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RIFORMA PENSIONI NOVITA'i 2017/ Ape anche per Opzione donna? (ultime notizie)

Pensioni 2017, ultime novità: l'Inps si appresta a inviare delle nuove buste arancioni indirizzate ai fruitori dell'Ape. Ape, ci sarà una versione simile a Opzione donna?

La Presse La Presse

C’è chi non deve attendere l’Ape per lasciare il lavoro. Grazie alla riforma delle pensioni, infatti, anche le italiane nate nell’ultimo trimestre del 1957 e del 1958 che abbiano cumulato 35 anni di contributi possono vedersi riconosciuto il diritto di accedere a Opzione donna. E proprio oggi all’Hotel Villa Eur di Roma, le appartenenti al comitato Opzione donna - ultima trimestre 1957-58 si troveranno per festeggiare insieme l’importante traguardo raggiunto. Resta tuttavia da conquistare ancora la possibilità che il cumulo contributivo gratuito possa essere utilizzato per accedere a Opzione donna. Vedremo se un emendamento al decreto milleproroghe riuscirà a far raggiungere questo obiettivo. Senza dimenticare che alla fine del 2016 si era parlato dell’ipotesi di dare vita a una sorta di Ape studiata appositamente per le donne, così da poter avere in futuro uno strumento di pensionamento anticipato simile a Opzione donna.

La riforma delle pensioni, oltre all’Ape, ha portato la novità del cumulo contributivo gratuito per poter “avvicinare” l’ingresso in quiescenza di molti italiani, compresi quelli che sono iscritti alle casse dei professionisti. Tuttavia il Governo potrebbe dover rimettere mano a questo provvedimento. Il cumulo contributivo gratuito potrebbe portare a dei problemi di sostenibilità finanziaria per le casse professionali, “poiché potrebbero essere chiamate a erogare prestazioni pensionistiche in anticipo rispetto ai regolamenti interni, applicando criteri di calcolo di vantaggio per il pensionato”.

Del resto la Legge di stabilità stabilisce che il diritto alla pensione di vecchiaia è conseguito in presenza dei requisiti anagrafici e di contribuzione più elevati tra quelli previsti dai rispettivi ordinamenti che disciplinano le gestioni interessate all’esercizio della facoltà di cumulo e molte casse hanno limiti per l’accesso alle pensioni di vecchiaia superiori rispetto a quelli chiesti per la previdenza obbligatoria.

L’Inps si appresta a inviare delle nuove buste arancioni specificatamente indirizzati ai potenziali fruitori dell’Ape. È stato lo stesso Tito Boeri ad annunciarlo. Non è ben chiaro però che cosa gli italiani che raggiungeranno i 63 anni entro la fine del 2018 troveranno scritto in questa missiva. C’è chi ricorda che l’invio della busta arancione “classica”, avvenuto nei mesi scorsi, in alcuni casi ha solamente determinato un senso di “angoscia” e “terrore”, poiché veniva evidenziato un basso livello di pensione e c’era anche chi ricordava che le previsioni erano persino ottimistiche, perché basate su calcoli che prevedevano una crescita del Pil superiore a quella che si stava notando nel nostro Paese. Tuttavia Boeri spiegò nell’occasione che almeno molti italiani avevano potuto rendersi conto che era meglio “correre ai ripari”, magari con la previdenza integrativa, per non trovarsi un giorno con una pensione piuttosto risicata. Vedremo ora cosa accadrà con queste nuove buste arancioni.  

Dunque bisognerà decidere su quali dei due criteri basarsi. Inoltre, le quote di pensioni successive al 2011 dovrebbero essere calcolate con il sistema contributivo, ma non mancano casse professionali dove è ancora in vigore un sistema anche solo parzialmente retributivo. Senza dimenticare che la legge ora prevede che coloro che stanno pagando delle ricongiunzioni, ricorrendo al cumulo possano richiedere il rimborso di quanto versato, ma la norma sulle pensioni non parla della situazione in cui siano coinvolte le casse professionali: anche loro dovrebbero restituire i versamenti fatti per le ricongiunzioni? Il Governo dovrebbe probabilmente rivedere, magari con un emendamento al decreto milleproroghe, il testo della legge per renderlo più chiaro su questi punti.

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