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RIFORMA PENSIONI 2017 / RITA, dopo Ape ecco la novità per la pensione anticipata (ultime notizie oggi 11 gennaio)

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RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017, ULTIME NOTIZIE. RITA, LA NOVITÀ PER LA PENSIONE ANCITICIPATA. BOERI CONTRO I PRIVILEGI DEI SINDACALISTI (OGGI, 11 GENNAIO) Il tema della giornata è la novità prevididenziale del 2017 per i lavoratori interessati alla pensione anticipata. Oltre alla Ape  è stata inserita nella legge di stabilità 2017 la RITA (Rendita Integrativa Anticipata) rivolta ai lavoratori con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi. Intanto tengono banco le diciharazioni di Tito Boeri che sembra aver pronta una piccola riforma delle pensioni che riguarda i sindacalisti. Intervistato da Repubblica, il Presidente dell’Inps ha infatti spiegato che esiste una circolare, non ancora diffusa, che interviene sulle modalità di calcolo delle pensioni dei sindacalisti. “Oggi alcuni sindacalisti distaccati possono fare versamenti anche molto consistenti negli ultimi anni di lavoro. E questi versamenti episodici hanno un impatto sulla pensione molto rilevante al contrario di quanto avviene per gli altri lavoratori. Come documentato nella sezione ‘a porte aperte’ del sito Inps, questa prassi ha portato ad aumenti del trattamento fino al 60%”, ha detto Boeri. Quaranta persone sono già andate in pensione con questo sistema e altre 1.400 sono in attività. Per dare il via a questa riforma servirà l’ok del ministero del Lavoro e Boeri ritiene che potrebbe “costituire un un precedente che potrebbe essere utilizzato per intervenire sui vitalizi”. LO SPI-CGIL REPLICA A BOERI: VOUCHER USATI SOLO PER 600 PENSIONATI  Non tarda ad arrivare la replica dello Spi-Cgil alle dichiarazioni di Tito Boeri sull’uso dei voucher lavoro nel sindacato: “Si tratta di volontari in pensione che operano saltuariamente per un massimo di 3/4 ore al giorno in attività di supporto e di accoglienza nelle 4mila sedi presenti in tutto il territorio nazionale per un compenso massimo di 150 euro al mese”. Cifre che corrispondono ai 750.000 euro di buoni lavoro acquistati dalla Cgil, ma che sono stati usati per circa 600 pensionati. Cosa che, secondo il sindacato, Boeri si è ben guardato dal dire “forse perché questo dato avrebbe ridimensionato il problema che invece evidentemente si voleva sollevare”. “Non comprendiamo quindi il senso di questa continua e accesa campagna mediatica, di cui anche il presidente dell'Inps oggi si è reso impropriamente compartecipe e il cui unico scopo e' quello di gettare fango sul sindacato”, aggiunge lo Spi-Cgil.

RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017, ULTIME NOTIZIE. L'ESONERO CONTRIBUTIVO NEL SETTORE AGRICOLO (OGGI, 11 GENNAIO) Il 2017 porta una piccola riforma delle pensioni anche nel settore agricolo. Come ricorda pensionioggi.it, è previsto l’esonero dal versamento dell’aliquota contributiva Ivs presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali con età inferiore ai 40 anni che si iscrivano alla previdenza agricola quest’anno. L’esonero sarà integrale per i primi tre anni, mentre scenderà al 66% il quarto anno e al 50% nel quinto. La misura, grazie a un emendamento approvato dalla Camera, si applicherà anche a chi si è iscritto nel 2016 alla previdenza agricola se l’attività si svolge nei territori montani e nelle zone agricole svantaggiate stabilite dalla legge. In ogni caso lo sgravio parte dal 2017 e non con effetto retroattivo.

RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017, ULTIME NOTIZIE. LE NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER GLI AGENTI E I RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO  Dal primo gennaio 2017 una piccola riforma delle pensioni ha riguardato gli iscritti a Enasarco. simplybiz.eu ricorda infatti che sono entrati in vigore in nuovi parametri per i contributi previdenziali da versare per gli agenti e i rappresentanti di commercio. In particolare, l’aliquota contributiva sulle provvigioni sarà del 15,55%, equamente divisa tra agente e mandante, con un massimale provvigionale pare a 25.000 euro annui per i plurimandatari e di 37.500 euro per i monomandatari. Per le agenzie in società di capitali Srl e Spa, l’aliquota contributiva resta al 4%. I requisiti pensionistici per gli uomini prevedono 66 anni di età, 20 anni di anzianità contributiva e Quota 91, mentre per le donne occorrono 63 anni, 20 anni di contributi e Quota 87. Dal 10 gennaio è prevista la possibilità di pensionamento anticipato con una penalizzazione del 5% per ogni anno di anticipo rispetto al requisito anagrafico richiesto.

RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017, ULTIME NOTIZIE. SACCONI: LEGGE FORNERO INUMANA Non ci va leggero Maurizio Sacconi nell’esprimere un suo giudizio sulla riforma delle pensioni di Elsa Fornero. Ospite di “Ho scelto Cusano”, trasmissione di Radio Cusano Campus, l’ex ministro ha detto infatti che si tratta di “una legge inumana, non ha tenuto conto delle persone in carne e ossa. Era una riforma ideologica che ha affrontato il tema in astratto”. Il Presidente della commissione Lavoro del Senato ha detto che a questo punto lui interverrebbe “su questa legge per estendere regole flessibili a tutti. I mercati del lavoro inclusivi e flessibili funzionano sia per gli anziani che per i giovani, non li mettono in conflitto tra loro”. Sacconi ha anche ricordato che il Governo Berlusconi fu messo sotto accusa per aver varato il cosiddetto “scalone”, ma “la riforma Fornero allora più che uno scalone, ha organizzato un precipizio improvviso”.

RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017, ULTIME NOTIZIE. LA LETTERA DEI LAVORATORI PRECOCI A MATTARELLA . Dopo la delusione avuta con la riforma delle pensioni, i lavoratori precoci avevano promesso un 2017 ancora “in trincea”. E uno di loro ha quindi deciso di scrivere al Presidente della Repubblica. Nel testo della missiva, pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”, si legge un vero e proprio appello a Sergio Mattarella per intervenire a sanare quella che viene considerata un’ingiustizia. Infatti, viene ricordato che con il passare degli anni i lavoratori precoci hanno visto allontanarsi sempre più il traguardo della pensione, fino alla Legge Fornero “che ci ha dato l’ultima bastonata nella schiena”. “Abbiamo quasi tutti 39, 40, 41 anni di contributi e non le nascondo che siamo stanchi, demotivati, affaticati dopo tanti anni di onesto lavoro (e anche di pagamento contributi)”, si legge ancora nella lettera, che si conclude con queste parole: “Quindi il mio, il nostro appello nei Suoi confronti è teso solo ad una giustizia di cui abbiamo perduto la traccia in questi ultimi anni ma, che se Lei vorrà, potrà essere finalmente ripristinata e vedrà in Lei, che ha più amore di tutti verso questo Paese, una persona veramente onorevole, saggia, giusta”.



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