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Lavoro

Pensioni/ Elsa Fornero difende la sua Riforma: "Ha ridotto il debito!"

Pensioni, Elsa Fornero difende la sua Riforma. Tutte le novità della Riforma oggi 20 febbraio 2017 e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

Tito Boeri (Lapresse)Tito Boeri (Lapresse)

Elsa Fornero è tornata a parlare della sua riforma delle pensioni, evidenziando che “è stata l’unica cosa che ha ridotto il debito pubblico”. L’ex ministro del Lavoro, parlando a un convegno a Udine, ha anche spiegato che “quando ho potuto parlare con le persone a tu per tu, magari non erano più felici, ma capivano”. Parole che sicuramente faranno discutere. Come quelle che ha pronunciato, secondo quanto riporta Repubblica, riguardo all’Europa: “Diffidate da chi ve ne parla male. Perché la nostra salvezza sta nella miglior integrazione in Europa. Proviamo a vedere che cosa l'Europa può fare in più, lavoriamo su questo, ma non proviamo ad abbandonarla”. Questo perché “è facile dire che l'Europa ci ha imposto l'austerità. Ma il debito non l'ha fatto l'Europa, il nostro debito è tutta opera nostra”.

Sulla riforma Pensioni le prossime novità non saranno da attendere tra molto: martedì ci sarà il nuovo e decisivo vertice tra governo e sindacati per fare il punto sull’Anticipo Pensionistico nelle tre fondamentali versioni, Ape volontaria, sociale e aziendale. A quel punto, l’obiettivo delle parti sociali è quello far partire la campagna sulle tutele per i giovani che andranno a ricadere nel sistema contributivo negli anni a venire. Ma per quanto riguarda l’Ape, le ultime novità dovranno riguardare  i requisiti di accesso alle misure in questione e sulle modalità di conseguimento dei benefici con i vari Ape. I decreti sono attesi entro il 2 marzo (entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio) e dovranno risolvere molte delle questioni aperte. Per questo motivo la giornata di domani sarà decisiva per vedere come le due “fazioni” preparano l’incontro che probabilmente risolverà tutti gli ultimi oscuri sull’Anticipo Pensionistico in direzione della riforma ultimata delle pensioni.

Non sono poche le italiane che hanno sperato e sperano ancora in una riforma delle pensioni che contenga una proroga di Opzione donna. Walter Rizzetto, attraverso la sua pagina Facebook, ha fatto sapere di aver depositato due emendamenti al decreto milleproroghe, approdato alla Camera dopo l’approvazione con fiducia al Senato, su questa materia. “Il primo amplia l'estensione della misura al 2017. Il secondo amplia l'estensione della misura al 2018”. Il vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio ha detto di confidare in un’ampia convergenza parlamentare sui suoi emendamenti, anche perché Opzione donna consente un risparmio per le casse pubbliche nel lungo periodo. “Spero, ancora, che #opzionedonna possa diventare strutturale e possa comprendere, in un futuro, anche i maschi che, rinnovo, volontariamente, vorranno uscire dal mercato del lavoro”, ha aggiunto.

Stando ai dati Inps rielaborati dal monitoraggio dei flussi di pensionamento, si scopre come la riforma delle pensioni nelle prossime settimane dovrà “registrare” valori non proprio incoraggianti riferiti allo scorso anno. Crolla il numero di nuovi pensionati nel 2016: dai 570.002 del 2015 si scende a quota 443.477 dello scorso anno, con un calo del 22,2%. Ma soprattutto, gli assegni restano inchiodati a 987 euro, portando degli effetti benefici alle casse del sistema previdenziale. Sono però benefici per l’intero sistema previdenziale, anche se per i diretti pensionati la busta delle pensioni non vede un significativo aumento come si poteva sperare; nel dossier Inps si ricorda che il 2015 è stato ‘«un anno di staticità di tutti i requisiti’». Mentre nel 2016 «sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono aumentati di 4 mesi».

Una riforma fiscale che si “lega” a quella delle pensioni in corso di discussione in questi ultimi mesi. Nella legge di stabilità approvata nelle scorse settimane, è inserita la riforma fiscale che incentiva le iniziativa della contrattazione di secondo livello del welfare aziendale. Come riporta Pensioni oggi, «Detassazione piena per le somme erogate dal datore di lavoro al dipendente per assistere i familiari an­ziani o non autosufficienti». Come viene sottolineato anche nell’ultimo report dell’Inps, tra le prestazioni agevolate il comma 190 dell'articolo 1 della legge 208/2015 modificando il comma 2 dell'articolo 51 del Tuir ha «incluso anche le somme o le prestazioni corrisposte ai lavoratori per ser­vizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti. In base alla nuova norma, non concorrono, in particolare, a formare il reddito di lavoro dipendente “le som­me e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti”».

Nell’ultima settimana il dibattito previdenziale sembra essersi spostato dalla riforma delle pensioni per concentrarsi sulla sostenibilità dei conti dell’Inps. E Tito Boeri ha voluto rassicurare gli italiani, dicendo che il sistema pensionistico italiano “è sostenibile” e persino “gli altri paesi ci vorrebbero copiare”. Il Presidente dell’Inps non ha comunque rinunciato a evidenziare come “troppo spesso si è intervenuti guardando solo ai costi dell'immediato e non alle conseguenze di lungo periodo, che sono poi quelle che interessano ai giovani”. E non a caso ha fatto riferimento poi alle baby pensioni, ricordando che “in origine ebbero un impatto sul bilancio pubblico praticamente irrisorio: eppure ci hanno lasciato in eredità un peso molto molto forte, determinando gran parte del debito pubblico”. Non è la prima volta che Boeri mette nel mirino le baby pensioni. In passato era arrivato anche a ipotizzare che tutti gli assegni pensionistici in essere venissero ricalcolati secondo il sistema contributivo pieno. Ovviamente le baby pensioni avrebbero subito una decurtazione importante, dato che di fatto hanno consentito ad alcuni lavoratori di accedere alla pensione dopo pochi anni di anzianità contributiva, con un criterio, però, ancora retributivo. A proposito del problema dei giovani, il Presidente dell’Inps ha poi voluto puntare il dito contro il sistema educativo non adeguato alle sfide che il mercato del lavoro pone. Ma ha anche evidenziato come spesso si tenga un atteggiamento sbagliato nel scegliere l’università. Solitamente le dichiarazioni di Boeri non passano inosservate e probabilmente anche questa volta finiranno per scatenare qualche reazione.

Il decreto milleproroghe prosegue il suo iter parlamentare e martedì prossimo Governo e sindacati riprenderanno il confronto sulla riforma delle pensioni. Su questi due temi, Orietta Armiliato, impegnata con il Comitato Opzione donna social, ha voluto fare un po’ di chiarezza, forse perché si stanno riponendo un po’ troppe speranze sulle decisioni che potrebbero essere prese. A proposito del milleproroghe, la Armiliato spiega che “non ci sarà nessuna novità sul tema pensione Opzione donna”, anche perché non ci sono fondi da allocare o da poter rilasciare per un’eventuale proroga. Per quel che riguarda invece l’incontro del 21 febbraio, “il confronto si aprirà con la condivisione e la discussione dei decreti attuativi relativi alle misure inserite in LdB 2017 che necessitano per la loro attuazione di procedure tecnico/operative e proseguirà nei prossimi mesi sulla base dell'accordo siglato lo scorso 28 settembre 2016”. In particolare, la Armiliato ricorda che si parlerà di una possibile riforma pensioni del sistema di calcolo contributivo delle pensioni, così da renderlo più equo e flessibile, anche per affrontare il tema dell’adeguatezza degli assegni per i lavoratori più giovani, con redditi bassi e discontinui. Inoltre, si cercherà di favorire lo sviluppo della previdenza complementare. Altri possibili interventi riguardano il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita: potrebbe essere differenziato a seconda dell’attività svolta. Infine, si parlerà della rivalutazione delle pensioni, sia per rivederne il meccanismo che per studiare la possibilità di collegarla a un indice diverso da quello dell’andamento dell’inflazione.

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