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Lavoro

IDEE/ La vera "garanzia" che serve ai giovani per il lavoro

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Restano altri due aspetti sui quali lavorare. Innanzitutto la formazione continua. Il modo concreto più facilmente sperimentabile del concetto di occupabilità è data dall'incentivare e favorire l'aggiornamento permanente delle proprie professionalità, in modo da mantenerle sempre spendibili, non obsolete, ma che siano sempre un valore aggiunto per l'impresa. Per generare questo occorre un patto implicito, tra le giovani generazioni e il sistema dei servizi al lavoro: i giovani devono essere disponibili a dare credito a quanto viene affermato, dall'importanza della formazione al prevalere del concetto di occupabilità, fino alla comprensione di dinamiche professionale non per forza lineari; i giovani devono fidarsi che un percorso di accompagnamento è necessario oggi più che mai, non solo nella fase di non lavoro, bensì in tutta la carriera occupazionale. 

È necessario che anche l'utilizzo dei canali informali per la ricerca del lavoro venga ricondotto in una valorizzazione più complessiva della professionalità, non come un episodio isolato, ma all'interno di dinamiche relazionali e sociali da valorizzare e approfondire. Dall'altro lato, i servizi accreditati devono fare un salto di qualità. Occorre debellare i “corsifici professionali” che sopravvivono solo grazie a qualche finanziamento residuo a buon mercato ma non generano nessun valore aggiunto; oppure alcuni soggetti di intermediazione che non svolgono un “lavoro” di consolidamento delle competenze per il giovane, ma gli servono semplicemente la prima occasione buona per monetizzare il successo occupazionale. Per l'amor di Dio, meglio che niente. Ma questo vorrebbe dire venir meno a quel patto tanto necessario. 

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