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BUSTE PAGA/ I contratti che possono ridurre il costo del lavoro

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Per tanti motivi che non riguardano soltanto l’organizzazione del lavoro e l’apporto dei lavoratori, l’Italia si trova in una posizione svantaggiata rispetto ai Paesi con cui è in competizione. Se consideriamo le variazioni percentuali medie degli anni duemila (poi la Grande Crisi ha determinato assetti ancor più destabilizzati) possiamo notare un incremento di produttività del 5,2% negli Usa, del 3% nel Regno Unito, dell’1,8% in Germania, del 2,5% in Francia e solo dello 0,4% in Italia (un dato inferiore persino all’1,5% della Spagna). Diversamente, nello stesso periodo le variazioni percentuali medie dei salari reali dell’industria hanno dato i seguenti riscontri: Usa +1,3%, Regno Unito +1,6%, Germania +0,5%, Francia +1,3%, Italia +0,9%. In sostanza, in Germania i salari reali sono cresciuti meno della produttività, da noi più del doppio.

Lo stesso discorso vale per il costo del lavoro che in Italia è aumentato un punto in più che in Germania (3,1% rispetto a 2,1%). Ma è più significativo il dato del Clup nel settore manifatturiero (la cui capacità di export dipende dal grado di competitività). La variazione percentuale media annua, in quello stesso periodo, è stata dello 0,2% in Germania, dello 0,6% in Francia e del 2,7% in Italia. Se poi consideriamo il Clup riferito all’intera economia otteniamo uno 0,4% della Germania contro un 2,6% del nostro Paese. Al dunque, un differenziale di 2,2 punti che sono diventati 2,5 nel settore manifatturiero.

In sostanza, si stima che l’Italia abbia perso, negli anni scorsi, trenta punti di produttività rispetto alla Germania, che all’inizio del primo decennio era ritenuto il “grande malato d’Europa” e che, invece, ha saputo farcela attraverso le riforme del welfare e del mercato del lavoro e grazie ad un modello di relazioni industriali che non si è sottratto ai sacrifici necessari. Diventa sempre più importante spostare il peso della contrattazione di prossimità avvalendosi delle misure di tassazione agevolata per le voci che, a livello aziendale, remunerano la produttività e favoriscono, così, la competitività. 

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