BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

PIL E LAVORO/ I "fagioli magici" che illudono l'Italia

Export e Pil hanno fatto registrare buone performance in Italia. Eppure non migliora allo stesso modo la situazione occupazionale del Paese. Il commento di GERARDO LARGHI

LapresseLapresse

Alzi la mano chi di noi non si è mai entusiasmato di fronte all’incredibile capacità di crescita dei cinque fagioli magici della famosa favola anglosassone di Giacomino. Nessuno di voi? Beh, io si: mi sono sempre chiesto come facevano, ma mi sono anche sempre detto che essi erano la dimostrazione che sperare nella realizzazione di una cosa impossibile poteva portare solo qualche guaio. Insieme magari anche a qualche piacere, come nel mitico racconto per bambini, ma comunque mai senza guai. Oppure pensate a un discorso simile: “Cresce, sì cresce. Invece diminuisce. Ma guardate che alla fin fine è sempre uguale a se stessa”. Ecco se ci capitasse di essere di fronte a una pianta e ascoltare pareri tanto diversi tra loro riguardo allo sviluppo della suddetta, presumibilmente ne desumeremmo che coloro che esprimono pensieri così poco congruenti riguardo a un unico e medesimo oggetto devono essere facilmente influenzabili, o addirittura che i loro pensieri rispondono non a uno sguardo sulla realtà, bensì a un loro personalissimo desiderio.

Ora veniamo all’economia italiana. La scorsa settimana alte grida di compiacimento hanno accompagnato la diffusione dei dati, invero per nulla spiacevoli, relativi allo sviluppo del Pil e dell’export nostrani. insieme a esse, però, altrettante querule voci hanno accostato a quei dati positivi la triste sorte, la drammatica agonia di complessi produttivi o di gloriose industrie, come Almaviva, o come il nostro sistema bancario, antico tanto quanto scosso dalle fondamenta. O pensiamo ad Alitalia.

Insomma, i fagioli di cui sopra, la pianta di cui sopra, che corrispondono metaforicamente alla realtà economica italiana cresce, è ferma o addirittura sta rinsecchendo? Esiste, cioè, crescita vera quando la disoccupazione è ancora in doppia cifra? Esiste un’economia che si sviluppi senza crescita del numero complessivo di posti di lavoro? Esistono i fagioli magici? Forse, forse…, essi esistono per davvero: forse qualcuno crede davvero che con una singola mossa, o con poche strategiche mosse, in una sola notte cresceranno cinque piante altissime, la cui cima si perde tra le nuvole, che ci porteranno in un’altra terra, in un altro mondo, ove due orchi saranno a guardia di un paradiso di cibo e benessere.

Non c’è invece crescita istantanea, nell’economia reale, che non nasca da una somma di fattori, così come non esiste una pianta sana che possa produrre fiori o frutti in un battibaleno: come il contadino sa, per avere un raccolto buono e sano occorrono fatica, tempo, cura e tanta tanta sapienza. Così nell’economia reale quotidiana occorre immettere per tempo, per un tempo lungo ma non eterno, provvedimenti che liberino il campo dalle erbacce (cioè dalle pastoie della burocrazia che soffocano lo sviluppo delle imprese), che raddrizzino le pianticelle gracili (e dunque che sostengano le industrie in cerca di credito, che mettano a disposizione energia a costo adeguato, che facilitino scambi commerciali e trasporti, formazione di manodopera e sviluppo sul prodotto), che ingrassino il terreno in cui esse affondano le radici (e cioè politiche che allarghino gli orizzonti del nostro sistema produttivo; accordi che puntino sulla produttività e il lavoro).

Solo così, solo con lunghi mesi di cura e fatica, le pianticelle cresceranno, si svilupperanno, daranno frutti e quindi posti di lavoro. Certo, tutti possiamo illuderci che con gli Ohm potremo saltare qualche step, con le serre intensive potremo fare meno fatica, avere meno problemi, ma si tratta di scorciatoie, dense di pericoli e piene di sorprese: non illudiamoci, perché i posti di lavoro nascono solo dal lavoro e non dai miracoli della natura. Il lavoro non si crea né per decreto, né con scambi magici. Queste sono fantasie degne delle fiabe, ma che non allignano nella realtà.