BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2016/ Le tre "condanne" per l'Ape

Tommaso Nannicini (LaPresse)Tommaso Nannicini (LaPresse)

E qui - vexata quaestio - arriviamo all'Ape. Ho sempre avuto sin dal primo momento perplessità che sono ulteriormente cresciute in presenza dei primi squilli di tromba sul sistema bancario. In uno degli ultimi incontri in cui si è discusso di scenari prossimi futuri per le banche emerge una componente di fondo data dalle nuove frontiere che apre la banca digitale con meno sportelli e meno addetti e più device, e una di superficie con la riduzione generalizzata dei costi per recuperare redditività interna. Totale: dai 30 mila ai 50 mila addetti da esodare in prossimità della pensione in prima battuta, o in seconda con l'estensione del fondo esodi portato da 5 a 7 anni e da volontario a obbligatorio.

Paradosso: se non viene modificato il contesto normativo del fondo che va a seguire, in caduta, quello normativo previdenziale, o se le banche non pagheranno i costi, dovranno essere gli addetti espulsi a doversi pagare l'anticipo temporale in una partita di giro con il proprio datore di lavoro, se vi sono accordi di secondo livello. Oppure a fargli fare conto economico ove questi accordi non vengano firmati.

E in tutto questo marchingegno c'è un onere non di poco conto, già noto per la cosiddetta Ape volontaria, ma ancora sfuggente per le altre tipologie. Onere sul quale invito a una riflessione generalizzata poiché gli effetti li vedremo e senza cambiare i parametri predetti si riverbereranno su tutti i cicli congiunturali a venire in termini di potere di acquisto di beni, ma soprattutto di servizi per la terza/ quarta età. Con un rischio: quello di un futuro capo del governo che ravvisi tra anni la necessità di ripristinare un'integrazione al reddito proposta da un futuro capo dell'Inps.

Ed ecco come funziona. Se io vado in pensione anticipata a partire dai 63 anni produrrò minori contributi e quindi minori incassi su 3 e 7 mesi per arrivare a un minore montante alla partenza della pensione vera e propria . Tutto ciò, almeno fino al 2018, a legislazione corrente sull'aspettativa di vita. Questi 3 anni e  7 mesi, allungando la mia percepibilità di assegno, lo abbasseranno, perché minore montante finale e maggiori anni sui quali distribuire il primo abbassano il valore dell'assegno.

Una volta maturato il requisito di vecchiaia, le pensioni si abbasseranno ulteriormente per tre componenti: a) rimborso del prestito che ha permesso di vivere da pensionati attualizzati a partire dall'anno di anticipo; b) il costo dello stesso; c) il costo della polizza per garantire la restituzione del capitale prestato. Il tutto spalmato sull'arco di vent'anni.

Che fortuna! Se lo stesso Nannicini ha detto che si tratta di una sperimentazione, Al Pacino, come in un film d'annata, potrebbe rispondere: "Che te lo dico a fare?".

© Riproduzione Riservata.