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IL POSTO FISSO NELLA PA?/ Ecco le novità pronte a "cancellarlo"

La riforma della Pubblica amministrazione potrebbe essere a una svolta. Almeno stando alle indiscrezioni sui decreti attuativi. Il commento di GIANCAMILLO PALMERINI

Marianna Madia (Lapresse) Marianna Madia (Lapresse)

Quando fu approvata la legge di riforma (l'ennesima) della Pubblica amministrazione, l'obiettivo del Governo, secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro Madia, era quello di uscire dalla rappresentazione decadente che coinvolge, anche ora, la nostra amministrazione pubblica (la famosa retorica dei "fannulloni") e che cancella anche il tanto di buono che c'è, nonostante tutto, nelle professionalità che operano all'interno di quella "azienda" speciale che è la Pubblica amministrazione. Si riteneva, insomma, che con la "nuova" riforma si sarebbe, almeno secondo il Governo, usciti dalla cultura del certificato per rivoluzionare il rapporto cittadino-Stato.

Mancavano, tuttavia, ancora i famosi decreti attuativi che sembrano, finalmente, in arrivo. Ovviamente si parla ancora solamente di indiscrezioni, dato che la bozza del decreto è ancora "top secret" e il testo non è noto alle Parti sociali. In particolare, la bozza del nuovo testo unico sul pubblico impiego, dopo la cosiddetta "Riforma Madia", cancellerà, o almeno dovrebbe cancellare, secondo le indiscrezioni de Il Corriere della Sera, due incrollabili certezze dell'impiegato statale: l'ambito "posto fisso" e l'aumento automatico dello stipendio con gli scatti di anzianità.

Nello specifico, il documento predisposto dal Governo stabilirebbe che, annualmente, tutte le amministrazioni dovranno comunicare al ministero le eccedenze di personale rispetto alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria: in sintesi, dovranno mettere nero su bianco la lista dei dipendenti che non servono o che la situazione di bilancio non consente più di tenere in organico. Le "eccedenze", insomma, potranno essere subito spostate in un altro ufficio, nel raggio di 50 chilometri da quello di provenienza all'interno di un processo di mobilità obbligatoria. Altrimenti verranno messe in "disponibilità" (una sorta di cassa integrazione per le pubbliche amministrazioni): i dipendenti pubblici che non lavorano guadagnano, comunque, l'80% dello stipendio con tanto di relativi contributi per la pensione. Tuttavia se il "fannullone" non riesce, entro due anni, a trovare una nuova collocazione, anche accettando, se necessario, un sotto-inquadramento con relativo taglio dello stipendio, il rapporto di lavoro con la Pubblica amministrazione si dovrà intendere definitivamente risolto: insomma, si verrà licenziati.


COMMENTI
27/07/2016 - P.A. (delfini paolo)

Siamo tutti d'accordo sul fatto che i nullafacenti nella P.A.possano essere licenziati ,come succede anche in ogni normale azienda privata.In tempi di crisi può essere anche più che legittimo abolire gli "scatti" automatici di stipendio.Il governo attuale però forse "dimentica" che i contratti della Pubb.Istruz.,ad esempio, sono bloccati da 8 anni, che i tagli a casaccio sempre nella P.I, fatti dalla Gelmini , dalla Moratti,ecc,hanno creato e creano molti problemi ai nostri studenti, tanto per fare un'esempio.La cosa assurda è che si cerca sempre di fare cassa spremendo il pubblico impiego,e sarebbe in tempi di crisi normale e comprensibile, se invece poi,ad es., parliamo di "profughi" allora i milioni e milioni di euro spuntano come funghi.Guai a toccare,poi, i faraonici stipendi di tanti managers e dirigenti pubblici o le numerose elevatissime pensioni d'oro,sarebbe un'affronto alla"meritocrazia", reato il solo pensarlo !Il governo attuale si permette,inoltre,il lusso di vendere quote importanti di aziende pubbliche come le Poste che garantiscono ogni anno una robusta somma di utili,con la scusa di "voler abbattere il debito pubblico"(fa ridere anche i polli ),quando invece il motivo vero è tutt'altro.Non dimentichiamo ,poi , dulcis in fundo. tutti gli "impegni" che abbiamo nei confronti della bce,o lo stesso fenomeno del signoraggio bancario.Ma del resto lo "vuole l'Europa " ed è "la legge del mercato"...