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CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: Furlan (Cisl), “sindacati decisivi per gli accordi” (ultime notizie oggi 3 gennaio)

Contratti statali, aumento e rinnovo stipendi dipendenti pubblici: ultime notizie di oggi 3 gennaio 2017, news live sul fronte Pubblica Amministrazione. Il nodo del bonus 80euro

Contratti Statali (Foto: LaPresse) Contratti Statali (Foto: LaPresse)

Per riaprire e finire definitivamente la partita sui contratti statali, servirà un surplus di impegno sia da parte del Governo Gentiloni che però anche dai sindacati generali. In merito alle polemiche che alcune categorie e associazioni di consumatori in difesa dei dipendenti pubblici hanno mosso proprio contro le sigle sindacali, arriva la risposta indiretta del segretario generale della Cisl, AnnaMaria Furlan: «Mai come oggi c’è bisogno di soggetti collettivi sociali di rappresentanza, questi ultimi due anni la dicono lunga: dove c’è stato confronto sono arrivati buoni risultati, come sulle pensioni e sul contratto degli statali. La Buona Scuola, invece, è stata fatta dal governo in solitudine e i risultati sono sotto gli occhi di tutti». Nelle prossime settimane, dopo la decisione della Consulta sul Jobs Act e sulla Legge Elettorale, il Governo dovrebbe avere mani più libere per rimettersi al tavolo con i sindacati e ultimare la riforma per il rinnovo dei contratti statali.

Su fronte dei Contratti Statali e del loro rinnovo da parte del Governo, il prossimo decisivo step per un finale accordo sull’aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici, riguarda la formalizzazione dell’atto di indirizzo. Questo è il prossimo punto che il governo deve mettere a punto per poter riaprire la contrattazione con i sindacati dopo l’accordo dello scorso 30 novembre con l’allora governo Renzi; esperti governativi, Aran e sindacati lavorano al produrre in breve tempo questo atto visto che i nodi da sciogliere sono comunque molteplici. Su tutti, gli aumenti in busta paga: il fondo per la Pa previsto in manovra (5 miliardi nell’arco del triennio 2016-2018, di cui solo 3,3 già coperti) dovrebbe destinare la quota prevalente al rinnovo dei contratti, con incrementi in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati e comunque non inferiori a 85 euro mensili medi. Secondo l’analisi di Firenze Post, le parti, nell’intento di ridurre la forbice retributiva, «cercheranno di valorizzare i livelli retributivi che maggiormente hanno sofferto la crisi economica e il blocco della contrattazione che durava dal 2009».

Sul fronte dei contratti statali son tante ancora le polemiche scattate dopo l’approvazione in Manovra Economica delle specifiche novità sul rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione. Su tutti, l’associazione di consumatori del Codacons si è scagliata contro le decisioni del governo e dei sindacati riguardo il trattamento ricevuto dai lavoratori statali in questi anni. Ora l'associazione a difesa dei consumatori è arrivata a chiedere 12.600 euro di indennizzo per i lavoratori statali i cui contratti statali sono bloccati da sette anni. La strada per il rinnovo sembra ancora lunga visto che dopo la firma dell'intesa politica lo scorso 30 novembre tra governo e sindacati, l'iter deve ora passare all'Aran. E il Codacons denuncia che fino a questo momento "ogni dipendente ministeriale ha perso, in termini di mancato aumento salariale, circa 2.700 euro lordi l'anno" per il mancato "adeguamento rispetto all'aumento del costo della vita calcolato in base agli indici Istat" dei contratti statali. Quindi l'associazione a difesa dei consumatori chiede da una parte un indennizzo "per danni per effetto mancato rinnovo dal 2010" di "100 euro al mese per il periodo che va dal 2010 al 30 luglio 2015" e dall'altra un risarcimento "per danni per mancato rinnovo dalla data successiva alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale" di "200 euro al mese per il periodo successivo al 30 luglio 2015".

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