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Lavoro

PENSIONI 2017/ Ape e Quota 41, i lavoratori precoci scendono in piazza? (ultime notizie)

Pensioni 2017: Riforma, Decreto Mllleproroghe: cosa cambia per Lavoratori precoci, Ape, Opzione donna? Tutte le novità e le ultime notizie di oggi sui principali temi previdenziali

Pensioni e Riforma pensioni, Giuliano Poletti protagonista (Lapresse)Pensioni e Riforma pensioni, Giuliano Poletti protagonista (Lapresse)

Ivan Pedretti ha scritto un post sulla sua pagina Facebook per invitare i sindacati dei lavoratori e dei pensionati a scendere in piazza. “Penso che sia arrivato il momento di dare vita ad una grande mobilitazione sindacale dei lavoratori e dei pensionati perché i nostri referendum su voucher e appalti trovino una risposta. Così come servono risposte anche sulle pensioni, sul fisco e sulla sanità. C'è davvero bisogno di ritrovarsi tutti insieme in piazza per raggiungere questi obiettivi e perché la politica non resti sorda e immobile ancora una volta ma sia obbligata a trovare delle soluzioni”, ha scritto il Segretario generale dello Spi-Cgil. Il suo post ha ricevuto dei commenti, anche da parte di lavoratori precoci, che hanno fatto sapere che per far sì che venga approvata una riforma delle pensioni con Quota 41 loro sono pronti a manifestare subito.

Sulla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” si può leggere il testo di un messaggio che uno dei lavoratori precoci ha inviato a Giuliano Poletti, che a quanto pare ha chiuso le porte a una rivisitazione dell’Ape e della Quota 41, per ora limitata a poche categorie di lavoratori, come stabilito con la riforma delle pensioni contenuta nella Legge di stabilità. Andrea Detto Il Toscano ricorda al ministro del Lavoro che l’Anticipo pensionistico rischia di trasformarsi in un flop come lo è stato il part-time agevolato, dato che potrebbe costare davvero molto a chi vi vorrà farvi riscorso. E gli lancia la provocazione di varare un taglio del 3% a tutte le pensioni, salvo quelle sociali, per finanziare un vero anticipo pensionistico conveniente e la Quota 41 per tutti. Sapendo che Poletti non farà mai questo, il lavoratore precoce lo invita quindi a dimettersi, anche perché dopo le prossime elezioni resterà senza posto.

Il Governo giovedì ha varato degli interventi che riguardano anche i corpi dello Stato. Tuttavia non sembra essere stata accolta la richiesta di Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, che proprio pochi giorni fa aveva manifestato a Roma per chiedere un trattamento uguale a quello degli altri corpi. Il Segretario generale Antonio Brizzi ha infatti evidenziato che nonostante gli annunci,  “i Vigili del fuoco continuano a restare il corpo dello Stato peggio trattato, sia per il fatto che i fondi messi a disposizione dal governo sono ampiamente insufficienti per l’equiparazione delle retribuzioni e delle pensioni con gli altri Corpi e sia per il fatto che il ministero dell’Interno, sulla spinta dei sindacati che hanno iscritti in tutte le categorie di lavoratori, ha destinato al personale impiegatizio del corpo aumenti superiori al resto del pubblico impiego utilizzando parte di quei fondi”. Conapo torna quindi a chiedere che ai Vigili del fuoco sia riservato lo stesso trattamento degli altri corpi dello Stato.

C’è un po’ di delusione e di amarezza tra i lavoratori precoci. Ma non perché la lotta per una riforma delle pensioni che comprenda Quota 41 non abbia ancora portato al risultato sperato. Bensì perché nella trasmissione Mi Manda Rai 3 trasmessa ieri non è stato dato abbastanza spazio a chi li rappresentava. Per questo tra i membri del gruppo Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” c’è chi ha deciso di scrivere alla redazione del programma condotto da Salvo Sottile per esprimere il proprio disappunto. Accompagnato dalla richiesta di avere l’occasione di un nuovo e più ampio spazio durante la trasmissione per far comprendere agli italiani le ragioni per cui è importante l’approvazione di Quota 41.

Se n’era parlato già in Friuli-Venezia Giulia, ma ora anche dalla Liguria arrivano notizie che dovrebbero convincere il mondo politico a una riforma delle pensioni che eviti dei danni alle casse dell’erario. Infatti, la Procura di Savona ha scoperto che diversi stranieri over 65 indigenti venivano in Italia per percepire la pensione sociale, salvo poi ritornare in patria mantenendo il beneficio ottenuto. Il Secolo XIX spiega che gli indagati sono circa 40 e che ognuno di loro incassava dai 400 ai 700 euro mensili. Si tratta di persone provenienti da Albania, Ucraina, Marocco Portogallo e persino dalla Germania. Si stima che abbiano causato negli ultimi due anni un danno di almeno 300.000 euro. In caso di condanna, potrebbero dover scontare una pena che va da sei mesi ai tre anni. Di certo a qualcuno non dispiacerebbe che i soldi indebitamente percepiti venissero fatti restituire.

Il confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni è stata un’occasione utile per fare il punto sui decreti attuativi che dovranno consentire all’Ape di partire il 1° maggio come previsto. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, l’esecutivo ha già dato il via al confronto con Abi e Ania ed entro fine mese dovrebbe essere stipulato un protocollo d’intesa, di modo che si possano definire i dettagli per il prestito bancario e l’assicurazione in caso di premorienza del pensionando/pensionato. Il primo decreto attuativo che verrà emanato dal Governo dovrebbe contenere, secondo il quotidiano di Confindustria, l’indicazione sull’incidenza del rateo di rimborso per ogni anno di anticipo pensionistico, cominciando quindi a dare un’idea del costo dell’Ape, su cui diverse ipotesi sono state fatto. Con il secondo decreto, invece, verrà affrontato il tema dell’Ape social, mentre i lavoratori precoci sarà oggetto del terzo provvedimento. In questi ultimi due casi, l’attenzione è concentrata sulla definizione delle platee che avranno accesso alla pensione anticipata senza alcun tipo di penalizzazione. Il Sole 24 Ore ricorda anche che entro il 1° marzo dovrà essere presentato un decreto interministeriale (Economia e Lavoro) relativo al pensionamento per chi svolge lavori usuranti. Insomma, il Governo nei prossimi giorni dovrà quindi emanare diversi provvedimenti che saranno poi oggetto di attenzione mediatica e approfondito studio. Non sono infatti pochi gli italiani che dalla fine dell’anno scorso stanno cercando di capire se potranno andare in pensione anticipata e a quale prezzo. L’attesa, a quanto pare, non durerà ancora molto.

La riforma delle pensioni può influire sulla durata del Governo Gentiloni. Per Maurizio Landini, l’importante è vedere cosa farà l’esecutivo. Intervistato da Il Manifesto, il Segretario generale della Fiom ha infatti detto: “Il mio problema non è la durata, ma cosa fa. Se volesse potrebbe fare una legge che cancelli i voucher e una nuova normativa sulla responsabilità solidale negli appalti. C’è il problema delle pensioni, di far ripartire gli investimenti. E a fine anno si riapre la discussione sul Fiscal compact: dobbiamo ripensare quei vincoli che ci hanno addirittura portato a inserire il pareggio di bilancio in Costituzione, riuscire a scorporare dal conteggio del deficit gli investimenti. Un altro nodo è il reddito di dignità”.

Roberto Ghiselli ha voluto dare dei dettagli in più sull’incontro tra Governo e sindacati a proposito della riforma delle pensioni. In particolare, il Segretario confederale della Cgil, parlando ai microfoni di RadioArticolo 1, ha spiegato che il 1° marzo le parti parleranno di Ape social e della platea di persone che potranno accedervi: un tema importante, perché “quando si parla di lavoratori edili, di addetti ad attività di facchinaggio e movimentazione merci, d’infermieri, di conduttori e personale viaggiante di treni, di lavori d’igiene ambientale, di lavoratori che accudiscono persone non autosufficienti, secondo noi, vanno tutti inclusi nelle nuove norme”, ha detto il sindacalista. Ghiselli ha anche sottolineato l’importanza di individuare provvedimenti per aiutare i giovani, poiché “abbiamo ipotizzato che dopo 41 anni di attività, un lavoratore pagato sempre e solo con i voucher produrrebbe una ricaduta pari a zero sul piano previdenziale, con un assegno maturato di 200 euro al mese”.

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