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RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017/ Cazzola difende la Legge Fornero (ultime notizie live e news oggi 3 febbraio)

Riforma pensioni novità 2017, oggi 3 febbraio: il commento di Leonardi alle proposte di Boeri. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi delle pensioni

Tito Boeri (Lapresse) Tito Boeri (Lapresse)

La riforma delle pensioni di Elsa Fornero ha contributo ad aumentare la disoccupazione giovanile. Ne sono convinti in tanti. E anche Maurizio Landini, durante l’ultima puntata della trasmissione diMartedì, ha ricordato come l’aver alzato l’età pensionabile abbia contribuito a ridurre le prospettive lavorative dei giovani. Giuliano Cazzola, anch’egli ospite di Giovanni Floris, ha però voluto replicare al Segretario generale della Fiom, dicendo che la sua tesi è smentita dalla letteratura previdenziale. L’ex deputato ha in particolare ricordato che dagli studi dell’Inps risulta che per ogni 5 persone rimaste al lavoro, è stato perso un solo posto per i giovani. Cazzola ha quindi detto che facendo dei rapidi calcoli si può dire che i posti che non sono andati ai giovani sono circa 47.000, una cifra non così rilevante. Anche perché, ha ricordato, “non mi pare che prima si andasse in pensione a 50 anni”.

Il tema delle pensioni che il Venezuela non paga ai suoi cittadini torna a farsi caldo e Fabio Porta ha deciso di presentare un’interrogazione a risposta scritta al ministero degli Affari esteri, chiedendo che intervenga per risolvere questa situazione, che non riguarda solamente i cittadini venezuelani residenti in Italia, ma anche cittadini italiani che, dopo essere emigrati nel Paese sudamericano e avervi lavorato, hanno fatto ritorno nel loro Paese. Il deputato del Partito democratico eletto nella circoscrizione America meridionale ricorda che la Convenzione di sicurezza sociale stipulata tra il Venezuela e l’Italia nel 1988, e ancora in vigore, sancisce che “le prestazioni in denaro dovute da uno Stato contraente saranno corrisposte integralmente e senza alcuna limitazione ai titolari che risiedono nel territorio dell’altro Stato contraente o in uno Stato terzo”. Porta chiede anche di valutare l’opportunità di integrare la pensione di queste persone per garantir loro un reddito minimo.

Marco Leonardi sarà la persona che seguirà, succedendo a Tommaso Nannicini, la riforma delle pensioni per conto del Governo. Dunque è sicuramente interessante andare a vedere quel che scrive in un suo intervento su Lavoce.info nel quale commenta le recenti dichiarazioni di Tito Beori sull’aumento del debito implicito dovuto alle misure previdenziali approvate con la Legge di stabilità. Leonardi ha sommato le spese previste nei prossimi 10 anni per l’Ape volontaria, l’Ape sociale e la Quota 41 per alcuni lavoratori precoci, mettendole a confronto con le spese previste dalla proposta dell’Inps “non per cassa ma per equità”, che Boeri aveva presentato nei mesi precedenti la manovra finanziaria. “In una qualunque delle sue formulazioni, quest’ultima implica spese maggiori nei primi dieci anni rispetto alle misure della legge di bilancio”, scrive Leonardi. Che poi aggiunge che anche sommando tutte le altre spese del capitolo pensioni, compresi gli 800 milioni annui per l’aumento della quattordicesima, “il totale di spesa previsto in legge di bilancio risulta inferiore”. “La riforma delle pensioni di Boeri risparmia su un orizzonte di trenta anni o più”, spiega quindi Leonardi, aggiungendo però che “il problema del concetto di debito implicito è che non è credibile che la riforma ‘non per cassa ma per equità’ ripagherà i costi dopo il 2030”.

Il consigliere economico di palazzo Chigi spiega anche che la proposta di Boeri e la Legge di bilancio hanno un “segno diverso” anche nella redistribuzione tra pensionati della stessa generazione e in conclusione del suo intervento preannuncia che entrambe verranno analizzate “in una nota tecnica a cura del nucleo di valutazione della politica economica della presidenza del Consiglio”.

C’è grande attesa per ascoltare le parole di Giuliano Poletti sulla riforma delle pensioni. Il ministro del Lavoro è infatti atteso a breve in un’audizione alla commissione Lavoro del Senato, proprio per parlare di previdenza. È noto che la commissione non è totalmente soddisfatta degli interventi che sono stati approvati con la Legge di stabilità e alcuni membri hanno chiesto di poter apportare dei correttivi. Anche coloro che siedono nella commissione Lavoro della Camera, come Cesare Damiano, hanno proposto delle modifiche, che potrebbero arrivare mediante il decreto milleproroghe, che ancora deve compiere il suo iter parlamentare, oppure tramite i decreti attuativi che il Governo deve emanare per poter dare il via all’Ape a partire dal mese di maggio. Vedremo cosa dirà Poletti, che ha anche già assicurato ai sindacati che provvederà a riaprire il confronto per avviare la “fase due” del negoziato iniziato lo scorso anno.

Le parole di Renzi sui vitalizi dei parlamentari non sono affatto piaciute a Laura Boldrini. La Presidente della Camera in una nota ha infatti scritto: “Lasciar intendere che la maturazione dell’eventuale pensione possa essere il criterio-guida in base al quale i deputati decideranno sulla conclusione della legislatura rischia di contribuire alla delegittimazione del Parlamento”. Per la Boldrini si fa torto ai parlamentari, compresi i deputati, che fanno un serio lavoro quotidiano. A suo modo di vedere “nulla vieta che si possa nuovamente agire, dopo la riforma del 2012, anche sulle pensioni dei parlamentari. Se lo ritengono, compete alle forze politiche, a partire da quelle più consistenti, attivarsi al riguardo. Sarebbe questo l’unico modo efficace e responsabile di affrontare il tema”. Vedremo quindi se dopo questa polemica scoppiata ancora una volta sui vitalizi si arriverà a un’altra riforma delle pensioni per i politici.

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COMMENTI
03/02/2017 - Ma siamo matti? (Michele Ballarini)

Io dovrò lavorare quasi 45 anni per poter andare in pensione anticipata(sic: anticipo di un anno rispetto a quella di vecchiaia), pur dopo aver versato una montagna di contributi e in condizioni di salute non certo ottimali (protesi alle anche e aortopatia conclamata/aneurisma) che però, nel Paese di m.da che siamo diventati, non mi dà diritto a nemmeno un minimo sconto sull'età pensionabile. E DOVREI PAGARE LE PENSIONI AI CITTADINI VENEZUELANI?