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CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: volano le contrattazioni di secondo livello (ultime notizie oggi 6 gennaio 2017)

Contratti statali, aumento e rinnovo degli stipendi per i dipendenti pubblici: ultime notizie di oggi 6 gennaio 2017, gli aggiornamenti live. Taglio alle tasse per premiare la produttività?

Marianna Madia, Ministro PA (LaPresse) Marianna Madia, Ministro PA (LaPresse)

L’attesa è ancora lunga per la Definitiva trattativa sui contratti statali tra il Governo col ministro Madia e Poletti e i sindacati generali: intanto però arrivano buone notizie dal fronte delle trattative per le retribuzioni di secondo livello in cui però si decide del salario accessorio. Si tratta dei famosi “premi”, con le indennità e le progressioni economiche dei contratti di secondo livello: come riporta l’Aran in questi giorni, «Nei primi sei mesi del 2016 sono infatti stati firmati oltre 7 mila contratti, il che vuol dire che un'intesa è stata raggiunta già in un'amministrazione su tre. Per l'esattezza, nel primo semestre dello scorso anno sono stati trasmessi, via web, 7.165 contratti integrativi, circa mille al mese, per un tasso di contrattazione pari al 34,1%. La nuova procedura, peraltro, semplifica tutti i passaggi e consente di disporre di dati più ampi e più facili da monitorare», riportano i dati dell'Aran che di fatto rappresenta Palazzo Chigi al tavolo delle trattative.

Si dovrà attendere per il reale rinnovo dei contratti statali con le ultime specifiche adottate, in seguito alle decisioni ella Consulta su referendum Jobs Act e legge elettorale; nelle prossime settimane dunque il Ministro Madia assieme al governo inizierà a impostare le novità promesse nell’accordo con i sindacati lo scorso 30 novembre ed inserite nell’ultima Manovra di Stabilità. Intanto però, a breve, si terranno le nuove trattative con l’Aran sempre con le principali sigle sindacali presenti al tavolo: si aprirà il 10 gennaio prossimo quando i sindacati saranno chiamati insieme all’Aran a ricalibrare permessi e distacchi in base alla nuova mappa del pubblico impiego, diviso in 4 comparti invece che in 11, come in passato. Come riporta Firenze Post con un focus dedicato, il Decreto Madia del 2014 aveva già tagliato il monte di permessi e distacchi del 50%, adesso, a due anni di distanza, si potrebbe intervenire per gestire il rapporto tra le diverse prerogative sindacali. «La ripartizione, ovviamente, avviene sempre in base alla rappresentatività, recentemente ricalcolata. Visti gli accorpamenti tra i comparti, l’operazione sarà più complicata nei settori della Pa centrale e della conoscenza, che hanno riunito funzioni prima separate, mentre quasi nulla cambierà perla sanità e per gli enti locali».

Settimana prossima si dovrebbe entrare finalmente nel conforto diretto tra Aran e sindacati per il rinnovo dei contratti statali e per l’aumento, definitivo, degli stipendi di tutti i dipendenti pubblici: tanti i nodi che restano in campi pur dopo l’accordo di massima firmato lo scorso 30 novembre quando ancora in sella era il Governo Renzi. Tanti punti oscuri ancora, come la copertura dei costi e l’effettivo non contrasto tra il Bonus 80 e l’aumento medio per i vari dipendenti del settore pubblico. Un punto positivo sembra però scorgersi, su proposta dello stesso Ministero della Pubblica Amministrativa; la Madia ha infatti disposto di mettere mano alla materia delle contrattazioni di secondo livello. «Dal 2010 al 2014 la disponibilità finanziaria è rimasta sempre ferma allo stesso livello: i rubinetti sono stati riaperti nel 2015, mentre nel 2016 il quantum delle risorse è stato fissato allo stesso valore (70 milioni) dell'anno precedente», riporta il focus de il Mattino Economia. Indiscrezioni vicino al ministro Pa vedono la possibilità ulteriore di premiare la produttività attraverso un taglio del prelievo fiscale, proprio a partire dalla promessa della Madia e di Aran di modificare il sistema dei fondi di secondo livello per consentire l’utilizzo pieno.

Nel confronto tra Governo, Parti Sociali e Sindacati sul rinnovo dei contratti statali, non sono poche le sigle che negli scorsi giorni si sono lamentate per la mancanza di incisività delle sigle sindacali generali rispetto agli accordi sull’aumento degli stipendi per i dipendenti pubblici. Negli scorsi giorni è arrivata allora prima dalla Cigl e poi direttamente dal segretario generale Cisl, Anna Maria Furlan, la risposta indiretta: «Mai come oggi c’è bisogno di soggetti collettivi sociali di rappresentanza, questi ultimi due anni la dicono lunga: dove c’è stato confronto sono arrivati buoni risultati, come sulle pensioni e sul contratto degli statali. La Buona Scuola, invece, è stata fatta dal governo in solitudine e i risultati sono sotto gli occhi di tutti». Nelle prossime settimane, dopo la decisione della Consulta sul Jobs Act e sulla Legge Elettorale, il Governo dovrebbe avere mani più libere per rimettersi al tavolo con i sindacati e ultimare la riforma per il rinnovo dei contratti statali.

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