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SPILLO/ Il "braccio operativo" (ma ingessato) del Jobs Act

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A tal fine, già da sei mesi è all'opera un gruppo di lavoro che ha definito il sistema informativo di base, collegando l'esistente. Si prevede solo dopo un anno di avvio di implementare e sviluppare il sistema definitivo tenendo conto delle esigenze emerse dall'esperienza. Anche per la profilatura e la personalizzazione dei servizi sulla base delle capacità delle persone si sono trovate soluzioni già testate. 

Oltre ai progetti per singoli target promossi in anni recenti con fondi europei vi è l'importante lavoro fatto dalla Agenzia per il lavoro di regione Lombardia. Il sistema è ormai noto agli esperti e oggetto di confronti internazionali. Riportato sul piano nazionale, permette di avviare subito i servizi sulla base di valutazioni personalizzate oggettive. Si può così saltare una fase pionieristica e basata su target prefissati come è avvenuto nelle regioni che hanno sviluppato i servizi al lavoro nel silenzio delle strutture centrali.

Assieme al sistema informativo, il gruppo di lavoro ha sviluppato due strumenti essenziali per il nuovo modello di servizi. In primo luogo, un sistema di raccolta dati per sviluppare criteri di valutazione di efficienza ed efficacia dei servizi forniti. Si potrà sapere in tempo reale dove, in quanto tempo e con quali servizi la persona presa in carico ha trovato una nuova occupazione. Oltre a questo modulo essenziale sono state mostrate carte tematiche, elaborate sulla base dei dati amministrativi, che indicano dove si stanno creando nuovi posti di lavoro e per quali profili professionali. Sono strumenti utili per sviluppare politiche territoriali mirate e mettono a frutto il lavoro sviluppato da alcuni centri di ricerca universitari con le esigenze della nuova Agenzia nazionale per il lavoro. Finita la giornata si fissano le date per l'avvio dei nuovi servizi. Entro due mesi la rete potrà essere attivata e il supporto dei servizi previsto dal Jobs Act sarà operativo.

Ciò che racconta questo articolo è tutto vero, ossia era possibile farlo. Nella realtà a oggi è vera solo la prima riga. Mi auguro che settembre porti tutti i responsabili coinvolti nella nuova agenzia a un colpo di reni. Soprattutto i dirigenti preposti, più che temere i decreti Madia, dimostrino di essere determinanti, altrimenti ben venga la mobilità.

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