle spese sostenute. Ma se non ci si arresterà di fronte a barriere ideologiche di vario genere, che purtroppo incidono ancora profondamente sulla contrattazione collettiva, potrebbe essere un primo passo significativo verso la ricreazione di un tessuto sociale, che va dal lavoro, alla vita familiare, a iniziative culturali e benefiche. Un piccolo contributo, insomma, a risvegliare la sensibilità al bene comune, di cui abbiamo bisogno come il pane.

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