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Lavoro

SPILLO PA/ Le 12 "incoerenze" della riforma dei dirigenti pubblici

Marianna Madia (Lapresse)Marianna Madia (Lapresse)

4- Commissioni "indipendenti"? Le selezioni per assegnare gli incarichi avverranno sostanzialmente in due fasi. Nella prima, le amministrazioni pubblicheranno un avviso (interpello), per sollecitare i dirigenti interessati a candidarsi per ricevere un incarico. Nell'ambito dei ruoli, opereranno Commissioni, che avranno il compito di valutare i curricula e i risultati (con le difficoltà viste sopra), per definire "rose" di candidati, tra le quali scegliere. Le Commissioni dovrebbero essere indipendenti, per evitare conflitti di interesse e influenze politiche sulle scelte. Ma, i componenti saranno di nomina politica: la garanzia di indipendenza del loro operato sembra proprio difficile da trovare.

5- Politicizzazione 1. La seconda fase del procedimento di assegnazione degli incarichi è totalmente nelle mani della politica, la quale, dunque, dopo quasi un quarto di secolo torna ad avere il pieno e totale controllo sulla vita lavorativa dei dirigenti. Come detto sopra, le Commissioni si limiteranno a formare delle rose di candidati: la scelta del soggetto cui affidare l'incarico dirigenziale spetterà soltanto e solo, in modo totalmente discrezionale (se non arbitrario), agli organi politici. È ben difficile immaginare che non saranno scelti i dirigenti in relazione all'appartenenza o vicinanza politica, più o meno esplicita o dichiarata, e che tra organi di governo e Commissioni non si darà vita a "negoziazioni" per comprendere nelle rose il candidato "di fiducia".

6- Politicizzaizone 2. La riforma, poi, estende il "controllo" della politica all'intera attività dei dirigenti. Questi, come visto prima, "dovranno" il loro incarico a una scelta che, pur ammantata di "selettività" alla fine sarà solo discrezionale. Non solo: ma dovranno stare molto attenti a non andare troppo in urto con la politica. Che potrà disfarsi di dirigenti considerati "scomodi" anche se mai valutati negativamente, in maniera semplicissima: non incaricandoli più e creando, tra organi politici "d'area" una conventio ad excludendum finalizzata a lasciare i dirigenti senza incarico per molti anni, così portandoli alla risoluzione del rapporto di lavoro o al demansionamento.

7- Politicizzazione 3. La riforma introduce uno "scudo" alla responsabilità erariale degli organi politici, prevedendo in capo ai dirigenti "l'esclusiva imputabilità agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per l'attività gestionale". È evidente che il "dirigente di fiducia" sarà soprattutto quello che si addosserà responsabilità operative gestionali a copertura di scelte di natura politica. Potrà costare in termini di danno erariale, ma potrebbe garantire il riaffidamento di incarichi e, quindi, la continuità nel lavoro.

8- Irrazionale copertura dei fabbisogni. Nei ruoli non solo confluiranno gli attuali dirigenti pubblici, ma entreranno anche i nuovi dirigenti, che accederanno ai ruoli a seguito di corsi concorsi o concorsi pubblici, avviati annualmente per coprire i posti che si renderanno vacanti. Ma vi sarà un'irrazionale discrasia tra vacanze d'organico accertate e loro copertura. Infatti, i vincitori dei concorsi non acquisiranno subito la qualifica dirigenziale, ma per tre anni lavoreranno come funzionario. E si aprono due problemi: il primo, consiste nella circostanza che il posto vacante resterà ancora tale per tre anni; il secondo è il problema di non sapere dove collocare il vincitore del concorso. Continuerà a lavorare per tre anni presso l'ente nel quale lavorava prima? Sarà incaricato presso un altro ente e, se sì, come, sulla base di quale scelta: sarà imposto? Ancora: per accedere alla dirigenza, occorrerà avere un'esperienza pluriennale da funzionario. Che senso ha, allora, che il funzionario vincitore di un concorso per dirigente, resti ancora funzionario per 3 anni?


COMMENTI
25/08/2016 - Per Renzi & C. importante è fare ammuina (Carlo Cerofolini)

L’importante per Renzi & C. è fare ammuina, quindi perché meravigliarsi di tutti i pastrocchi che combinano, visto che ogni botte dà il vino che ha?