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Lavoro

CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: a rischio bonus 80 euro? (oggi 11 gennaio 2017)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: il Codacons aumento a 13mila euro la richiesta di indennizzo (oggi 11 gennaio 2017)

Immagini di repertorio (LaPresse)Immagini di repertorio (LaPresse)

Il rinnovo dei contratti statali continua ad essere una delle questioni sul tavolo del governo con la trattativa che deve ora proseguire all'Aran dopo la firma dell'intesa politica lo scorso 30 novembre tra il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il confronto tra il nuovo governo Gentiloni (diverso dal governo Renzi sotto il quale è stata siglata l'intesa anche se Madia è stata confermata al ministero della PA) e le parti sociali sarà sulla definizione degli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici bloccati dal 2009, cioè da sette anni. Lo scorso novembre, nell'accordo quadro, sono stati stabiliti 85 euro medi lordi per il rinnovo dei contratti statali. Gli aumenti dovrebbero interessare anche i docenti e le forze dell'ordine anche se per quest'ultima categoria nel Milleproroghe non sarebbe prevista la proroga del bonus di 80 euro. Dunque il nodo resta quello della definizione delle risorse da destinare all'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici.

Si attende la ripresa della trattativa per il rinnovo dei contratti statali con i sindacati che saranno chiamati all'Aran per il tavolo tecnico dopo la firma dell'accordo quadro lo scorso 30 novembre 2016. Nell'intesa siglata dal ministro della Pubblica Amministrazione con Cgil, Cisl e Uil si è stabilito un aumento di 85 euro medi lordi per gli stipendi dei dipendenti pubblici, stipendi che sono bloccati da sette anni. Lo sblocco dei contratti statali quindi dovrebbe avvenire nelle prossime settimane. Resta però ancora il nodo delle risorse, come sottolinea Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Brunetta ha infatti pubblicato ieri sul proprio profilo Facebook un post in cui afferma che "l’accordo firmato con i sindacati (in realtà solo con CGIL, CISL e UIL, e non con tutti i sindacati rappresentativi del pubblico impiego come prevede la legge), pochi giorni prima del referendum sulla riforma costituzionale, è stato presentato come un rinnovo contrattuale di 85 euro mensili per l’intera categoria del pubblico impiego, ma le risorse necessarie per il rinnovo non ci sono. Per ora a bilancio ci sono poco più di 35 euro mensili, le altre si vedranno, forse, l’anno prossimo. Peraltro l’accordo è stato firmato dal Governo, ma non dalle Regioni e dagli enti locali (datori di lavoro per circa metà dei dipendenti pubblici)". Riguardo al rinnovo dei contratti statali Brunetta si chiede poi: "Allora cosa riguarda in realtà l’accordo di dicembre? Perché i sindacati hanno firmato un accordo senza risorse finanziarie disponibili? La risposta è semplice: smontare la riforma Brunetta".

Mentre si attende il proseguo della trattativa per il rinnovo dei contratti statali fermi da sette anni, il Codacons promuove ancora la richiesta di indennizzo. L'associazione a difesa dei consumatori chiede appunto che i dipendenti pubblici i cui stipendi sono bloccati dal 2009 siano indennizzati. E più passa il tempo prima che i contatti statali siano rinnovati e più sale l'importo richiesto dal Codacons. Ora la richiesta è arrivata a 13.000 euro. Secondo l'associazione infatti per il mancato "adeguamento rispetto all'aumento del costo della vita calcolato in base agli indici Istat" dei contratti statali "ogni dipendente ministeriale ha perso, in termini di mancato aumento salariale, circa 2.700 euro lordi l'anno". Da qui la richiesta sia di un indennizzo "per danni per effetto mancato rinnovo dal 2010" (si tratta di "100 euro al mese per il periodo che va dal 2010 al 30 luglio 2015"), sia di un risarcimento "per danni per mancato rinnovo dalla data successiva alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale" (in questo caso si tratta di "200 euro al mese per il periodo successivo al 30 luglio 2015"). E sono già 2mila, fa sapere il Codacons, i dipendenti pubblici che hanno proposto ricorso.

C'è attesa per l'inizio della trattativa all'Aran per il rinnovo dei contratti statali. I dipendenti pubblici aspettano l'aumento degli stipendi da sette anni: i contratti statali sono infatti bloccati dal 2009. I sindacati hanno firmato con il governo Renzi un accordo quadro per un aumento in busta paga di 85 euro medi lordi. L'intesa politica è stata siglata a fine novembre scorso prima delle dimissioni del premier Renzi. Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia è stata però riconfermata nel ruolo anche nel successivo governo Genitiloni e proprio lei stessa, prima di Natale, ha scritto su Twitter a chi le chiedeva conto dello stato delle trattative per il rinnovo dei contratti statali: "stiamo lavorando alle modifiche normative previste dall'accordo del 30/11. Dalle prossime settimane confronto con i sindacati". La risposta della Uil, attraverso il segretario confederale Antonio Foccillo, era stata di attesa. Foccillo aveva infatti sottolineato di voler aspettare la convocazione da parte del governo per entrare nel merito delle trattative riguardo all'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici.

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