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Lavoro

Contratti statali / Aumento stipendi dipendenti pubblici: rinnovo, Ichino “Riforma Madia più ombre che luci” (oggi, 27 febbraio 2017)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: stagione di rinnovi al via per marzo, la promessa della ministra PA Marianna Madia. Problemi su malattie lavoratori

Marianna Madia, Ministro PA (LaPresse)Marianna Madia, Ministro PA (LaPresse)

Ha voluto rispondere con franchezza al Sole 24 Ore sul sistema degli statali, sul rinnovo dei contratti e soprattutto sul problema del licenziamento della Pubblica Amministrazione. «L'arrivo di un tetto di 24 mesi ai risarcimenti per i licenziamenti illegittimi dei dipendenti pubblici è una novità importante che guarda anche al bilancio delle pubbliche amministrazioni; ma il governo poteva essere più coraggioso nell'armonizzazione completa con il diritto del lavoro privato: L'apertura al contratto a tutele crescenti avrebbe infatti consentito un facile assorbimento di gran parte del mezzo milione di co.co.co. e lavoratori a termine oggi presenti nella Pa». Si attendono ancora le sistemazioni della Riforma Madia, oppure per il senatore Pd e ordinario di Diritto del Lavoro, il nuovo articolo 18 del decreto sugli Statali poteva essere decisamente meglio. «Al ministero della Funzione pubblica, dopo avere sostenuto per due anni che la nuova disciplina dei licenziamenti non si applicava nel settore pubblico, si sono resi conto che non è così: senza una disciplina speciale la riforma del 2012 completata nel 2015 si applica anche ai nuovi assunti nelle amministrazioni».

I due nodi più importanti dello sblocco sui contratti statali sono sempre i medesimi: il merito e il salario accessorio, con l’idea del ministro Madia di portare la quota stipendio legata al merito al 50% (ora al 30%). Come riporta l’Ansa, la quota più bassa appartiene proprio alla scuola, dove il salario accessorio costituisce solo il 12% dell’intero stipendio. Seguon o poi le regioni e gli enti locali con il 18%, la sanità con il 22% e i ministeri con il 23%. Si sale poi con il 32% delle agenzie fiscali fino al 47%, il massimo, per i lavoratori nella presidenza del consiglio; ora tutti i testi e le proposte sono sul tavolo della Pubblica Amministrazione con la Madia che delega di nuovo all’arai tutte le normative e lo sblocco nelle trattative con i sindacati; dopo aver portato a casa la riforma PA, ora il “nuovo” punto da sfondare sono i contratti dei dipendenti statali, un tempo ancora purtroppo non così breve..

Mancano ormai due giorni al mese di marzo e per il rinnovo dei contratti statali ancora non si vedono del tutto chiarite le prossime tappe, che comunque dovranno essere molto urgenti, come riferito dalla stessa ministra della PA, Marianna Madia, dopo l’incardinamento della Riforma sul Pubblico Impiego. Ora, secondo quanto apprende l'AdnKronos da fonti ministeriali, la stagione contrattuale per i 3,2 milioni di dipendenti pubblici dovrebbe essere riavviata nel mese di marzo, come a fine febbraio era stato fissato il termine per i decreti su licenziamento e Testo Unico PA. Lo sblocco dei contratti fermi da 7 anni è una partita che, in termini di cifre, si gioca su un aumento medio lordo di 85 euro al mese, come stabilito dall'accordo firmato il 30 novembre tra Madia e Cgil Cisl e Uil il 30 novembre. Ma le trattative saranno complesse perché le risorse scarseggiano, come ha sottolineato la Maida stessa ieri precisando che "manca un altro stanziamento che faremo nella prossima legge di bilancio”. Atteso entro pochi giorni il via libera dal Dpcm che deve ancora spacchettare le risorse del Fondo Contratti Statali della Manovra di Bilancio di questo anno, che ricordiamo ha stanziato 1,9 miliardi per il 2017 e 2,6 miliardi per il 2018.

Gli ultimi dati Cgia sui dipendenti statali, mentre si sta ancora discutendo sul rinnovo dei contratti e l’aumento degli stipendi, mettono in imbarazzo l’intera categoria. Secondo quanto riporta la Cgia con i dati Inps, «Le assenze per motivi di salute nel pubblico impiego registrate nel 2015 hanno interessato il 57% di tutti gli occupati (poco più di 1 dipendente su 2). Nel settore privato, invece, la quota si è fermata al 38% (più di 1 dipendente su 3)». La durata media dunque dell’assenza per malattia dei dipendenti statali è leggermente superiore al privato, circa 18,4 giorni contro i 17,6 degli autonomi; sempre stando ai dati Cgia, si scopre anche come gli eventi di malattia per classe di durata presentano uno scostamento "sospetto" nel primo giorno di assenza. «Se nel pubblico costituiscono il 25,7% delle assenze totali, nel privato sono il 12,1%. Quelle da 2 a 3 giorni, invece, si avvicinano (32,1% del totale nel privato e 36,5% nel pubblico), mentre tra i 4 e i 5 giorni di assenza avviene il "sorpasso": 23,4% nel privato contro il 18,2% del pubblico», si legge sul report di TgCom 24.

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