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LAVORO / Colli-Lanzi: "Politiche attive banco di prova per la ripresa: le agenzie pronte a raccogliere una sfida-Paese"

Lavoro, STEFANO COLLI LANZI interviene al Meeting Rimini 2016 nell'incontro dal titolo Ad ognuno il suo lavoro. Bilancio sulle politiche attive come banco di prova per la ripresa italiana

Foto: LaPresse Foto: LaPresse

"Le politiche attive per il lavoro sono una sfida culturale per l'Azienda-Italia: le agenzie private sono pronte". Lo dice Stefano Colli Lanzi, Ad di Gi Group. Al Meeting confronto con Anpal, sindacato e Regioni. "L'Azienda-Paese sta recuperando punti di competitività: più di quanto appaia. Il mercato si va pulendo, le aziende sono più pronte: la ripresa è ancora graduale, ma la vedremo". Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di GiGroup, è giunto a Rimini con una visione non negativa della congiuntura e quindi dell'"employability" dei centinaia di migliaia di italiani giovani o meno giovani: quelli che continuano a chiedere al Jobs Act di tradursi in nuova occupazione.  Le agenzie del lavoro (Colli-Lanzi è vicepresidente di Assolavoro) sono convinte di aver già tenuto il campo:  grazie agli sgravi varati con la riforma, il settore della somministrazione ha raddoppiato da 20mila a 40mila i dipendenti a tempo indeterminato, dando concretezza al ruolo degli intermediari privati nell'aumentare la flessibilità del mercato. Ora sembra giunto a maturazione il dossier "politiche attive del lavoro": l'Agenzia nazionale è impegnata a definire nelle prossime settimane tutti gli standard per la ricollocazione. L'incontro in calendario oggi al Meeting ("A ognuno il suo lavoro") si annuncia come una riflessione mirata sulle politiche attive. Con la moderazione di Dario Odifreddi (Fondazione Piazza dei mestieri), Colli Lanzi discuterà con il direttore generale dell'Anpal, Salvatore Pirrone; con Anna Maria Furlan, segretario generale della Cisl e con Elena Donazzan, assessore al Lavoro della Regione Veneto.

Quante persone saranno interessate dal primo macro-test sulla ricollocazione? Alcune stime ipotizzano che con un budget di 100 milioni possano essere mobilitati 50mila iscritti dalle liste Naspi.

Le cifre saranno certamente importanti, così come le regole: siamo tutti in attesa di conoscere i meccanismi definitivi delle politiche attive. Il confronto fra Assolavoro e Anpal è stato molto costruttivo: siamo fiduciosi che alcuni nostri suggerimenti vengano accolti, ad esempio l'inclusione di un  "criterio di contesto locale" nel curriculum soggettivo di un lavoratore da ricollocare.  Alcune aree del paese possono essere più complesse di altre. Ma a mio avviso la sfida delle politiche attive resta più culturale che tecnica. Non dimentichiamo che il successo dell'iniziativa è anzitutto legato alla volontà del lavoratore. Possono essere predisposti, finanziati e infine gestiti dalle agenzie i modelli più efficienti, ma non funzioneranno se non scatta la libertà del singolo di rimettersi in gioco: di abbandonare le forme tradizionali di assistenza passiva per cercare un nuovo percorso occupazionale, anzi un nuovo itinerario umano. E il singolo lo farà se attorno a lui maturerà un clima nuovo e condiviso.