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SPILLO/ I "furbetti del precariato" aiutati dallo Stato

Giuliano Poletti (Lapresse) Giuliano Poletti (Lapresse)

Diciamo questo non per discolpare i delinquenti, ma perché, ad esempio, i voucher, nati come forma di semplificazione dei compensi, sono ben presto divenuti moneta corrente. Italiani furbi o una legislazione farraginosa, complicata, anche in materia di assunzioni, che convince spesso persone già di loro predisposte alla "furbata", a trovare una qualunque scorciatoia? O ancora. Certificato che c'è chi paga (quando paga), con i voucher anche quando non dovrebbe. Bene: ma dove sono gli ispettori dell'Inps e del ministero del Lavoro? Meglio: quanti sono gli ispettori, quali controlli fanno, dove li fanno, come li fanno? Sono messi davvero nella condizione di assicurare la comunità circa il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori dipendenti e autonomi?

O avanti. Una volta beccati, a questo punto più per fortuna che per altro, i delinquenti (letteralmente: coloro che delinquono), costoro quali probabilità hanno di cavarsela con poco, o con sanzioni adeguate ma assunte con tempi di applicazione biblici, o infine (quando del caso), con pene pesanti e applicate in fretta ma con risultati evidenti? Tradotto: quante sono le società intestate a persone di comodo, nullatenenti, parenti lontani ultracentenari, quando non a senza fissa dimora o a stranieri emigrati compiacenti? Da queste società, da questi esercizi, da questi datori di lavoro, si ricaverà poco, i dipendenti potranno recuperare al limite qualche briciola di quanto loro dovuto, ma essi continueranno impuniti. Ricordiamo solo il caso del proprietario di un importante giornale che qualche anno fa fu condannato a pagare una pesantissima sanzione (per altre cause che non quelle di lavoro, ma poco importa, qui e ora), e al quale nulla risultò intestato…

Infine un'ultima considerazione. Siamo o non siamo nello Stato che paga i Tfr dei propri dipendenti dopo due anni dalla fine del rapporto di lavoro (e il Tfr è salario: differito, ma sempre salario…), che rinvia il rinnovo dei contratti di lavoro senza nemmeno discuterli, che fa scadere i rinnovi economici biennali dei propri "collaboratori" senza neppure avvisarli, che paga i propri fornitori, quando va bene e li paga in fretta, a non meno di 180 giorni, che perde le pratiche nei meandri della burocrazia, che richiede a ogni suo cittadino valanghe di certificati sui quali impone quelle piccole tasse che sono i valori bollati, che a chi ha meno (gli "incapienti", coloro che hanno un reddito sul quale non si pagano imposte), impedisce anche di scaricare dalle tasse quel poco che questi possono spendere, che considera la pensione di reversibilità degli orfani come un reddito e quindi non versa gli assegni familiari per quei bambini, che blocca le pensioni più basse ma su quelle alte non riesce a far pagare un po' più di tasse?

Beh, se siamo in uno Stato così, la domanda da farsi è: ma sono gli italiani che sono dei furbetti e approfittatori o è colpa di un sistema fallace e fallito? Risposta non c'è o forse, chi lo sa, nel mezzo starà. Per intanto però una cosa è certa: se anche i giudici sono lenti e la giustizia un po' barocca, esistono in Italia valanghe di uffici vertenze sindacali ai quali potersi rivolgere per provare a far valere il proprio diritto a un compenso equo e a un lavoro giusto e umano! E questo è già un bene. Ricominciamo quindi dal positivo.

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