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CONTRATTI STATALI / Aumento stipendi dipendenti pubblici e rinnovo: Forze dell'Ordine, non confermato bonus 80 euro? (oggi, 9 gennaio 2017)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: accordo da formalizzare, decolla trattativa sui premi. Le ultime notizie di oggi, 9 gennaio 2017, e tutti gli aggiornamenti

Marianna Madia, ministro PA (Foto: LaPresse) Marianna Madia, ministro PA (Foto: LaPresse)

Mentre si attende l'avvio della trattativa per il rinnovo dei contratti statali, avvio atteso per domani martedì 10 gennaio 2017 - le Forze dell'Ordine non sembrano essere soddisfatte dell'accordo raggiunto. Non sarebbe infatti stato confermato per quest'anno, come riporta Forexinfo, il bonus di 80 euro per gli agenti: secondo Angelo Urso, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, lo stipendio delle Forze dell’Ordine rischia di essere più basso rispetto a quanto ipotizzato dal Governo nei mesi scorsi. La trattativa per il rinnovo dei contratti statali fermi da sette anni è quindi attesa all'Aran con il tavolo con i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno già siglato un'intesa quadro con il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia lo scorso 30 novembre. I dipendenti pubblici attendono però ora l'inizio della trattativa vera e propria che dovrà portare agli aumenti degli stipendi e al rinnovo dei contratti statali fermi dal 2009.

Il rinnovo dei contratti statali riguarda anche il mondo della scuola e dell'università. Oggi in Commissione Affari Costituzionali al Senato sarà esaminato il decreto Milleproroghe. Il sindacato Anief, si legge sul sito, chiede però modifiche urgenti per scuola e università, "in caso contrario, il prossimo anno scolastico e accademico i problemi diventeranno insanabili". L'Anief ha sviluppato una serie di modifiche normative e fa sapere che gli emendamenti riguardano diversi punti: "dalla proroga dei termini per attuare le nove leggi delega previste dalla Legge 107/2015, all'inserimento degli abilitati nella fascia aggiuntiva GaE; dal reclutamento di 20mila Ata e 8mila maestri d’infanzia, alla stabilizzazione di 500 educatori in organico potenziato; dal reclutamento dei vincitori dell'ultimo concorso a cattedra, alla validità delle Graduatorie di merito dove inserire tutti gli idonei all'organizzazione di prove suppletive dello stesso concorso per i candidati laureati o educatori ricorrenti; dall'estensione del corso-concorso per presidi ai ricorrenti del 2011, alla cancellazione del limite-beffa di 36 mesi di servizio svolto per la stipula di contratti a termine". Infine, per quanto riguarda l'università, l'Anief ritiene "sempre più impellente l’esigenza di assumere a tempo indeterminato i ricercatori e la proroga del blocco per i distacchi e i comandi di docenti e personale Ata presso enti e Università".

C'è attesa per quanto riguarda il rinnovo dei contratti statali per l'avvio della trattativa vera e propria per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici bloccati da sette anni. Lo scorso 30 novembre il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia e i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno infatti siglato un accordo quadro per un aumento degli stipendi di 85 euro medi lordi. Poi c'è stato un periodo di stallo con la caduta del governo Renzi e la formazione del nuovo Esecutivo guidato da Gentiloni. Madia è stata comunque riconfermata alla guida del ministero della Pa e adesso deve essere avviata la trattativa vera e propria all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. La trattativa si aprirà domani martedì 10 gennaio. Sul tavolo non ci sarà solo la questione del rinnovo dei contratti statali: i sindacati e l'Aran si ritroveranno infatti anche per cercare un'intesa sulle prerogative dei sindacati, cioè permessi e distacchi che devono essere ridefiniti sulla base della nuova mappa del pubblico impiego che è stato suddiviso ora in 4 comparti.

Prosegue l'attesa per l'avvio del negoziato tra il governo e i sindacati per il rinnovo dei contratti statali e l'aumento dello stipendio dei dipendenti pubblici. Va concretizzato l'accordo siglato il 30 novembre scorso che prevede tra l'altro un aumento medio mensile di 85 euro per i contratti di primo livello di 3,3 milioni di lavoratori. Nel frattempo starebbe decollando la trattativa per gli stipendi di secondo livello: si sta discutendo del salario accessorio, cioè quella parte della retribuzione che è legata ai premi, alle indennità e alle progressioni economiche. Secondo i dati forniti da Aran, che rappresenta Palazzo Chigi nei negoziati, sono stati firmati oltre settemila contratti nel primo semestre del 2016, quindi l'intesa sarebbe stata raggiunta da un'amministrazione su tre. La nuova procedura del resto, come riportato da Il Mattino, semplifica i vari passaggi e garantisce dati più ampi e facili da monitorare. Questa settimana, invece, i sindacati e Aran sono chiamati a ricalibrare i permessi e i distacchi secondo la nuova mappa del pubblico impiego, che è diviso in quattro comparti.

Mentre si aspetta una svolta nella trattativa per il rinnovo dei contratti statali e per l'aumento degli stipendi degli impiegati della Pubblica amministrazione, arriva la denuncia del sindacato Anief sulle retribuzioni di uno dei quattro comparti PA, cioè la scuola. Gli stipendi in questo settore sono sempre più poveri soprattutto a causa del blocco del rinnovo che perdura da otto anni. Il sindacato Anief è preoccupato dal rinnovo del contratto degli statali di primo livello: gli scatti e le progressioni di carriera potrebbero non essere più legati ai concorsi, ma alla negoziazione tra Aran e i sindacati. Qualcosa cambierà, dunque, rispetto a quanto previsto dalla riforma Brunetta. In tal caso bisognerà definire diversamente i bonus di merito, visto che la riforma Brunetta prevede una limitazione della distribuzione dei premi di produttività al 75% dei dipendenti statali. Anief ha poi fatto sapere che dal blocco delle trattative ad oggi, i dipendenti della scuola hanno perso il 20% del loro potere di acquisto.

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