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Lavoro

Contratti statali/ Aumento stipendi Pa: Professione Insegnante, “rinnovo vergognoso non va firmato”

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi Pubblica Amministrazione: le ultime notizie di oggi, 24 ottobre 2017, e gli aggiornamenti. Aumenti da 400 euro per i presidi scuola

Contratti statali, Marianna Madia (Foto: LaPresse)Contratti statali, Marianna Madia (Foto: LaPresse)

I contratti statali e il rinnovo dello stipendio per i docenti è ancora una volta rivoltato sotto accusa: a parlare in questo caso sono i rappresentati di Professione Insegnante che chiedono con forza ai sindacati di non firmare l’accordo ultimo sul rinnovo del contatto pubblico, «perché è vergognoso». Nel comunicato diffuso oggi da Orizzonte Scuola, si legge che «Ai docenti dopo 9 anni di mancato rinnovo contrattuale e il mancato scatto stipendiale nel 2013 solo 40 euro netti al mese, in pratica 28 euro netti in media nel triennio 2016/2018, molto al di sotto dell’inflazione programmata, per i Dirigenti scolastici invece sono pronti 440 netti, 10 volte di più dei docenti, per loro il più consistente aumento contrattuale di sempre. Tanto valgono i docenti e il loro lavoro per questo Governo, ricorderete le dichiarazioni estive della Fedeli che parlava di raddoppiare le retribuzioni degli insegnanti». Contestata anche la possibile perdita dei bonus Renzi da 80 euro - come potete leggere qui sotto - e in generale l’intero accordo attuato in Riforma Madia: « I sindacati Flc Cgil ,Cisl scuola, Uil scuola, Snals, Confsal e FGU non si azzardino a firmare un simile contratto. In caso contrario Professione Insegnante scatenerà su di loro una capillare campagna di disdette», chiuse il pesante comunicato. 

SFUMA IL BONUS DI 80 EURO?

I timori dei sindacati trovano conferma nelle ultime notizie che arrivano dalla Legge di stabilità, e in particolare dalle misure che riguardano la scuola. La trattativa per il rinnovo contrattuale ha portato ad un aumento di 85 euro lordi. Per il rinnovo 2016-2018 dei contratti di un milione e 191 mila tra docenti e amministrativi della scuola il costo a regime, come riportato da Repubblica, è indicato in 674,98 milioni di euro. C'è però una buona fetta di docenti che rischia di vivere una beffa: il 41% di loro, cioè 320 mila, che guadagna meno di 25 mila euro lordi l'anno, e per questo motivo può incassare il bonus mensile da 80 euro concesso da Metteo Renzi all'inizio della sua legislatura, rischia di perdere questa somma. Con l'aumento previsto riceverebbero 85 euro in busta paga, ma ne perderebbero 80 per il bonus. Una vera e propria beffa, preannunciata peraltro dai sindacati, che infatti hanno ripetutamente ribadito i loro dubbi sulla copertura degli aumenti annunciati.

CGIL ATTENDE CONVOCAZIONE DALL'ARAN 

Dopo la trasmissione all'Aran dell'atto di indirizzo relativo al rinnovo dei contratti statali del comporto scuola, i sindacati sperano di riuscire ad allontanare il pericolo di nuovi ritardi nella trattativa. Il mondo scuola ha accolto positivamente la svolta, ma il segretario generale di FLC CGIL Francesco Sinopoli invita alla cautela. Non ci sono più alibi per i ritardi nei negoziati: ora attende una convocazione immediata da parte dell'agenzia che rappresenta il governo nella trattativa. L'obiettivo dei sindacati è riuscire a strappare un rinnovo dei contratti statali che ricompensi i lavoratori del comparto scuola dopo nove anni di blocco. Il Collettivo Professione Insegnante, invece, chiede un aumento di 200 euro netti per recuperare la perdita di potere d'acquisto. Aumenti graduali di 85 euro lordi mensili non sono, dunque, accettati, perché sarebbero di 15 euro netti. Per il Collettivo e altri sindacati si tratta di un aumento insufficiente, inadeguato e inaccettabile. (agg. di Silvana Palazzo)

ANIEF, AUMENTO "GONFIATO" DA GOVERNO E SINDACATI

Il problema delle risorse resta sempre sullo sfondo per quanto riguarda rinnovi dei contratti statali e aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Su questo aspetto si è concentrato l'Anief, secondo cui il governo non è in grado di garantire quegli 85 euro promessi alle altre organizzazioni sindacali nell'accordo del 30 novembre scorso. «L'agognato aumento è stato gonfiato da fonti istituzionali e sindacali maggioritarie solo a parole: in pratica, arriverà loro una cifra talmente bassa da non coprire nemmeno la metà della metà del costo della vita che nel frattempo è cresciuto di quasi il 15 per cento», ha dichiarato Marcello Pacifico, presidente Anief. E poi c'è un altro aspetto del rinnovo contrattuale che non è secondario: riguarda la giurisprudenza del precariato. Per questo chiederà agli altri sindacati di non sottoscrivere alcun contratto di categoria a queste condizioni. «C'è il fondato rischio che per avere poche decine di euro di aumento si venga ora costretti a cedere sul piano dei diritti», questo è il timore di Pacifico.

SCUOLA, AUMENTO STIPENDI LEGATO A IMPEGNO?

Intanto sono emersi particolari in merito all'atto di indirizzo firmato dal ministro Marianna Madia relativamente al rinnovo di contratto. A scanso di equivoci, va chiarito che l'orario di insegnamento dei docenti non sarà soggetto ad alcuna modifica, quindi resterà a 18 ore. La questione delle attività funzionali all'insegnamento è stata affrontata nell'atto di indirizzo, dove viene spiegato che sarà ben ben declinato l'impegno extra dei docenti, le cosiddette attività funzionali. Queste attività vengono già svolte dai docenti, ma troveranno una formalizzazione nel prossimo contratto indicando con maggiore veridicità l'impegno lavorativo dei docenti. Resta da capire quanto ciò inciderà sulla valutazione per l'erogazione degli aumenti stipendiali promessi ai docenti in base al merito. Questo aspetto sarà oggetto di contrattazione tra i sindacati e il governo, ma è possibile che a un maggior impegno profuso corrisponda una maggiore retribuzione.

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