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Contratti statali / Aumento stipendi dipendenti pubblici e rinnovo: Uil vs governo, “si passi ai fatti” (ultime notizie oggi 9 febbraio 2017)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: il decalogo della Uil contro il decalogo del governo sui licenziamenti (ultime notizie oggi 9 febbraio 2017) 

Immagini di repertorio (LaPresse) Immagini di repertorio (LaPresse)

Non solo un decalogo per arrivare al rinnovo dei contratti statali. La Uil attacca ancora il governo sul mancato aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, si legge sul sito del sindacato, si scaglia contro il decalogo per i licenziamenti dei dipendenti pubblici annunciato dal ministro della Pa Marianna Madia. Foccillo sottolinea di che il governo deve rispettare "la professionalità e la dignità di questi lavoratori". "Basta puntare il dito contro i dipendenti pubblici - dichiara -. Non è più accettabile vessare mediaticamente i lavoratori del pubblico impiego che, come li ha definiti l’accordo dello scorso 30 novembre, sono 'il motore della macchina amministrativa'. Si tratta di una classe lavoratrice che da ben oltre sette anni non vede più riconosciuta la propria professionalità prestata quotidianamente, spesso anche in condizioni disagiate figlie delle politiche di spending review, al servizio dell’utenza e quindi di noi tutti". Infine il sindacalista lancia un appello affinché la trattativa per il rinnovo dei contratti statali sia sbloccata: "Rivendichiamo i contenuti dell’accordo. Non si può più aspettare: dalle parole si passi ai fatti!".

La trattativa per il rinnovo dei contratti statali prosegue lentamente con il tavolo che deve essere ancora avviato all'Aran con le parti sociali. Tra i sindacati la Uil è quello più duro nel muovere accuse al governo sullo stallo dell'iter che deve portare all'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Il sindacato propone al nuovo Esecutivo un decalogo da rispettare nella definizione del Testo Unico e nella direttiva da inviare all’Aran, per un vero rilancio della Pubblica amministrazione. I dieci punti proposti dalla Uil al governo per attuare il rinnovo dei contratti statali sono: 1) l’immediato invio dell’atto di indirizzo all’Aran con la conseguente apertura dei tavoli di rinnovo dei contratti fin da subito; 2) il riequilibrio del rapporto tra legge e contratto a favore di quest’ultimo; 3) lo sblocco della contrattazione di secondo livello, ingessata ormai da anni, per un utilizzo pieno delle risorse; 4) il riordino istituzionale (province, città metropolitane, camere di commercio) per evitare che si riducano i servizi per i cittadini, dando loro la piena funzionalità; 5) la riduzione dei centri di costo prevedendo un solo centro d’acquisto a livello regionale; 6) l’eliminazione delle consulenze e la valorizzazione delle professionalità esistenti; 7) la previsione dell’incentivazione dei vari processi di mobilità; 8) la riduzione di tutte le forme di precarietà nella pubblica amministrazione con la corrispondente stabilizzazione di quel personale; 9) il sostegno alla scuola statale e il blocco del finanziamento alle scuole private; 10) il riconoscimento dello status del personale definito e garantito dalla Costituzione, in termini di libertà di insegnamento/apprendimento per consentire una vera autonomia scolastica.

La trattativa per il rinnovo dei contratti statali è ancora atteso dai sindacati che chiedono al governo di avviare il tavolo vero e proprio all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. gli stipendi dei dipendenti pubblici sono bloccati da sette anni, dal 2009, e i lavoratori aspettano di ricevere l'aumento in busta paga. L'incremento previsto nell'accordo quadro firmato da Cgil, Cisl e Uil con il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, è di 85 euro medi lordi. L'intesa politica è stata siglata lo scorso 30 novembre dall'esecutivo guidato dal premier Renzi che poi a dicembre si è dimesso. Il ministro della Pa è stato confermato nel nuovo governo a guida Gentiloni e questo era sembrato un punto di continuità nel rinnovo dei contratti statali. La trattativa però deve ora proseguire all'Aran dove dovranno essere definiti tutti gli aspetti dell'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici e in particolare resta da sciogliere il nodo delle risorse. I sindacati chiedono che i tempi non si allunghino e che il governo rispetti l'accordo firmato.

La Uil ancora contro il governo sul rinnovo dei contratti statali. Il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, come si legge sul sito del sindacato, ribadisce che il governo deve "rispettare gli accordi" sull'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Questi sono i punti chiave secondo la Uil: "Il Governo, nato in continuità con il precedente, deve dare attuazione all’accordo del 30.11 per concretizzare: a) la revisione del rapporto tra legge e contratto a favore di quest’ultimo; b) la definizione di nuove relazioni sindacali; c) il rinnovo dei contratti di lavoro; d) la semplificazione del sistema dei fondi di contrattazione di secondo livello; e) la previsione di nuovi e differenti sistemi di valutazione della produttività; f) la riduzione delle forme di precariato". Foccillo sottolinea poi che "assistiamo, invece, ad un incessante attacco nei confronti dei dipendenti pubblici, che si manifesta ora anche con un decalogo da inserire nel Testo Unico per punirli e licenziarli". Il sindacalista aggiunge poi: "Ancora una volta ribadiamo che le regole esistono già e che vanno solo attuate, mentre sempre di più mancano controlli e assunzioni di responsabilità da parte di chi, invece, dovrebbe prendere provvedimenti necessari".

Continua il botta e risposta a distanza sui contratti statali e sul loro rinnovo che è fermo da sette anni. Le parti sociali chiedono che il governo faccia parttire la trattativa all'Aran dopo che è stata firmata l'intesa politica, lo scorso 30 novembre, per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. La Cisl, come riporta ildiariodellavoro.it, sottolinea che con il blocco dei contratti statali in 5 anni i redditi reali sono scesi del 7%. E' questo uno dei dati di una ricerca della Cisl, che ha elaborato i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2015 di lavoratori dipendenti e pensionati che lo scorso anno si sono rivolti ai centri di assistenza fiscale: è stata infatti rilevata una contrazione del reddito reale di oltre 7 punti percentuali dal 2010 al 2015. Se si guarda ai dati dei "soli quadri, impiegati e operai si evince come, in termini reali, i dipendenti del comparto pubblico nel 2015 si ritrovino un reddito pari al 92,7-92,8% rispetto a quello del 2010. I dipendenti del manifatturiero, invece, un reddito pari al 104,8% rispetto a quello 2010. Quelli dell'edilizia un reddito pari al 101,6% rispetto a quello 2010".

Anche la Uil contesta al governo i ritardi nell'iter che deve portare al rinnovo dei contratti statali. Il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, si chiede che cosa si stia aspettando per quanto riguarda l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici fermi dal 2009. Inoltre rivendica il contenuto dell'accordo del 30 novembre scorso, auspicando che quei contenuti siano inseriti nel Testo Unico e nella direttiva da inviare all'Aran. Il sindacalista sottolinea poi, riguardo alla lotta ai 'furbetti del cartellino': "Non vogliamo difendere chi sbaglia, ma è inaccettabile che tutto si concentri solo su questi aspetti. In questo Paese, prima si ringraziano quei dipendenti pubblici - come vigili del fuoco, forze di polizia, medici, infermieri, insegnanti, etc. - che lavorano quotidianamente a servizio del Paese, che si danno da fare, senza tregua, per salvare vite umane nelle tante tragedie che hanno colpito l'Italia e, poi, quegli stessi lavoratori pubblici vengono offesi da campagne di odio. Si rispettino la loro professionalità e dignità di lavoratori".

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