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CONTRATTI STATALI / Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: i sindacati contro i principi della riforma Brunetta (oggi, 8 gennaio 2017)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: i sindacati contro i principi della riforma Brunetta. Le ultime notizie di oggi, 8 gennaio 2017, e tutti gli aggiornamenti

Marianna Madia, ministro PA (Foto: LaPresse) Marianna Madia, ministro PA (Foto: LaPresse)

Sono molti i temi da affrontare nella trattativa governo-sindacati per il rinnovo dei contratti statali e l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Bisogna, ad esempio, ritoccare le pagelle che dividono in tre fasce il pubblico impiego e l'organizzazione del lavoro, che non sarebbero più di esclusiva competenza del dirigente. Nel frattempo si parla anche dell'ipotesi di riportare nella contrattazione le progressioni verticali di carriera che erano disciplinate diversamente dalla legge Brunetta, che prevede il salto in avanti attraverso il concorso con una riserva di posti per gli interni non superiore alla metà dei posti in bando. L'obiettivo dei sindacati - stando a quanto riportato da Il Mattino - è di rivedere il più possibile la legge Brunetta e in particolare i passaggi di carriera per riportare la questione nell'alveo della contrattazione. Una volta risolta la questione degli avanzamenti di carriera, dei permessi e dei distacchi sindacali, le parti dovranno entrare poi nel merito del contratto.

I negoziati tra il governo e i sindacati verranno riaperti presto, più precisamente martedì 10 gennaio, quando dovrebbe esserci una riunione. Sul piatto ci sono 5 miliardi per il rinnovo dei contratti statali e l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici nell'arco del triennio che va dal 2016 al 2018, ma al momento ci sono solo 3,3 miliardi. Non sono mancate le schermaglie polemiche, visto che sono previsti 85 euro di aumento medio mensile sui contratti di primo livello per 3,3 milioni di lavoratori. L'unica certezza è che il governo si è impegnato a fare in modo che gli aumenti non cancellino il bonus degli 80 euro nella busta paga di chi, con la crescita del salario, supererà la quota dei 26mila euro di reddito. I sindacati hanno già fissato i paletti. Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici della Cgil, ha spiegato che «l'accordo del 30 novembre prevede procedure e tempi: dopo l'approvazione della legge di Bilancio e l'insediamento del nuovo governo occorre darne attuazione». Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, si augura che «arrivi per metà mese una convocazione da parte della ministra Madia per fare il punto sul Testo Unico del lavoro pubblico».

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