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RIFORMA PENSIONI 2017/ Esodati, precoci e Opzione donna: gli assurdi "stop" del Governo

Pensioni, com'è la riforma pensioni di Giuliano Poletti (LaPresse) Pensioni, com'è la riforma pensioni di Giuliano Poletti (LaPresse)

Andrebbe, infine, fatto qualcosa per le donne. L’innalzamento della loro età pensionabile (più brusco rispetto a quello degli uomini) ha reso appetibile quell’Opzione donna che fino al 2012 quasi nessuno prendeva in considerazione. Il Governo ha fatto capire che quel regime sperimentale non può diventare strutturale e non potrà essere più usato, nonostante generi nel medio-lungo periodo un risparmio per le casse pubbliche (si prevede infatti quel ricalcolo contributivo pieno dell’assegno che in tanti vorrebbero applicato ai vitalizi dei politici o alle baby pensioni). Trovi allora un’alternativa. Per esempio, se non vuole che le italiane possano andare in pensione a 57-58 anni rimettendoci anche fino al 30% del loro assegno potrebbe portare quella soglia di età a 60-61 anni o farle in qualche modo accedere all’Ape. Se qualcuno è pronto a “pagare” (certamente a malincuore) per poter andare in pensione perché chiudergli in faccia ogni porta?

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COMMENTI
16/03/2017 - Poletti e Nannicini, ovvero il GRANDE NULLA (Michele Ballarini)

L’APE (Anticipo Pensionistico) in Europa non esiste come non esiste una legge come quella approvata dal governo Monti/Fornero sostenuto da una maggioranza parlamentare che tutt’oggi insiste nel sostenerla nel suo impianto principale. Siamo a pochi giorni dalle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma – 25 marzo – ed anche in questa occasione non potevano mancare discorsi retorici anche del Ministro Poletti che “ha auspicato a breve l'adozione del nuovo Pilastro europeo dei diritti sociali promosso dalla Commissione: sarebbe un forte segnale che l'Europa è in grado di reagire nei temi del sociale, offrendo risposte adeguate per i nostri tempi, innovando e rinnovando il modello sociale che ne è stato uno dei prodotti più originali.” (60 anni di Europa - Ministero del lavoro e delle politiche sociali) il testo si conclude con la frase: “Un'Europa che possa a pieno titolo definirsi Unione europea.” Parole astratte che calate nella nostra realtà significano jobs act, disoccupazione, precariato e voucher (da abolire) per i giovani e legge Fornero, Ape social e Ape con prestito bancario ventennale (in fase ancora di studio…per l’emanazione dei decreti attuativi) per ultrasessantenni e lavoratori precoci o carriera lunga oltre i 40 anni che aspirano alla pensione. Poletti e Nannicini dovrebbero sparire, come i ladri Monti e la Fornero. PER SEMPRE!

 
09/03/2017 - Governo di beoti (Michele Ballarini)

Solo dei beoti credono che regalando denari alle imprese, anzi, agli imprenditori, queste incrementino gli investimenti e, grazie a decontribuzione e riduzione degli oneri fiscali, assumano personale. Le imprese, se investono, ad esempio, in nuove tecnologie, macchinari, ecc., generalmente lo fanno per ridurre i costi. Ergo ridurre il personale, una delle voci di spesa più cospicue. Sappiamo poi che il più delle volte i signori imprenditori utilizzano l'azienda per fini propri (macchine, donne, bella vita: di solito i figli sperperano i quattrini del vecchio papà imprenditore; il ricambio generazionale spesso non funziona, nel mondo delle imprese), altro che per assumere nuova forza lavoro. Solo il ricambio generazionale nelle aziende, favorito da un abbassamento dell'età pensionabile, abbinato ad una riduzione non dei contributi ma delle imposte sugli utili se reinvestiti e/o ad altre misure già attuate (ammortamenti, superammortamenti, ecc.), potrebbe favorire l'occupazione e con essa il rilancio dei consumi. Solo dei beoti, o dei sadici disonesti (come Monti e Fornero), non lo capiscono.