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GIOVANI E LAVORO/ Del Conte (Anpal): la nostra "rete" aiuterà gli italiani (e le imprese)

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È evidente che con un tasso di occupazione ancora basso come quello che abbiamo, nel nostro Paese c'è un differenziale negativo tra domanda e offerta di lavoro. Ma è anche vero - sembra un paradosso, ma è assolutamente così - che ci sono decine di migliaia di richieste di specifiche professionalità nel nostro Paese che non vengono colmate dai nostri ragazzi. 

 

Come mai secondo lei?

Perché evidentemente c'è una scarsa capacità di andare a intercettare le professionalità presenti. Anche per un'opacità del mercato del lavoro e una difficoltà di allineare la domanda e l'offerta di professionalità. Non si può poi dimenticare l'importante tema dell'orientamento, dove qualcosa è stato fatto con la Buona scuola e con l'alternanza scuola-lavoro, in modo da far capire ai ragazzi quali sono le professioni che vengono maggiormente richieste in un determinato momento, in un determinato territorio, così da indirizzare anche i propri studi verso quel tipo di professionalità.

 

Tornando alla futura attività dell'Anpal, riuscirà a coordinare al meglio l'attività di mondi così diversi come quelli dei Centri pubblici per l'impiego e delle Agenzie per il lavoro?

Alla luce di come ci si sta muovendo e dei passi che sono stati fin qui intrapresi si può dire che il coordinamento tra pubblico e privato può essere una chiave di successo del nuovo sistema. In Italia non abbiamo un sistema come quello della Germania, dove c'è un'importante presenza di uffici e sportelli pubblici sul territorio. Quindi il privato è un elemento fondamentale per la riuscita del sistema complessivo. Credo che questo i privati lo abbiano ormai compreso e che si stiano attrezzando per far fronte alla richiesta di servizi che indubbiamente sarà straordinariamente maggiore rispetto al passato.

 

Sono emerse alcune perplessità sul fatto che l'attività centralizzata dell'Anpal possa far venir meno esperienze positive regionali e best practices come quella lombarda. Si tratta di timori infondati?

Le migliori pratiche avranno solo da essere valorizzate. Non esiste nel disegno legislativo e nelle intenzioni dell'Agenzia altra volontà se non quella di replicare le migliori pratiche già sperimentate anche in quei territori dove invece purtroppo per varie ragioni non c'è stato un intervento di successo delle politiche attive. Io credo che i territori che hanno saputo già interpretare al meglio la missione delle politiche attive diventeranno esempi come lo sono già oggi e avranno soltanto da trarre ulteriore slancio grazie alla possibilità, che ci sarà, di avere un'informazione sul mercato del lavoro che oggi purtroppo non c'è.

 

Quali sono le potenzialità di questa futura informazione sul mercato del lavoro?

Sappiamo benissimo che gli stessi operatori privati lamentano la scarsità di informazioni sull'offerta di lavoro, che è esattamente ciò che l'Anpal dovrà mettere a disposizione di tutti, andando a mappare con precisione l'offerta di lavoro, quindi le professionalità che ci sono e che molto spesso rimangono opache rispetto alla domanda, cioè alla richiesta delle imprese. Se noi metteremo, come dovremo fare, a disposizione degli operatori queste informazioni, verranno moltiplicati gli effetti positivi delle migliori pratiche.

 

(Lorenzo Torrisi)

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