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Lavoro

SPILLO PA/ Così la riforma Madia crea i dirigenti pubblici "di partito"

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La riforma mette in mano alla politica una vera e propria arma di coercizione per i dirigenti, che possono divenire strumenti perfetti per attuare scelte a vantaggio "di chi vota" e a danno di tutti gli altri. Per "danno" potendosi intendere anche incuria del territorio, licenze facili, discriminazioni amministrative che trasformino i cittadini in elettori di serie A, quelli che votano la maggioranza in carica, e di serie B, da trattare sempre e comunque come "avversari". I dirigenti, competenti alla gestione tecnica, saranno lo strumento per operare in questo modo discriminatorio e contrario all'interesse pubblico: quelli incaricati per via della "fiducia" e "conoscenza personale", perché cooptati proprio in relazione alla dichiarata appartenenza alla "parte", della quale sono essenziali e a vantaggio della quale si sentono chiamati e in dovere di agire; quelli che si ritrovino con incarichi legati a circostanze diverse dalla cooptazione, avranno infinitamente meno spazio per decisioni autonome, compressi dalla precarizzazione enorme del loro stato.

 E non è un caso che la politica, sempre alla ricerca del dirigente "di fiducia", faccia altrettanto presto a tentare di scaricare sul dirigente stesso le responsabilità sia penali, sia amministrative. È da ricordare che la riforma della dirigenza si completerebbe di una norma volta ad attribuire in via esclusiva sempre ai dirigenti stessi tutte le conseguenze dannose sul piano erariale di ogni atto adottato, anche se esecutivo di programmi e direttive politiche. Norma che è stata rinviata alla riforma complessiva della Pa, perché il criterio di delega è contenuto, nella legge 124/2015, sia nell'articolo 11 dedicato alla dirigenza, sia nell'articolo 17 riferito alla riforma complessiva del lavoro pubblico.

V'è, dunque, tempo fino a febbraio per affrontare questo nodo molto spinoso, che tra tutti appare quello in grado di dimostrare in modo più chiaro che la riforma della dirigenza è fin troppo orientata a creare una dirigenza di parte, partitica, politica, finalizzata ad avvantaggiare "chi vota a favore" e a coprire quanto più possibile le responsabilità.

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COMMENTI
31/08/2016 - Rimedio: mandare a casa Renzi (Carlo Cerofolini)

Non è questa una ulteriore ragione per mandare a casa quanto prima il governo Renzi, cominciando a votare NO alla schiforma – nel merito – costituzionale?

 
31/08/2016 - la riforma pa e quella dei segretari (antonio petrina)

La riforma della PA, in specie della dirigenza pubblica e connessa abolizione della "benemerita" (Bassanini) categoria dei segretari com. li, cui prodest?