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RIFORMA PENSIONI 2017/ Esodati, precoci e Opzione donna: gli assurdi "stop" del Governo

Pensioni, Governo e sindacati sono tornati a confrontarsi sulla riforma delle pensioni. Per LAMBERTO MILANI l’esecutivo dovrebbe mettere in cantiere dei cambiamenti alla Legge Fornero

Pensioni, com'è la riforma pensioni di Giuliano Poletti (LaPresse) Pensioni, com'è la riforma pensioni di Giuliano Poletti (LaPresse)

Governo e sindacati sono tornati a confrontarsi sulla riforma delle pensioni (oggi parleranno d’altro), dimostrando la volontà di arrivare a nuove intese dopo il verbale siglato alla fine di settembre 2016. Riusciranno a raggiungere un nuovo accordo? E su che cosa? Domande quanto mai importanti, perché a quanto è dato di capire, il Governo Gentiloni sarà ancora in carica quando si tratterà di definire la nuova Legge di stabilità in autunno. È difficile però che già nel Def di aprile si possa fare accenno a eventuali futuri provvedimenti in materia previdenziale, tanto più che Pier Carlo Padoan dovrà ingegnarsi per racimolare 3,4 miliardi di euro per la manovra aggiuntiva chiesta da Bruxelles.

Sembrano poi lontani i tempi in cui gli esponenti del Governo, compreso il Premier, rilasciavano dichiarazioni sulle possibili modifiche alla Riforma pensioni della Fornero. E non solo perché potrebbero ritenere chiuso il capitolo flessibilità con l’Ape. Del resto l’Anticipo pensionistico non ha carattere strutturale e ancora non è stato chiarito quanto costerà agli aspiranti pensionandi. E anche parlamentari fino alla fine dell’anno scorso impegnati a sostenere la necessità di una riforma delle pensioni sembrano essere “scomparsi”. Cesare Damiano, per esempio, pare ora più assorbito dalle vicende interne al Partito democratico che non a sostenere la necessità di discutere in aula la sua proposta di legge pronta da tempo e a sostegno delle quale sono state raccolte centinaia di migliaia di firme.

Sul tavolo di Governo e sindacati, si sa, c’è la cosiddetta fase due, dedicata alle pensioni dei giovani e ai criteri di indicizzazione degli assegni in essere. Sembrano essere limitati gli spazi per interventi che interessino i lavoratori più anziani, che in molti casi attendono con ansia di poter accedere alla quiescenza. Forse verrà infatti rivisto, per alcune professioni, il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita. Resta il fatto che qualche “ritocco” alla Legge Fornero l’esecutivo potrebbe (e dovrebbe) farlo.

Innanzitutto risolvendo una volta per tutte la questione della riforma pensioni riguardante gli esodati. Nonostante otto salvaguardie, infatti, c’è chi ancora si ritrova senza reddito, ammortizzatori sociali o pensione a causa della legge approvata a fine 2011. Sarebbe poi giusto riconoscere a chi ha versato contributi per oltre 40 anni la possibilità di andare in pensione, anche se non ha ancora 60 anni. Si sta infatti assistendo a situazioni paradossali per cui i lavoratori precoci, che hanno magari iniziato a lavorare minorenni, devono restare al lavoro mentre loro colleghi occupati per meno anni hanno maturato il diritto di accedere alla pensione. Non ci vuole molto a capire che la richiesta di Quota 41 risponde a un comune senso di giustizia. 


COMMENTI
16/03/2017 - Poletti e Nannicini, ovvero il GRANDE NULLA (Michele Ballarini)

L’APE (Anticipo Pensionistico) in Europa non esiste come non esiste una legge come quella approvata dal governo Monti/Fornero sostenuto da una maggioranza parlamentare che tutt’oggi insiste nel sostenerla nel suo impianto principale. Siamo a pochi giorni dalle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma – 25 marzo – ed anche in questa occasione non potevano mancare discorsi retorici anche del Ministro Poletti che “ha auspicato a breve l'adozione del nuovo Pilastro europeo dei diritti sociali promosso dalla Commissione: sarebbe un forte segnale che l'Europa è in grado di reagire nei temi del sociale, offrendo risposte adeguate per i nostri tempi, innovando e rinnovando il modello sociale che ne è stato uno dei prodotti più originali.” (60 anni di Europa - Ministero del lavoro e delle politiche sociali) il testo si conclude con la frase: “Un'Europa che possa a pieno titolo definirsi Unione europea.” Parole astratte che calate nella nostra realtà significano jobs act, disoccupazione, precariato e voucher (da abolire) per i giovani e legge Fornero, Ape social e Ape con prestito bancario ventennale (in fase ancora di studio…per l’emanazione dei decreti attuativi) per ultrasessantenni e lavoratori precoci o carriera lunga oltre i 40 anni che aspirano alla pensione. Poletti e Nannicini dovrebbero sparire, come i ladri Monti e la Fornero. PER SEMPRE!

 
09/03/2017 - Governo di beoti (Michele Ballarini)

Solo dei beoti credono che regalando denari alle imprese, anzi, agli imprenditori, queste incrementino gli investimenti e, grazie a decontribuzione e riduzione degli oneri fiscali, assumano personale. Le imprese, se investono, ad esempio, in nuove tecnologie, macchinari, ecc., generalmente lo fanno per ridurre i costi. Ergo ridurre il personale, una delle voci di spesa più cospicue. Sappiamo poi che il più delle volte i signori imprenditori utilizzano l'azienda per fini propri (macchine, donne, bella vita: di solito i figli sperperano i quattrini del vecchio papà imprenditore; il ricambio generazionale spesso non funziona, nel mondo delle imprese), altro che per assumere nuova forza lavoro. Solo il ricambio generazionale nelle aziende, favorito da un abbassamento dell'età pensionabile, abbinato ad una riduzione non dei contributi ma delle imposte sugli utili se reinvestiti e/o ad altre misure già attuate (ammortamenti, superammortamenti, ecc.), potrebbe favorire l'occupazione e con essa il rilancio dei consumi. Solo dei beoti, o dei sadici disonesti (come Monti e Fornero), non lo capiscono.