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Lavoro

SINDACATI E POLITICA/ L'accordo che può sbloccare l'Italia

Furlan, Barbagallo e Camusso (LaPresse)Furlan, Barbagallo e Camusso (LaPresse)

Bisogna dire che in questo l’esperienza lombarda ha fatto da apripista: nella regione più rappresentativa, più ricca e più industriale, per qualche anno il contratto è stato la chiave con cui si sono scardinate posizioni ideologiche. Che anche oggi Milano abbia aiutato l’Italia, non stupirebbe. Che invece oggi l’Italia ne prenda atto è vi si adegui sarebbe una piacevolissima sorpresa. Significherebbe porre un termine a tanti anni di sterile discussione sul nulla, o peggio su ciò che potrebbe essere e non è.

Il contratto, cioè l’accordo, l’intesa tra le parti, il reciproco fare un passo avanti, potrebbe essere la via per lasciarci alle spalle tanti anni di confusione e di stallo. Ecco perché aver tenuto ferma per tanti anni la contrattazione, sia nel pubblico che nel privato, ha bloccato la trasformazione del Paese. Bloccare i tavoli significa aver tenuto fermi i necessari cambiamenti e investimenti da realizzare in tutti i comparti, aver bloccato il ruolo centrale e la partecipazione dei lavoratori per migliorare la qualità dei servizi, l’innovazione e la produttività. Significa aver fatto del male al Paese, non solo a una fetta di italiani.

Se le parti sociali avranno saputo capire questo, allora davvero un incontro forse solo di cortesia potrebbe aver fatto da apripista. E potremo dire ai nostri nipoti di aver visto il passaggio dalla stagione dell’ideologia a quella della contrattualità.

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