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Pensioni 2017/ Ultime notizie: Ape, l'Anm contro il Governo! (Riforma, oggi 26 gennaio)

Riforma pensioni novità: Ape, in arrivo le buste arancioni dell'Inps, tassi di interesse al 2,5%. Tutte le news e le ultime notizie sui principali temi previdenziali di oggi, 26 gennaio

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Oggi si è tenuta la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione, cui non ha partecipata l’Associazione nazionale magistrati, in aperta contrapposizione con il Governo. Tra le ragioni di questa protesta, anche la mancata piccola “riforma delle pensioni” richiesta dall’associazione, che voleva far sì che la proroga della deroga all’età pensionabile posta a 70 anni fosse estesa non solo alle cariche apicali della magistratura. Questo anche per non mettere in crisi molti tribunali, dato che non sono pochi i magistrati ad aver raggiunto l’età “limite” dei 70 anni, oltre i quali non è possibile restare al lavoro. Durante la cerimonia, Giovanni Legnini, vice presidente del Csm, ha espresso l’auspicio che si possano superare le difficoltà del rapporto tra l’Anm e il Governo. Probabilmente ci vorrà però un passo in avanti dell’esecutivo verso le richieste dei magistrati.

In passato Tito Boeri aveva evidenziato come la riforma delle pensioni, specie con l’arrivo dell’Ape, avrebbe richiesto un’Inps più efficiente, anche perché chiamato a gestire le domande di Anticipo pensionistico e i rapporti con banche e assicurazioni. E la riorganizzazione dell’Istituto nazionale di previdenza sociale ha fatto segnare un nuovo passo ieri (dopo la nomina del nuovo direttore generale Gabriella Di Michele), con la riduzione da 48 a 36 delle direzioni generali, “di cui 22 a livello regionale e la creazione di tre nuove dirigenze territoriali, a Roma, a Napoli e a Milano”, segnala Adnkronos. L’Inps cambia anche molte “pedine” importanti a livello dirigenziale, con i nuovi incarichi che partiranno dal 1° febbraio. Non sono pochi i pensionati che sperano che non ci saranno ricadute negative sui servizi, ma anzi che si possano registrare dei miglioramenti. Vedremo se la “cura Boeri” avrà effetto.

Nuove dichiarazioni arrivano a commento delle parole di Tito Boeri sulla riforma delle pensioni. Nazzareno Mollicone, responsabile nazionale dell’Ufficio Politiche previdenziali dell’Ugl, parla di “visione ‘livellatrice’ del Presidente dell’Inps”, il quale sarebbe convinto che si combatta la povertà creando altra a spese dei pensionati. “È infatti singolare la sua critica alla presunta ‘generosità”’ nell’erogazione della quattordicesima nei confronti di non meglio identificate categorie di pensionati che avrebbero già usufruito in passato di trattamenti ‘vantaggiosi’. Addirittura, intende verificare la consistenza dei loro redditi familiari prima dell’erogazione”. Per Mollicone, forse Boeri dimentica il fatto che c’è il metodo contributivo a far sì che le pensioni siano erogate in base ai contributi versati, a prescindere da altri elementi reddituali personali o familiari. Il sindacalista ricorda anche che tra i poveri ci sono anche i pensionati a cui è destinata la quattordicesima.

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