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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Contro i politici anche i Vigili del fuoco (ultime notizie)

Riforma pensioni, ultimissime. La protesta di Conapo con lo sciopero dei vigili del fuoco. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 9 dicembre

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LA PROTESTA DI CONAPO

È in corso lo sciopero dei Vigili del fuoco aderenti al sindacato autonomo Conapo. Una mobilitazione nazionale, che durerà fino alle 13:00, e che coinvolgerà tutto il personale dipendente, escluse le regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige che dispongono di corpi regionali e provinciali dei Vigili del Fuoco. Antonio Brizzi, Segretario generale Conapo, ha evidenziato che “i politici si ricordano di noi solo durante le emergenze per sfruttare la nostra popolarità, ma ci dimenticano sistematicamente quando chiediamo di darci la stessa dignità retributiva e pensionistica degli altri corpi. Siamo a fine legislatura, qualche piccola attenzione c’è stata, ma continuiamo a essere trattati come un corpo di serie B e nella legge di bilancio non ci sono misure adeguate a risolvere questa situazione”. Lo sciopero dunque chiama “in causa direttamente il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche a tutti i politici di maggioranza e opposizione perché i vigili del fuoco e la sicurezza sono di tutti e necessitano di impegno bipartisan”.

APE SOCIAL, LE NOVITÀ DELL'EMENDAMENTO

Domenico Proietti accoglie con favore l’emendamento alla Legge di bilancio riguardante l’Ape social che è stato approvato dalla commissione Lavoro della Camera. Il Segretario confederale della Uil evidenzia infatti che sono state individuate altre quattro categorie di lavori gravosi (marittimi, pescatori, braccianti ed operai agricoli, siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro) che si aggiungono alle 11 già esistenti nella platea dei beneficiari dell’Ape social. Inoltre, il sindacalista ritiene “importante aver elevato il bonus contributivo riconosciuto alle lavoratrici madri da 6 mesi ad 1 anno, fino ad un massimo di 2; così come aver chiarito che l’aver beneficiato di ammortizzatori sociali e il termine di un contratto a tempo determinato non precludono l’accesso alla prestazione”. Per Proietti tutto questo è “frutto dell’impegno del sindacato che continua ad allargare la breccia aperta lo scorso anno nella Legge Fornero”.

DOMANI LO SCIOPERO DEI VIGILI DEL FUOCO

Per la giornata di domani, sabato 9 dicembre, il Conapo ha indetto uno sciopero nazionale di 4 ore, dalle 9:00 alle 13:00. Il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco chiede “maggiori risorse finanziarie per parificare le retribuzioni e le pensioni dei Vigili del Fuoco a quelle dei pari grado negli altri corpi dello Stato; una ripartizione degli aumenti retributivi derivanti dal fondo per operatività del soccorso pubblico. Azione che tenga conto del personale in divisa e che non lasci sottopagato chi rischia la vita; un riordino delle carriere dei Vigili del Fuoco che riconosca le funzioni del personale in divisa, specialisti compresi e istituisca un ruolo tecnico sul modello di altri corpi; l’incremento delle assunzioni per colmare le carenze di personale”. Conapo ricorda anche che durante lo sciopero verrà garantito il soccorso urgente ai cittadini.

VITALIZI, VERSO LO SCONTRO NEL PD

La riforma dei vitalizi dei parlamentari sarà probabilmente un tema che animerà il dibattito all’interno del Partito democratico. Matteo Richetti non ha infatti gradito il fatto che il suo disegno di legge, già approvato dalla Camera, non sia stato calendarizzato al Senato. Anche perché così si offre il fianco alle critiche del Movimento 5 Stelle. Stefano Esposito, senatore dem, ha detto di non tollerare più il fatto che i suoi colleghi di partito parlino di presunta incostituzionalità del ddl. La Stampa spiega anche che Richetti proverà a far inserire un emendamento alla Legge di bilancio che riprenda i contenuti della sua proposta. Vedremo se ci riuscirà. Tuttavia lo scontro nel Pd sul tema non può dirsi certo concluso, ma anzi, probabilmente tornerà a farsi più acceso già la prossima settimana.

I DATI SULLE PENSIONI DI INVALIDITÀ

Mentre si discute ancora di età pensionabile e di allargamento dell’Ape social, Carlo Cottarelli riporta l’attenzione sulle pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento. L’ex commissario alla spending review dirige ora l’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica, che ha diffuso alcuni interessanti dati da cui emerge come “l’erogazione di tali prestazioni rifletta ancora logiche clientelari e non le effettive necessità della popolazione”. Cottarelli ha evidenziato come questo fenomeno sia “particolarmente odioso perché, oltre ad accrescere la spesa pubblica, sottrae risorse a chi avrebbe bisogno di maggiore assistenza da parte delle pubbliche amministrazioni”. Il Sir riporta altre dichiarazioni di Cottarelli, accompagnate da alcuni dati dell’Osservatorio. Per esempio, emerge che le prestazioni agli invalidi civili sono numericamente cresciute in maniera piuttosto rapida dal 2014. “Nella media del Paese c’erano 4.670 prestazioni di invalidità ogni 100mila abitanti nel 2014. Il numero è ora salito a 5.051, un aumento dell’8,2%. Stimiamo che la spesa per queste prestazioni sarà di circa 17,8 miliardi nel 2017, oltre 700 milioni in più rispetto al 2014”, ha detto Cottarelli.

Lo studio ha anche fatto emergere che l’incremento delle prestazioni è stato particolarmente forte nelle regioni “che già avevano un numero anomalo di prestazioni di invalidità”, come per esempio la Calabria. Ma dei valori particolarmente alti si sono avuti anche in Sardegna, Sicilia, Puglia e Umbria. Secondo Cottarelli, “per ridurre gli abusi occorrerebbe centralizzare le decisioni di erogazione delle prestazioni di invalidità e i successivi controlli, aumentando i poteri dell’Inps”.

LE RICHIESTE DELL'UGL

Martedì l’Ugl si è mobilitata contro le proposte del Governo sulle pensioni e Armando Valiani, Responsabile del sindacato per il Lazio, ha detto che l’obiettivo, incontrando i cittadini nelle piazze, è stato quello di “far capire ai pensionati, ai lavoratori, alle casalinghe ma soprattutto ai disoccupati giovani e meno che occorre mobilitarsi e fare fronte comune per indurre l’esecutivo nazionale a cambiare le norme previdenziali che, soprattutto oggi, penalizzano i lavoratori e impediscono ai giovani di poter acquisire in futuro un diritto fondamentale come quello della pensione”. NewTuscia.it riporta quelle che sono le richieste dell’Ugl all’esecutivo: bloccare e successivamente eliminare l’innalzamento dei requisiti pensionistici; estendere la flessibilità in uscita; riconoscere il valore universale della maternità e dei lavori di cura; prorogare e ampliare l’Ape social.

ESODATI E OPZIONE DONNA, IL NODO DEL CUMULO

Dalla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social Orietta Armiliato ricorda che ancora il cumulo contributivo gratuito non può essere utilizzato dalle italiane che desiderano accedere al regime sperimentale di pensionamento anticipato introdotto nel 2004. A suo modo di vedere la sperimentazione non potrà quindi dirsi conclusa fino a quando non sarà sanata questa ingiustizia.  “Fino a quando questo non avverrà potremmo sostenere senza tema di smentita da parte di nessuno che lo Stato ha ottemperato solo parzialmente a una sua legge”, scrive Armiliato, aggiungendo che “le donne sono in credito e attendono emendamento alla Legge di Bilancio 2018 affinché questa stortura sia sanata in nome sia della giustizia, sia della buona politica”. Un post che è stato ripreso anche da Elide Alboni, che sulla pagina del Comitato licenziati o cessati senza tutele ha ricordato che l’impossibilità di usare il cumulo gratuito penalizza chi vorrebbe accedere all’ottava salvaguardia degli esodati.

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