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CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: la prossima settimana l'atteso sblocco? (ultime notizie oggi 10 febbraio 2017)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: sta per saltare l'accordo sull'incremento di 85 euro medi lordi? (ultime notizie oggi 10 febbraio 2017)

Immagini di repertorio (LaPresse) Immagini di repertorio (LaPresse)

C'è attesa per il tavolo per il rinnovo dei contratti statali annunciato per la prossima settimana: lunedì 13 febbraio è in programma infatti il confronto tra il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia e i sindacati. Si tratta di un incontro che è stato chiesto più volte negli ultimi giorni dalle parti sociali visto che l'iter per lo sblocco dei contratti statali fermi da sette anni era in una fase di stallo. La trattativa all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, infatti non è ancora partita nonostante lo scorso 30 novembre sia stato firmato l'accordo politico tra governo Renzi e Cgil, Cisl e Uil per 85 euro medi lordi di aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici fermi dal 2009. Dunque la prossima settimana potrebbe essere quella decisiva per il rinnovo dei contratti statali. I sindacati premono affinché il governo Gentiloni rispetti l'intesa politica firmata dal suo predecessore e ne dia attuazione, tanto più che al Ministero della Pubblica Amministrazione è stata confermata Marianna Madia.

Ancora polemiche sul rinnovo dei contratti statali. Negli ultimi giorni la Uil in particolare ha puntato il dito contro le tempistiche - troppo lunghe secondo il sindacato, con le quali il governo sta portando avanti l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. La questione si è intrecciata con quella delle nuove norme proposte dal ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia contro l'assenteismo. A riguardo Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, ha sottolineato che "ancora una volta si utilizzano notizie scandalistiche contro i lavoratori pubblici, infatti, sembra addirittura che la proposta di uniformità di 7 ore della reperibilità sia rivolta a penalizzare i pubblici dipendenti. Invece, udite udite i pubblici dipendenti hanno già questa fascia di 7 ore di reperibilità, quindi, l’uniformità sarebbe rivolta agli altri lavoratori. Infine, si enfatizzano i giorni di presunto assenteismo dei pubblici, in particolare, il venerdì e il lunedì, senza tener conto che questi pagano di tasca propria i giorni di malattia talché presumibilmente avviene l’inverso, ossia che vadano a lavorare anche in non perfette condizioni fisiche per evitare la penalizzazione in busta paga". Il sindacalista ha poi aggiunto che "questo non vuol significare la difesa anche di eventuali abusi. Ci sono le norme e le responsabilità per perseguire chi sbaglia. È ora di finirla di usare il solito refrain ogni volta che si parla di rinnovare i contratti dei pubblici dipendenti".

Dopo mesi di attesa viene finalmente convocato il secondo e forse decisivo tavolo ministero-sindacati sul tema dei contratti statali, della riforma Madia sulla Pubblica Amministrazione e dell’intero rinnovo del comparto statali. Dopo la definizione dello scorso 30 novembre, il Ministro Madia ha deciso di riconvocare alla vigilia del decreto legge in uscita tra qualche giorno per definire, forse in maniera ultimata, la questione statali. Con una nota Palazzo Vidoni convoca tutte le confederazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil: lunedì 13 febbraio si terrà il tavolo tanto atteso di confronto tra il ministero della Pubblica Amministrazione e i sindacati. I temi sono sempre gli stessi: il pubblico impiego, il problema licenziamenti e “furbetti”, il rinnovo dei contratti e l’aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. La riapertura della contrattazione segna finalmente un segnale distensivo dopo lo stallo generato dalla caduta del governo e dalla bocciatura della riforma costituzionale.

E' sempre più infuocato l'iter per il rinnovo dei contratti statali con la trattativa all'Aran che non decolla e i sindacati che rivendicano nei confronti del governo l'intesa siglata lo scorso 30 novembre. Le parti sociali chiedono che i tempi siano accorciati e che si passi al tavolo che deve definire quanto stabilito nell'accordo quadro, cioè un aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici di 85 euro medi lordi. Negli ultimi giorni poi il ministro della ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha annunciato un decalogo per i licenziamenti dei dipendenti pubblici. Contro il decalogo si è scagliata non solo la Uil ma anche l'Ugl. Augusto Ghinelli, segretario confederale dell’Ugl, ha infatti dichiarato che “il decalogo per i licenziamenti suona come una vera e propria beffa ai danni dei lavoratori e dei sindacati firmatari dell’accordo siglato il 30 novembre: ancora una volta, assistiamo all’ennesima “trovata punitiva” per colpa di poche decine di furbetti che, questo Governo, ritiene rappresentanti di tutta la categoria. A tale azione è necessario opporsi con fermezza”. Sulla trattativa per i contratti statali il sindacalista ha aggiunto che “dopo oltre sette anni di vacanza contrattuale l’intero comparto auspicava più che in una punizione al rinnovo di un Ccnl che avrebbe reso finalmente giustizia economica e professionale alla stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori onesti della Pubblica amministrazione”.

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