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Lavoro

Sciopero oggi / 15 novembre 2017, Tlc protesta e il settore taxi si mobilita

Sciopero oggi, 15 novembre 2017: Tlc (telecomunicazioni) protesta e il settore taxi si mobilita in vista dell'agitazione nazionale del 21. Le ultime notizie

Sciopero oggi (Foto: LaPresse)Sciopero oggi (Foto: LaPresse)

Sciopero nel settore delle telecomunicazioni per la giornata di oggi, mercoledì 15 novembre. Ne è stato indetto uno da Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil che riguarda l'azienda Ericsson Telecomunicazioni SpA. «Astensione dalle prestazioni straordinarie e della reperibilità», questa la modalità dello sciopero. Da FlmUniti-Cub è stato invece indetto uno sciopero che riguarda l'azienda Telecom Italia SpA - Tim SpA, ma per le Regioni Lombardia e Veneto il periodo è dal 25/10 al 19/11. «Due ore a fine turno e sospensione dello straordinario, reperibilità e tutte le prestazioni aggiuntive», la modalità invece di quest'agitazione. Quello proclamato invece da Snater ha differenti modalità: AOA turno base del lunedì 90 minuti ad inizio turno, AOA altri giorni 90 minuti a fine turno, ALTRI sempre 90 minuti a fine turno; Part-time in proporzione rispetto alla durata dei 90 minuti dei full-time. Astensione da ogni prestazione accessoria per i lavoratori di Poste Italiane SpA, secondo lo sciopero indetto da Cobas Pt-Cub-Usb.

SETTORE TAXI IN FERMENTO IN VISTA DELLO SCIOPERO NAZIONALE

In fermento i taxisti e conducenti Ncc, le cosiddette auto blu, che hanno indetto oggi un presidio, fermo restando però lo sciopero nazionale del 21 novembre. Fanno arrabbiare le ipotesi avanzate dal Ministero dei Trasporti circa il riordino della normativa di settore, che per le sigle sindacali  «evidenziano la volontà del Governo di consegnare il trasporto delle persone a potentati economici e destrutturare il servizio di noleggio con conducente trasformandolo in un'attività privatistica». Il servizio di trasporto non di linea deve restare pubblico per i sindacati, secondo cui così si garantisce il controllo sulle attività. Per i sindacati di categoria «la destrutturazione ipotizzata favorirebbe le piattaforme tecnologiche per le quali il Ministero ad oggi ipotizza solamente un blando inquadramento». Per questo le ipotesi avanzate vengono considerate un «definitivo colpo ai settori taxi e noleggio con conducente come servizi pubblici e alle correlate garanzie a tutela dell'utenza».

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