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Riforma pensioni novità 2017/ Poletti: la legge Fornero ha penalizzato i giovani (ultime notizie live e news, oggi 12 gennaio)

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RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017. OTTAVA SALVAGUARDIA - I lavoratori che vogliono usufruire dell'ottava salvaguardia possono presentare un'istanza di accesso alle direzioni territoriali del Ministero del Lavoro o all'Inps per verificare che i requisiti richiesti siano rispettati entro il 2 marzo, a pena di decadenza. Cosa è cambiato con la riforma delle pensioni? Sono stati allungati i tempi utili per maturare la decorrenza o il diritto alla pensione: è stato posticipato di 12-24 mesi rispetto alla Legge di Stabilità 2016, quindi fino al 6 gennaio 2018-2019. Chi è in mobilità o riceve un trattamento speciale edile deve raggiungere i requisiti entro tre anni dal termine dei strumenti di sostegno al reddito predetti. Come precisa Pensioni Oggi, l'ottava salvaguardia sarà l'ultimo provvedimento di questa natura, perché il legislatore ha approvato l'abolizione del fondo destinato alla tutela di queste categorie di lavoratori, quindi è fondamentale verificare che le condizioni richieste vengano rispettate e non perdere la chance rappresentata dall'APE sociale, il sussidio di accompagnamento alla pensione che coinvolgerà i lavoratori con almeno 63 anni di età.

INPS: IN CALO LE NUOVE PENSIONI EROGATE (-22,2% IN UN ANNO) L’Inps ha diffuso oggi i dati dell’Osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento e dai numeri non si può non notare l’effetto della riforma delle pensioni che ha agganciato l’età pensionabile all’aspettativa di vita. Infatti dal primo gennaio dello scorso anno c’è stato un aumento di 4 mesi del requisito anagrafico per accedere alla pensione un “gradino” di non poco conto per le donne (da 63,9 a 65,7 anni). Dunque le nuove pensioni erogate dall’Inps sono scese del 22,2% in un anno, passando da circa 570.000 a poco più di 440.000, con un calo più accentuato nei trattamenti di anzianità (da più di 157.500 a circa 112.500). L’Ansa fa anche notare che il calo è stato meno accentuato nel secondo semestre dell’anno poiché accedono alla pensione coloro che sono stati bloccati nei primi mesi.

LE PENALIZZAZIONI PREVISTE PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO  Con l’arrivo del nuovo anno può essere interessante ricapitolare, in base alle novità della riforma delle pensioni, quali sono gli strumenti di pensionamento anticipato che gli italiani si troveranno di fronte, e se prevedono delle penalizzazioni, grazie anche a un “riassunto” di pensionioggi.it. I canali di uscita sono in tutto nove. Il primo è l’ottava salvaguardia per gli esodati, che non prevede penalizzazioni (per chi vi può accedere). Niente penalizzazioni anche per chi usa il cumulo dei periodi contributi o è nato nel 1952 e può godere della deroga prevista dalla Legge Fornero. Così come coloro che svolgono lavori usuranti , rientrano tra i lavoratori precoci cui è garantita Quota 41 o hanno diritto di accedere all’Ape social. Passando invece alle modalità di pensionamento anticipato che prevedono una penalizzazione, si ricorda l’Ape volontario (restituzione del prestito), Opzione donna (ricalcolo contributivo dell’assegno) e anche la Rita, la quale di fatto va a erodere i propri accantonamenti nella previdenza complementare.

POLETTI CONTRO LA LEGGE FORNERO: HA PENALIZZATO I GIOVANI Giuliano Poletti ieri è intervenuto al Senato per un’informativa dopo le sue dichiarazioni sui giovani italiani all’estero che hanno scatenato non poche polemiche, fino ad arrivare alla richiesta delle dimissioni del ministro. Il quale, oltre a scusarsi nuovamente, ha voluto analizzare la situazione dell’occupazione giovanile, puntando anche il dito contro la riforma delle pensioni targata Fornero. Poletti ha infatti detto che “le prospettive di lavoro dei giovani in Italia sono state fortemente compromesse dalla grande crisi del 2008”. E ha poi aggiunto che anche la riforma Fornero ha tolto opportunità ai giovani, perché “ha fortemente innalzato l'età di pensionamento”. Qualcuno potrebbe fare notare che il ministro non ha fatto molto per risolvere questo problema, dato che i requisiti pensionistici non sono stati cambiati e si è solo trovato il modo per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro per alcune categorie di italiani, in alcuni casi con una penalizzazione da scontare sulla pensione.

BOERI CONTRO LA CGIL: NON HA USATO I VOUCHER SOLO CON I PENSIONATI Per Tito Boeri i voucher lavoro non sono stati usati dalla Cgil solo per dei pensionati a Bologna. In un’intervista a Repubblica, il Presidente dell’Inps parla di “ipocrisia” nel recente dibattito sui buoni lavoro e dice che dai dati dell’Istituto nazionale di previdenza sociale risulta che “nell'ultimo anno la Cgil ha investito 750 mila euro in voucher; non si tratta quindi né solo di Bologna né solo di pensionati. Anche altri sindacati hanno massicciamente usato questi strumenti, ad esempio la Cisl ne ha utilizzati per un valore di 1 milione e mezzo di euro”. Per Boeri servono dei correttivi sui voucher, ma sarebbe sbagliato cancellarli. Con dei limiti e dei tetti riguardo ai limiti di utilizzo mensile o annuale sarebbe possibile, secondo Boeri, scoprire abusi di questo strumento, anche con maggiori controlli.

 LO SQUILIBRIO PERICOLOSO PER LE PENSIONI DEGLI ITALIANI nche gli ultimi dati Istat diffusi ieri mostrano che la disoccupazione giovanile resta un problema che ancora è difficile contrastare. Tuttavia occorre farlo per non veder vacillare anche il sistema pensionistico. La Lombardia, come ha detto l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea, rappresenta una sorta di “isola felice”, ma non si può non notare che “a fronte di un aumento dei pensionati, diminuisce il numero dei lavoratori che versano contributi previdenziali”.“Il quadro è preoccupante ma reale. In questa situazione - ha detto ancora Aprea - Regione Lombardia e la giunta Maroni, quindi anche con il mio assessorato, ha dimostrato di saper utilizzare al meglio tutti i fondi europei a disposizione. Abbiamo fatto un ottimo lavoro”. C’è chi non dimentica però che con la riforma delle pensioni targata Fornero il problema si è aggravato: se i lavoratori vanno in pensione più tardi lasciano meno spazio all’occupazione giovanile.



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COMMENTI
11/01/2017 - Riforma pensioni (Angela Digaeta)

Ancora Sulla riforma ppensioni! Ma quale riforma?! Forse beffa per I lavoratori e per I Giovani! Perche con lApe si penalizzano ulteriormente I lavoratori e quindi anche I Giovani Che ancora si vedono negato il diritto al lavoro , occupato dagli anziani! Perche un lavoratore con 63 anni e 40 anni di lavoro sulle spalle dovrebbe pagare per un suo diritto!? Continuera a lavorare, stanco, incazzato, demotivato, ma continuera a lavorare perche gli mancano 1 Anno e 10 mesi se Donna o 2 anni circa se uomo! Questo e ilGoverno dalla parte di lavoratori!