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Riforma pensioni 2017 / Precoci, Ape, Opzione donna: cosa pensa Damiano? (ultime notizie live e news oggi 8febbraio)

Riforma pensioni novità 2017: Ape social e lavoratori precoci, Cgil chiede un confronto. Estensione di Opzione donna? Le novità e le ultime notizie di oggi 8 febbraio sulle pensioni

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Per meglio gestire le misure previste dalla riforma delle pensioni, in particolare l’Ape social e gli interventi a favore dei lavoratori precoci, occorre riaprire il confronto tra Governo e sindacati. Se ne dice convinto Roberto Ghiselli, secondo cui si eviterebbero in questo modo “altri interventi sbagliati o poco efficaci, come per esempio quelli sul part-time agevolato”. In questo senso, secondo il Segretario confederale della Cgil, l’Ape volontario potrebbe essere un nuovo flop, visto che “non saranno tanti i lavoratori disposti ad indebitarsi con un mutuo oneroso per poter anticipare l'età di pensione”. Ghiselli evidenzia poi che i decreti attuativi in arrivo entro la fine del mese “dovranno consentire l'individuazione puntuale della platea a cui rivolgere gli interventi e fissare delle procedure semplici che permettano un agevole accesso alle prestazioni da parte dei lavoratori, senza slittamenti nella decorrenza rispetto al previsto mese di maggio”.

Di fatto quindi la Cgil torna a mostrare il suo scetticismo sull’Ape volontario e a chiedere delle modifiche per l’Ape social. Resta da vedere se il Governo sarà disposto a rivedere questa misura di pensionamento anticipato. Non è ben chiaro, invece, cosa la Cgil voglia ottenere riguardo le misure sui lavoratori precoci. Non sembra infatti possibile, almeno per quel che l’esecutivo ha lasciato intendere finora, approvare la Quota 41 per tutti. Al più si potrebbe quindi ampliare la platea dei potenziali beneficiari di questa misura. Ghiselli ha poi anche chiesto al Governo di avviare la cosiddetta fase due “per affrontare anche il tema della pensione di garanzia per i giovani e per i lavori poveri o discontinui, la flessibilità in uscita tenendo conto della diversa aspettativa di vita, una diversa rivalutazione delle pensioni in essere”.

Buone notizie per le italiane che sperano in una riforma delle pensioni che porti a una proroga di Opzione donna. Renata Polverini, infatti, ha rilasciato delle dichiarazioni importanti sul tema, soprattutto perché suffragate da alcuni numeri. Nello specifico quelli dell’Inps sull’utilizzo di questa forma di pensionamento anticipato, che sono al di sotto delle previsioni. Questo significa quindi che dovrebbero esservi dei risparmi rispetto alle risorse stanziate. “La disaggregazione dei dati rappresenta un elemento importante proprio in vista di una eventuale proroga dell'Opzione donna”, ha detto la vicepresidente della commissione Lavoro della Camera, che ha anche aggiunto che “se i numeri registrati dall'Inps dovessero rimanere inferiori alle previsioni non vedo perché continui a essere difficoltoso garantire un'estensione del regime o addirittura far diventare la misura strutturale”.

Per Cesare Damiano è importante che Governo e sindacati riprendano il confronto che ha dato vita alla riforma delle pensioni alla fine dello scorso anno.  “La trascrizione di quell’accordo nella legge di Bilancio è avvenuta positivamente e con il coinvolgimento del Parlamento, in particolare della Commissione Lavoro della Camera, e di Cgil, Cisl e Uil”, ha ricordato l’ex ministro del Lavoro. Secondo cui ora “si tratta di affrontare il passaggio delicato dei Decreti, al fine di far decollare l’Anticipo Pensionistico (Ape) insieme agli altri provvedimenti previdenziali, a partire dal prossimo mese di maggio”. Per Damiano il confronto tra Governo e sindacati è poi importante perché potrà consentire di affrontare la “fase 2” dell’accordo di fine 2016, che comprende punti importanti per il futuro pensionistico dell’Italia, come “la pensione contributiva di garanzia per i giovani, il collegamento dell’anticipo pensionistico alla gravosità del lavoro, il blocco progressivo della aspettativa di vita e il riconoscimento del lavoro di cura alle lavoratrici”.

Giuliano Poletti ha escluso nuovi interventi sulla riforma delle pensioni che è stata approvata con la Legge di stabilità. Tuttavia ha anche riconosciuto che il part-time agevolato è stato un flop e che bisognerebbe studiare qualche altro tipo di intervento. Probabilmente un confronto con i sindacati potrà essere utile per capire in quale direzione potrebbe muoversi il Governo, ma le organizzazioni dei lavoratori hanno anche già delle richieste, in particolare la Cgil, per rivedere l’Ape social e le misure per i lavoratori precoci. Il ministro del Lavoro sarà ospite quest’oggi, dalle ore 12:00, di “Viva l’Italia”, il format video di Agi e potrebbe anche rispondere indirettamente a queste richieste o dare indicazioni sulle prossime mosse dell’esecutivo sui temi previdenziali. Non resta quindi che aspettare le sue dichiarazioni.

Questa sera Cesare Damiano parteciperà a un incontro al circolo Pd di Roma Esquilino, dove parlerà principalmente di lavoro. Insieme a lui, parlerà anche Marco Bentivogli, Segretario generale della Fim-Cisl. Tutto questo fa pensare che il tema della riforma delle pensioni non verrà trattato, come invece avvenuto diffusamente in passato, dall’ex ministro del Lavoro. Tuttavia negli ultimi giorni sembra essersi riacceso il dibattito sul rapporto tra Legge Fornero e disoccupazione giovanile, con un rapporto che alcuni vedono diretto tra l’una e l’altra. E anche Damiano era dell’idea che introdurre la flessibilità pensionistica avrebbe contribuito a creare maggiori opportunità di lavoro per i giovani. Vedremo se magari oggi riprenderà questo tema, visto che sarebbe in ogni caso collegato alle possibilità di crescita di posti di lavoro.

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COMMENTI
07/02/2017 - Flop su flop (Michele Ballarini)

TFR in busta paga = flop. Part time prepensionistico = flop. Fra un po' APE "Asocial" = flop. Tutto quanto fa il Governo per ammorbidire la sciagurata riforma del duo sciagurato Monti/Fornero si traduce in un flop. L'APE social, con costi a carico dei contribuenti, sarà un flop per la finanza pubblica. Per rilanciare l'occupazione e i consumi bisogna agire sull'età pensionabile, tagliando le centinaia di altre spese e costi (dai bonus/mance agli emolumenti dei politici, nazionali e locali, alle macchine blu, all'esercito - che cazzo facciamo in Afghanistan, ecc. ecc.). Un Paese con il 40% di disoccupazione al di sotto dei 40 anni è FALLITO.