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Lavoro

PAGAMENTO PENSIONI 2017 / Novità su erogazione, date Inps e calendario: la nota di Poste Italiane (oggi 3 gennaio, ultime notizie live)

Pagamento Pensioni 2017, Inps news: oggi 3 gennaio 2017 l'erogazione degli assegni alle Poste e in Banca, l'eccezione del secondo giorno bancario, il calendario date e le ultime notizie live

Pagamento PensioniPagamento Pensioni

Con l’erogazione di oggi per il Pagamento Pensioni 2017, le banche italiane e le Poste sono impegnate nelle prime erogazioni e riscossioni presso tutti gli uffici e gli sportelli del Paese, eccezionalmente al secondo giorno bancabile rispetto ai prossimi 11 mesi dove verrà mantenuta la normale modalità di pagamento (al primo giorno, fino al 2018 escluso). In occasione della novità di oggi, il sito ufficiale di Poste Italiane ha diffuso una nota in cui spiega nel dettaglio come avverrà la riscossione per tutti i pensionati che si recheranno alle Poste per il ritiro dell’assegno o dei contanti. «Poste Italiane comunica che a gennaio 2017 le pensioni sono messe in pagamento a partire dal giorno 3,  in conformità a quanto previsto dal  decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni. Per i titolari di conto corrente Bancoposta l’accredito è disponibile da oggi, 3 gennaio, con pari data di valuta. Anche per i titolari di libretto/Inps card le pensioni saranno accreditate  il 3 gennaio 2017 con pari data di valuta».

Tra le novità più importanti del pagamento pensioni 2017 dopo il decreto milleproroghe che è andato a sospendere la normativa Inps sui pagamenti al secondo giorno bancabile, di certo il calendario dei pagamenti effettuati dalle banche subisce un brusco dietrofront rispetto alle date dette prima delle novità prodotte dal decreto del 30 dicembre scorso. Quando però ci saranno pagamenti al primo giorno del mese? Alla domanda ricorrente su portali e social relativi al mondo Inps, e stando al calendario pubblicato da Abi, per questo 2017 i pagamenti pensioni effettuati dalle banche avverranno il primo del mese solo a febbraio, marzo, giugno, agosto, settembre e dicembre. In questi mesi il pagamento degli assegni previdenziali arriveranno il primo giorno anagrafico del mese, in tutti gli altri casi saranno il 2 o il 3 del mese a vedere la possibilità di riscuotere i pagamenti attraverso i vari istituti di credito. Intanto sta per concludersi la prima giornata utile per la riscossione delle pensioni nei vari uffici postali o negli istituti di credito, in attesa che tutti possano effettivamente riscuotere l’assegno dovuto.

Si attendevano novità sulle pensioni, ma il decreto Milleproroghe non ha introdotto cambiamenti alla riforma delle pensioni, bensì sul pagamento. Nel testo, infatti, è prevista una sola novità per il sistema pensionistico italiano e riguarda esclusivamente il calendario della riscossione e in particolare il mese di gennaio. Non sono mancate le polemiche per lo slittamento della riscossione al secondo giorno bancabile. In Liguria molti pensionati si sono recati nei propri istituti bancari o si sono rivolti agli sportelli delle Poste Italiane per il ritiro delle somme dovute, ma - come riportato da LiguriaOggi - si sono sentiti dire che la pensione sarebbe arrivata domani (cioè oggi, 3 gennaio 2017, ndr). La motivazione risiede nel decreto Milleproroghe che ha modificato l'articolo 6 del decreto legge 65/2015, convertito con legge 109/2015, permettendo così l'unificazione delle date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals. Questa modifica è stata fortemente voluta dall'Inps.

Oggi scatta l’erogazione e i pagamenti delle pensioni per tutti gli ex lavoratori italiani: eccezionalmente il secondo giorno bancabile, solo per questo gennaio avverrà questa anomalia mentre il decreto Milleproroghe come abbiamo spiegato in questi giorni rende di fatto normale l’iter negli altri 11 mesi del 2017 (ovvero con i pagamenti delle pensioni al primo giorno bancabile). Questo tipo di scadenza dell’Inps fa il paio con altre scadenze fiscali e legati alla pubblica amministrazione dia questo gennaio: in apertura dell’anno nuovo infatti, tutte le strutture sanitarie - pubbliche o private convenzionate - dovranno inviare all’Agenzia delle Entrate tutti i dati del sistema Tessera Sanitaria. Non solo, sempre le strutture sanitarie devono provvedere a fornire tutta la documentazione cui corrisponderanno le spese sanitarie sostenute dai cittadini e detraibili. Il modello 730 precompilato infatti non può essere strutturato senza queste informazioni e per questo motivo viene fissata in questo gennaio il limite per presentare tale documentazione. 

Con oggi l’INPS erogherà il pagamento delle pensioni verso Banche e Poste Italiana, con la prima riscossione dell’anno che eccezionalmente avviene il secondo giorno bancabile: come abbiamo visto in questi giorni che hanno preparato la giornata di riscossione di questo martedì 3 gennaio, i prossimi appuntamenti sul calendario dei pagamento Inps sono già programmati e pressoché senza novità rispetto alla consueta modalità di pagamento fino al 2016. Da 2018 cambierà tutto, come previsto dal decreto legge dello scorso ottobre voluto dal ministro Poletti: nel frattempo queste sono le date di pagamento delle prestazioni pensionistiche per l'anno 2017 per le Poste, per le quali anche il sabato è considerato bancabile, e per le banche, così come risulta dal calendario pubblicato dall'Associazione bancaria: 3 gennaio, 1 febbraio, 1 marzo, 1 aprile (3 per le banche), 2 maggio, 1 giugno, 1 luglio (3 per le banche), 1 agosto, 1 settembre, 2 ottobre, 2 novembre, 1 dicembre.

Non è tardato ad arrivare il commento dei sindacati sulla rivalutazione degli assegni 2015 e quindi sulla richiesta di "restituzione" dello 0,1% a titolo di "risarcimento". Secondo Spi-Cgil si tratta di «una tegola per i pensionati italiani», poi aggiungono che nel decreto Milleproroghe non c'è l'intervento per risolvere questa questione. Per il sindacato dei pensionati della Cgil tutte le pensioni avranno così una perdita di valore: di 6,50 euro per una pensione al minimo, di 13 euro per una da mille euro: «Cifre che possono sembrare di poco conto ma che incidono in particolare sulle pensioni basse per le quali qualche euro in più o in meno al mese fa la differenza» dichiara Spi-Cgil. Nella nota poi si fa riferimento alla promessa del governo di rimandare la rivalutazione a quando l'economia si fosse ripresa per neutralizzarne gli effetti negativi. «Anche quest'anno il governo si era reso disponibile ad intraprendere la stessa strada ma per ora non lo ha fatto» scrive Spi-Cgil, chiedendo poi al ministro Poletti di intervenire per evitare che vengano "paralizzati" i pensionati italiani.

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