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CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: attesa per ok Corte Conti (oggi 11 marzo)

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici. Il giudizio negativo della Gilda degli Insegnanti: “strada in salita”. Ultime notizie oggi, 11 marzo 2017

Contratti statali, Immagini di repertorio (LaPresse) Contratti statali, Immagini di repertorio (LaPresse)

Dopo la firma dei decreti sblocca risorse per quanto riguarda il rinnovo dei contratti statali bloccati da sette anni si deve attendere la decisione finale della Corte dei conti. Lo scorso 8 marzo il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha annunciato la firma di questi decreti: dopo aver ricevuto però anche il via libera da parte del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e del premier Paolo Gentiloni manca l'ok della Corte dei conti. Per il rinnovo dei contratti statali sono già stati stanziati 300 milioni di euro per il 2016, 900 milioni per il 2017 e 1,2 miliardi entro il 2018. La cifra complessiva per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici si aggira intorno ai 2,4 miliardi di euro e le risorse che ancora mancano per garantire l'aumento di 85 euro medi lordi, previsto dall'accordo dello scorsa 30 novembre, saranno reperite con le prossime manovre finanziarie.

I dipendenti pubblici aspettano ancora il rinnovo dei contratti statali che dovrebbe assegnare loro l'aumento degli stipendi che aspettano dal 2009. Lo scorso 30 novembre è stata firmata un'intesa politica tra il governo e i sindacati per un aumento di 85 euro medi lordi degli stipendi. Poi nei giorni scorsi è arrivato l'annuncio da parte del ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia della firma dei decreti sblocca risorse per il rinnovo dei contratti statali. Ma il giudizio dei sindacati non è stato del tutto positivo. Il Segretario confederale Uil Antonio Foccillo, nei giorni scorsi ha sottolineato a proposito dei decreti sblocca risorse che "una ripartizione così operata, più che essere prevalentemente destinata ai contratti, sembra che rimandi tutto alla prossima legge di bilancio. Tutto ciò, dopo oltre sette anni di mancati rinnovi e dopo una pronuncia di illegittimità costituzionale che pesa dal 2015, non è più concepibile". Il sindacalista ha poi aggiunto che "non sono possibili altri rinvii e, pertanto, chiediamo che sia inviata al più presto la direttiva all’Aran e che si programmino già a maggio nel DEF le risorse da stanziare nella prossima Legge di bilancio di dicembre. Difatti, solo così sarà possibile sedersi ai tavoli avendo contezza della parte economica del contratto che le parti dovranno firmare".

E' negativo il giudizio della Gilda degli Insegnanti sui decreti sblocca risorse per il rinnovo dei contratti statali. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, commenta infatti così l'annuncio fatto nei giorni scorsi dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia: "Finalmente è approdato al vaglio della Corte dei Conti il DPCM che stanzia i fondi per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego, di cui la scuola costituisce il comparto più numeroso. Ma i tempi per arrivare alla definizione del contratto non sono così rapidi come il Governo vuol far apparire". In particolare il sindacalista punta il dito sullo stanziamento previsto per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. "Delle risorse necessarie per raggiungere i miseri 85 euro lordi di aumento promessi - spiega Di Meglio - ad oggi risulta stanziata meno della metà. Inoltre, per quanto concerne la parte normativa, va sottolineato che non si è concluso l´iter di revisione del Testo Unico nel quale sono ancora presenti ambiguità su quale sia la sfera riservata alla contrattazione". Anche la scuola rientra nell'ambito del rinnovo dei contratti statali ma, sottolinea il coordinatore nazionale della Gilda, "come è stato evidenziato anche dai recenti dati della Tesoreria dello Stato sugli stipendi degli statali, la scuola resta fanalino di coda del settore pubblico. Chiediamo dunque al Governo di reperire le risorse per recuperare il potere di acquisto dei docenti, cioè almeno 150 euro mensili".

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