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RIFORMA PENSIONI/ Novità 2017: l'Inps abbassa di 30 euro le pensioni minime

Riforma pensioni novità 2017, oggi 3 febbraio: le parole di Poletti sulle pensioni per i giovani. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi riguardanti le pensioni

Giuliano Poletti (Lapresse) Giuliano Poletti (Lapresse)

Nel dibattito sulla riforma delle pensioni è un tema che non viene affrontato mai, ma sulla vita di alcuni pensionati incide non poco. Infatti, spesso l’Inps eroga meno di quanto dovuto. Il Messaggero Veneto, nella sua edizione di Udine, stima che nel solo Friuli più di 131.000 persone potrebbero in effetti ricevere un assegno più basso di quanto spetterebbe loro. Questo anche per  via del fatto che l’Inps non invia più a casa il modello Obis M, ovvero il “cedolino” delle pensionii, e le integrazioni al minimo e alcuni adeguamenti per diversi pensionati rischiano di saltare. A quanto pare “si tratta soprattutto di assegni familiari e quattordicesime mensilità non conteggiate”. Grazie al lavoro dei patronati c’è già chi è riuscito a recuperare quanto gli sarebbe spettato. In alcuni casi nelle pensioni mancano circa 20-30 euro: per un importo complessivo intorno ai 1.000 euro non si tratta di una cifra di poco conto.

Maurizio Petriccioli è soddisfatto della conferma dell’arrivo dei decreti attuativi sull’Ape nei tempi previsti, di modo che la riforma delle pensioni non subisca rallentamenti. Una conferma che è arrivata ieri da Giuliano Poletti, nel corso della sua audizione alla commissione Lavoro della Camera. Per il Segretario confederale della Cgil, “ora è necessario che il Governo convochi il sindacato per verificare la piena attuazione della fase uno dell’intesa Governo-Sindacati del 28 settembre che deve trovare nei Dpcm e nelle circolari dell’Inps una completa realizzazione e per avviare il confronto sui punti individuati nella 'fase due', la cui implementazione resta essenziale per migliorare l’equità del sistema pensionistico e per rispondere ai bisogni previdenziali delle giovani generazioni”. Secondo quanto ha detto il ministro del Lavoro, il confronto dovrebbe essere presto avviato.

Giuliano Poletti ha escluso nuovi interventi sulla riforma delle pensioni, ma questo non chiude totalmente la porta sugli interventi previdenziali che il Governo intende prendere. Il ministro del Lavoro ha infatti detto, durante l’audizione alla commissione Lavoro del Senato tenutasi ieri, che l’esecutivo intende “trovare forme di flessibilità per la possibilità che i giovani ricevano una pensione decorosa”. Di fatto, quindi, Poletti rilancia la “fase due” del confronto aperto alla fine dello scorso anno con i sindacati, in particolare perché l’entrata tardiva nel mondo del lavoro e le carriere contraddistinte oggi dalla discontinua possono portare a situazioni contributive non facili per i giovani. Resta da capire concretamente quali interventi verranno presi per riuscire a contrastare la futura povertà a cui molte persone rischiano di andare incontro una volta che andranno in pensione e si troveranno con assegni di importo piuttosto esiguo. Non resta che attendere la riapertura del tavolo Governo-sindacati sul tema.

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