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RIFORMA PENSIONI 2016/ Damiano (Pd): un compromesso per la pensione a 62 anni

Cesare Damiano (Lapresse) Cesare Damiano (Lapresse)

Ci saranno dei lavoratori per i quali la flessibilità varrà a partire dal 63 anni e costoro non avranno penalizzazioni. L’attuale legge prevede inoltre che dall’1 gennaio 2018 ritornino le penalizzazioni per coloro che andranno in pensione prima dei 62 anni. Ciò di cui si sta discutendo con il sindacato è di togliere questa penalizzazione.

 

Chi potrà beneficiare di questa modifica?

Ad andare in pensione prima dei 62 anni sono i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno accumulato un numero di anni contributivi sufficienti per andare in pensione a prescindere dall’età.

 

Oltre a queste modifiche, che richiedono risorse fresche, ce ne sono altre che potrebbero avvenire a costo zero?

Sì. Tra queste c’è l’ottava salvaguardia, rispetto a cui la mia proposta di legge è già incardinata e con le risorse già esistenti potrebbe portare altri 30mila lavoratori in pensione. A ciò si aggiunge la verifica di Opzione Donna che avverrà a settembre, e che ci dovrebbe anch’essa consentire un prolungamento della sperimentazione portando altre donne in pensione a 57 e 58 anni.

 

Quali proposte positive sono emerse invece per coloro che sono già in pensione?

In primo luogo il governo è orientato a equiparare completamente la No Tax Area per i pensionati a quella per i lavoratori dipendenti e autonomi. A ciò si aggiunge la questione della rivalutazione della quattordicesima, che avevo istituito per i pensionati poveri quando ero ministro. Si parla quindi o di alzare la cifra della quattordicesima, pari mediamente a 400 euro l’anno, o di alzare la soglia dei 750 euro di pensione al di sotto dei quali è possibile beneficiarne.

 

In conclusione ritiene che governo e sindacati siano arrivati a un buon compromesso?

Se sarà realizzato questo complesso di misure, che secondo me ha bisogno di risorse fresche pari a 2 miliardi di euro, lo valuto come un equo compromesso. Se viceversa dovesse prevalere la tendenza a non risolvere questi problemi, si aprirà un conflitto politico e sociale.

 

(Pietro Vernizzi)

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