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Lavoro

IDEE/ Il decalogo per creare lavoro in Italia

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Tutto ciò è buono ed è bene, direbbe Padre Brown, gran maestro di cattolico realismo, ma le proposte concrete dove sono? Eccole, ve le somministriamo come le hanno elencate i relatori.

1) Sostenere dal punto di vista contributivo e fiscale le imprese e le filiere che creano lavoro di qualità in settori con elevate prospettive occupazionali (ambiente, servizi alla persona).

2) Puntare sulla formazione continua di chi ha un impiego usando meglio e di più i Fondi Interprofessionali, anche con la detassazione per le imprese che investono in formazione.

3) L'apprendistato duale come via per ogni lavoratore per concludere un ciclo di studi e raggiungere una qualificazione. Serve anzitutto alle Pmi, creando sul territorio reti a maglie più fitte con le università e le scuole tecnico-professionali. Anche qui un ruolo decisivo lo giocheranno, come tutor e facilitatori, gli enti bilaterali e i fondi interprofessionali.

4) L'alternanza scuola-lavoro è l'anello decisivo per migliorare orientamento scolastico efficace e occupabilità dei giovani che studiano. 

5) Duro contrasto all'abbandono scolastico e universitario definendo percorsi di recupero che portino il 20% dei giovani che abbandonano la scuola superiore.

6) Interventi sui tirocini extracurriculari, spesso per i nostri giovani il primo contatto con il mondo del lavoro, e sovente sottopagato: vanno riformati con convenzioni tra imprese e scuole elevandone i contenuti formativi ed esperienziali, e insieme prevedendo un "certificato di qualità" per le imprese che li usano correttamente

7) Via alla sperimentazione dell'Assegno di ricollocazione per i primi 30/40mila percettori di Naspi, per poi estendere nel corso dell'anno lo strumento a tutti i disoccupati che lo chiedano.

8) Via alla fase 2 di Garanzia Giovani che finalizzi meglio gli obiettivi di avvicinamento alla occupabilità.

9) Contrasto al falso lavoro autonomo e invece vero e pieno sostegno al lavoro autonomo rafforzando le tutele per i collaboratori, anche a partita Iva, iscritti alla Gestione separata Inps.

10) Infine riforma dei voucher che però non vanno abrogati, ma circoscritti alle attività realmente occasionali, le quali andrebbero individuate anche attraverso la contrattazione collettiva. 

Un decalogo, appunto. Una sfida, come tutti i decaloghi. Ora la parola passa al lavoro quotidiano di politici, professionisti, sindacalisti, imprenditori: quel lavoro quotidiano che fa la differenza tra dieci desideri e dieci progetti realizzati.

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