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Riforma pensioni novità 2017/ Anticipate, Ape, "41xtutti", lavoratori precoci: che succede? (oggi, ultime notizie live e news)

Riforma pensioni novità 2017: anticipate, Ape, "41xtutti", lavoratori precoci: cosa sta cambiando? Le novità e le ultime notizie di oggi sulle pensioni.

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I decreti attuativi per l’Ape arriveranno all’inizio di marzo. Lo ha detto Giuliano Poletti nel corso della trasmissione diMartedì dove è stato ospite per parlare delle novità della riforma delle pensioni. Il ministro del Lavoro ha anche voluto spiegare che per accedere all’Anticipo pensionistico bisognerà per prima cosa recarsi all’Inps. Poi si potrà scegliere a quale banca e assicurazione rivolgersi tra quelle con cui verrà a breve stipulata una convenzione, la quale garantirà che ci sarà con tutte il medesimo trattamento. Di fatto, quindi, si potrà scegliere la banca e l’assicurazione preferite tra quelle in elenco, sapendo che le condizioni sono le medesime. Poletti ha anche ribadito che in caso di premorienza risponderà l’assicurazione e non verrà chiesto nulla agli eredi. Inoltre, non ci sarà nemmeno alcuna conseguenza sulla pensione di reversibilità.

La diatriba tra Anm e Governo sulla mancata piccola riforma delle pensioni con l’innalzamento per tutti i magistrati della soglia di pensionamento obbligatorio a 72 anni, anziché 70, non sfocerà in un ricorso alla Corte Costituzionale. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti ritenuto non opportuno percorrere questa strada. La questione di costituzionalità potrebbe però arrivare attraverso il Tar del Lazio, dove una ventina di magistrati, che avendo superato i 70 anni devono lasciare il loro posto, hanno deciso di fare ricorso. La posizione dell’Associazione nazionale magistrati comunque non cambia. Ma anche il ministro Orlando non è parso voler cambiare rotta. Vedremo quindi quale piega prenderà lo scontro.

Si sta creando non poca confusione sul tema della riforma delle pensioni rispetto ai lavoratori precoci su Facebook. Tanto che è stato necessario un chiarimento da parte del gruppo “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”. Pare infatti che molti membri si siano ritrovati iscritti a un nuovo gruppo chiamato “41xtutti lavoratori uniti”. Che però non sembra aver nulla a che fare con il primo e originario gruppo che in questi anni ha condotta la battaglia per chiedere l’approvazione di Quota 41 per tutti. “Ritengo assolutamente che chiunque sia libero di aderire, spontaneamente, a qualunque altro gruppo, ma per motivi etici mi sembra corretto informarvi che né io, né altri admin, moderatori, coordinatori attualmente in carica o che lo siano già stati aderiremo a tale gruppo”, scrive Mauro D’Achille per spiegare meglio la situazione a coloro che frequentano la pagina “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”.

Giuliano Poletti è stato ospite ieri della puntata di diMartedì, durante la quale ha affrontato non solo il tema della riforma delle pensioni, ma anche un’altra questione tornata d’attualità nell’ultimo periodo. Con un servizio gli è stata infatti mostrata la situazione di una donna che percepisce una pensione integrata al minimo, cui però l’Inps ha chiesto indietro dei soldi, perché si è accorto che gliene aveva erogati in più rispetto al dovuto. Secondo il ministro del Lavoro, se l’Istituto nazionale di previdenza sociale commette degli errori, non dovrebbe chiedere indietro i soldi, ma smettere di erogare la cifra non dovuta. Diverso invece il caso in cui il pensionato ometta di presentare dei documenti o cerchi di intascare un assegno più alto: in quel caso è giusto, secondo Poletti, che l’Inps chieda indietro la cifra erogata. Vedremo se questa presa di posizione cambierà o meno l’atteggiamento dell’Inps.

Tra i lavoratori precoci c’è parecchia rabbia. Infatti solamente pochi di loro potranno accedere alla pensione dopo 41 anni di contributi grazie alle norme inserite nella riforma delle pensioni contenuta nella Legge di stabilità. Eppure stanno notando che a qualche categoria vengono concessi dei vantaggi che sembrano “discriminatori”. I bancari, infatti, potranno avere un prepensionamento fino a 7 anni. Sulla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” c’è quindi chi si lamenta. Non tanto ovviamente di chi lavora in banca, ma del sistema che rende possibile un trattamento così impari tra lavoratori. Di fatto ci saranno persone che potranno andare in pensione con un anticipo piuttosto importante, mentre chi lavora da più di 40 anni non potrà farlo.

) Tito Boeri, tra le sue proposte di riforma delle pensioni, ha toccato in passato un tema che sembra diventare sempre più importante. Il Presidente dell’Inps, infatti, aveva segnalato come i pensionati che si trasferivano all’estero spesso utilizzavano sistemi impositivi più favorevole, trovandosi così con più soldi in tasca. Per questo era forse il caso di andare a “tagliare” le pensioni degli italiani all’estero. C’è da dire che Boeri non ha più ripreso recentemente questa sua proposta, ma il numero dei pensionati che lasciano il nostro Paese è in crescita. E anche Quinta colonna, nella puntata in onda questa sera, se ne occuperà, raccontando le storie di chi ha scelto di lasciare l’Italia per avere un maggior potere d’acquisto dalla propria pensione, che nel nostro Paese non sarebbe invece bastata a trascorrere una terza età serena.

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COMMENTI
08/02/2017 - Sacrifici ingiusti (Michele Ballarini)

Garantire una pensione con il sistema a ripartizione ai pensionati in essere ed anche la pensione ai privilegiati beneficiari di baby pensioni e pensioni d’oro e nel contempo garantire la pensione alle generazioni future anni ’80 distrutte e massacrate da flessibilità e precariato con riforme ventennali del mercato del lavoro sembra sia la missione storica della “generazione di mezzo” o “messa in mezzo” a cui viene impedito il pensionamento. Certo è vero che dopo il “non lavoro” i giovani rischiano di vivere anche la “non pensione” ma non certo per mancanza di solidarietà intergenerazionale ma più semplicemente per le politiche neoliberiste dei governi negli ultimi vent’anni che hanno visto in ultimo il jobs act delle finte tutele crescenti senza art.18, dei voucher e delle effettive decontribuzioni previdenziali che sicuramente hanno danneggiato ancora i conti del sistema pensionistico senza effettivo sviluppo occupazionale. Quanto ai bencari, possono andare in pensione anticipatamente grazie ad un Fondo di solidarietà interno, alimentato da contributi delle banche e dei dipendenti stessi (non dallo Stato). Per contro, i bancari non possono accedere ai trattamenti di mobilità, però contribuiscono a quelli altrui con versamenti/trattenute in busta paga a favore dell'INPS. Inoltre, non fanno lavoro in nero per le banche, mentre molte aziende mettono in CIG e fanno lavorare in nero. Bisogna sapere di cosa si parla!