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RIFORMA PENSIONI 2016/ Novità e news. Da Boeri (Inps) nuovo intervento sulla previdenza (oggi 6 giugno)

Riforma pensioni, il vertice del 14 giugno tra Governo e sindacati rischia di lasciare fuori il problema dei lavoratori precoci. Le news e le novità sui principali temi previdenziali

Cesare Damiano (Infophoto) Cesare Damiano (Infophoto)

Queste settimane si stanno dimostrando davvero intense di novità sul fronte della riforma delle pensioni, grazie agli annunci del Governo, che incontrerà a breve i sindacati per la seconda volta in meno di un mese. Sono attese tra poco delle nuove dichiarazioni di Tito Boeri, che questa sera verrà intervistato da Tonia Mastrobuoni, nell’ambito di RepIdee, la kermesse organizzata da Repubblica. Dalle 19:00 il Presidente dell’Inps verrà intervistato dalla giornalista economica e quasi certamente verrà affrontato il tema della previdenza, su cui lo stesso Boeri ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni, concentrate in particolare sulla necessità di rivedere la normativa sulle ricongiunzioni onerose. Sono note poi le posizioni del Presidente dell’Inps sui vitalizi dei politici, che andrebbero quanto meno riparametrati rispetto agli effettivi contributi versati.

I lavoratori precoci rischiano di rimanere tagliati fuori dalla riforma delle pensioni che il Governo sta mettendo a punto. Per questo il comitato di Torino da domani sarà di nuovo in piazza per raccogliere le firme a sostegno del Ddl 857, ovvero della proposta di Cesare Damiano che, oltre alla pensione anticipata fino  a 4 anni, prevede che si possa entrare in quiescenza dopo 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni. L’idea del comitato è di continuare a essere presente per le strade, a farsi vedere per non far dimenticare le proprie richieste. Per molti la posta in palio è davvero importante e dunque la partita va giocata fino all’ultimo.

Il Governo Renzi nelle scorse settimane ha avuto modo di confrontarsi con i sindacati sulle riforme da prendere in considerazione in ambito pensionistico ed in particolare su alcuni dispositivi che potrebbero risultare piuttosto utili per accedervi anticipatamente. Tuttavia lo stesso Governo nell’Ape non sembra aver intenzione di includere anche la cosiddetta quota 100, proposta in passato da Cesare Damiano e sposata in toto dalle parte sociali che non a caso si sono dette pronte a mettere pressione alla Maggioranza allo scopo di indurla a prenderla in considerazione. Una battaglia che si preannuncia molto intensa e difficile per i sindacati anche perché la quota 100 dovrebbe permettere ai lavoratori di accedere alla pensione in maniera anticipata con la somma tra età anagrafica e anni di contributi almeno pari a 100 e senza penalizzazioni sull’importo mensile.

Dalla pagine de Il Corriere della Sera arrivano dati allarmanti proprio quando si sta discutendo di riforma delle pensioni. Alberto Brambilla e Paolo Novati segnalano infatti che finanziare il welfare italiano potrebbe essere sempre più difficile visto che analizzando i versamenti Irpef emerge che sono 30,7 milioni gli italiani che versano almeno 1 euro di tasse, ovvero circa la metà dei cittadini. Analizzando anche l’Irpef versata dalle varie classi di reddito, il Centro studi di Itinerari Previdenziali fa emergere una situazione che desta una domanda preoccupante: “Come si potranno pagare le pensioni agli oltre 10 milioni di soggetti che non dichiarando nulla ai fini Irpef ovviamente sono anche privi di contribuzione?”. 

In attesa di novità sui piani del Governo Renzi sulla riforma delle pensioni, sta cominciando una buona settimana per diversi esodati, che presto non saranno più tali. Sul gruppo Facebook Esodati Contributori Volontari ci sono infatti alcune persone che stanno segnalando, addirittura postando il documento ricevuto, che finalmente è arrivata dall’Inps la comunicazione della possibilità di rientrare nella settima salvaguardia. Come aveva fatto sapere la Rete dei Comitati degli Esodati, in effetti l’Inps aveva cominciato la scorsa settimana l’invio delle lettere con l’esito relativo alle istanze presentate. Fortunatamente sembra che queste lettere stiano portando delle buone notizie per i riceventi, che potranno accedere quindi alla pensione.

Diversi lavoratori precoci si preparano a dare il loro giudizio sulla riforma delle pensioni proposta dal Governo Renzi, che per il momento non conterebbe degli interventi specifici per loro. E si preparano a farlo con il ballottaggio alle elezioni comunali 2016. Dando uno sguardo al gruppo Facebook lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti non passano infatti inosservati alcuni post in cui si evidenzia come Renzi debba cominciare a “tremare”, visto che il loro voto non andrà ai candidati sostenuti dal suo partito. C’è anche chi da Torino segnala come diversi pensionati abbiano votato “purtroppo” per Fassino. Tuttavia il sindaco uscente non è stato rieletto al primo turno e dunque anche qui il voto al ballottaggio potrebbe dare un messaggio importante al Premier.

Il Governo conferma che la riforma delle pensioni all’insegna della flessibilità si farà quest’anno. Giuliano Poletti, dal Festival dell’Economia di Trento, ha infatti detto di essere convinto che un provvedimento in questa direzione verrà inserito nella Legge di stabilità 2017. Tuttavia non si sa ancora come sarà articolato l’Ape, ovvero l’Anticipo pensionistico annunciato nelle scorse settimane dall’esecutivo. E a quanto pare non si saprà nemmeno il 14 giugno. Il ministro del Lavoro ha infatti spiegato che all’incontro con i sindacati convocato per quella data il Governo non arriverà con una proposta definita. Questo perché “ci siamo presi l’impegno di un confronto vero”, ha detto Poletti. In base alle ultime ipotesi sull’Ape, tuttavia, le posizioni di Governo e sindacati appaiono lontane. Vedremo se dopo il prossimo incontro saranno più vicine.

Da Ignazio Visco arrivano parole di elogio per la riforma delle pensioni targata Fornero. Dal Festival dell’Economia di Trento, il Governatore della Banca d’Italia ha infatti detto che “negli ultimi anni nel nostro Paese c’è stato un movimento continuo nella direzione del cambiamento”. In questo senso Visco ha elencato le riforme strutturali compiuti, come quella relativa alla Pubblica amministrazione, ancora da completare, o al mercato del lavoro. Tra i provvedimenti positivi, il numero uno di palazzo Koch ha inserito anche “la riforma pensioni che ha consentito al nostro Paese di diventare quello europeo con la miglior sostenibilità”. Ha tuttavia specificato di far riferimento alla sostenibilità nel lungo termine e non nel breve. Visco si augura anche che si provveda quanto prima a “una gestione più efficiente del sistema pensionistico privato”.

Sindacati e Governo torneranno a dialogare sulla riforma delle pensioni il 14 giugno. In vista di questo appuntamento importante, Cesare Damiano invita l’esecutivo a stringere i tempi, dato che l’obiettivo è quello di inserire la flessibilità sulle pensioni nella Legge di stabilità, a cui non mancano molti mesi, considerando anche che di mezzo ci sarà l’estate. L’ex ministro del Lavoro rivolge anche un appello al Governo Renzi perché si superi “la formula ‘discutiamo quanto si vuole, ma poi decide il Governo’. Se sono superati i riti della vecchia concertazione, altrettanto arcaica è l’idea delle scelte unilaterali”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è alle recenti dichiarazioni del sottosegretario Tommaso Nannicini, che pure sarà presente all’incontro coi sindacati sulla riforma delle pensioni del 14 giugno.In qualità di Presidente della commissione Lavoro della Camera, Damiano chiede poi all’esecutivo di avviare anche un confronto con il Parlamento, dato che esistono delle proposte di legge in materia di pensioni. Sintetizzando, per il deputato del Pd, “le questioni di fondo sono note: introdurre la flessibilità delle pensioni, con un anticipo di 4 anni pagato dall’Inps e risolvere il problema dei ‘precoci’”. “Questi temi, la cui soluzione orienta le scelte degli elettori, vanno risolti prima di entrare nel vortice del voto referendario di ottobre”, ha aggiunto Damiano.

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